DOSSIER EUROPA

Convenzione Costituzione La Costituzione per l'Europa e la corrida Petizione per il benessere degli animali nella Costituzione Europea
L'UE sovvenziona le corride. Stop! L'UE e la protezione animale : obiettivi politici Il progetto MINOTAURO

Estratto dal sito http://european-convention.eu.int/
La Convenzione ha per scopo di proporre, per l'Unione Europea, un ambiente e delle strutture adatte all'evoluzione del mondo, ai bisogni dei cittadini europei ed allo sviluppo futuro dell'Unione Europea. La Convenzione è una innovazione. Creata al termine del Consiglio Europeo di Laeken, nel dicembre 2001, essa riunisce dei rappresentanti dei governi, dei parlamenti nazionali, del Parlamento Europeo e della Commissione Europea. I suoi lavori sono pubblici, i suoi documenti sono accessibili al grande pubblico su questo sito. Inoltre, le organizzazioni della società civile hanno la possibilità di apportare il loro contributo ai dibattiti in modo particolare divenenendo membri del Forum.

1) ) La legislazione francese

Da cinquant'anni, esiste nella legislazione francese una legge ingiusta, in contraddizione con i principi stessi della Repubblica "Una ed indivisibile". E' la legge del 24 aprile 1951 detta legge "Ramarony-Sourbet".
Questo testo ha, inserendo il paragrafo 3, modificato l'articolo 521-1 del Codice Penale, così come gli articoli R 654-1 ed R 655-1, introducendo una "tolleranza" in favore degli spettacoli di corrida "qualora una tradizione locale ininterrotta possa essere evocata". L'utilizzazione abusiva di questa tolleranza da parte dei procorrida, così come la sua interpretazione esageratamente estensiva da parte di numerosi magistrati fanno sì che gli organizzatori di questi spettacoli possono tutto permettersi e questo, a scapito della condanna formale degli atti di crudeltà e delle sevizie gravi verso gli animali menzionata al primo paragrafo dello stesso articolo. Questa contraddizione legislativa è una iniquità che un paese profondamente democratico come il nostro ha l'obbligo di abolire, sapendo soprattutto che la grande maggioranza dei Francesi è opposta a questa pratiche barbare (sondaggio 2000 a Tolosa e 2001 a Fréjus). Ci sembra dunque essenziale ed urgente di vedere i nostri deputati chinarsi su questo caso ed operare nel senso di una abrogazione del paragrafo 3 dell'articolo 521-1 del Codice Penale. Stiamo lavorando in questo senso nei loro confronti.

Dal 1951, numerose deroghe hanno permesso alla lobby della tauromachia di proseguire le sue pratiche sul territorio francese per arrivare all'attuale situazione: le arene sono di fatto assimilate a dei mattatoi ed i tori da combattimento sono dunque animali da macelleria. Si può pensare ad una fine più abbietta per un animale che si tortura solamente per il piacere di una folla sanguinaria? Peraltro, un decreto del 20 dicembre 2000, modificante il decreto del 9 giugno 2000 relativo all'abbattimento degli animmali di macelleria feriti, fa entrare la Francia nell'illegalità europea la più totale visto che permette la consumazione della carne di toro destinato alla corrida, quando l'AFSSA riconosceva già che le sevizie subite dall'animale durante una corrida favorivano le disseminazione dei prioni in tutto il corpo dell'animale. Questa carne è dunque ufficialmente suscettibile di trasmettere all'uomo la malattia di Kreutzfeld-Jacob. Al riguardo della direttiva europea 00/ 418/CE, la carne di toro da corrida deve essere considerata come impropria al consumo (questa direttiva è applicabile dal 31 dicembre 2000). Il Signor Glavany, ministro dell'Agricultura, si è dunque permesso di far uscire la corrida dal quadro della Legge.

2) L'Educazione

Nel campo dell'educazione, un certo numero di insegnanti, di presidi o di rettori d'accademia permettono alla lobby della tauromachia di praticare una propaganda scandalosa nei confronti dei giovani. Cosa pensare quando dei toreri o picador vengono, sotto copertura di un progetto pedagogico, a fare del proselitismo in stabilimenti scolastici e propongono a dei ragazzi di andare a vedere delle corride? Per essere capace di "ben" torturare, bisogna cominciare giovani. Sempre più degli insegnanti si oppongono a queste pratiche ed interrogano presidi e rettori, oltre al Ministro dell'Educazione Nazionale. Che pensare quando dei fondi pubblici sono utilizzati nelle scuole di tauromachia (Arles, per esempio) per insegnare ai giovani usciti da ambienti sfavorevoli a torturare dei vitelli e dei torelli?

Tutto questo significa che in Francia, all'inizio di questo terzo millennio, vengono insegnati a giovani adolescenti dei "lavori pratici di tortura".
All'interno della nostra associazione, noi consideriamo che i diversi combattimenti contro la crudeltà non sono opposti, ma complementari. Peraltro, se la morte è ineluttabile, al contrario la crudeltà e la sofferenza inflitta per il lucro ed il divertimento non lo sono affatto. I promotori della corrida vorrebbero vedere considerata la tortura codificata del toro e del cavallo sulla cima dell'Arte e della Cultura, sostenuti in questo dalla legge, dal denaro e, troppo spesso, dai media.

3) I finanziamenti

Nel quadro delle feria, le corride sono spesate sul budget comunale. Anche a Nîmes, l'arena più frequentata di Francia, le "corse di tori" deficitarie sono, finanziate dal contribuente. Si può ben immaginare il deficit in arene di minor importanza.
In tutta la Francia non si contano più di 5.000 "aficionados". Così per riempire un'arena, ci vuole una feria. Questo genere di feste attira dei visitatori, alle volte venuti da lontano, offrendo loro numerosi divertimenti gratuiti, pagati dal contribuabile; spettacoli equestri, concerti di strada, ecc... Senza questa immensa sovvenzione municipale che è la feria, le arene resterebbero vuote e le corride sparirebbero. Al contrario, la feria non ha assolutamente bisogno della tauromachia per prosperare.

4) Le frodi

Il toro da corrida non é una "fiera", ma sicuramente un animale domestico ed erbivoro. Egli diviene pericoloso solo quando viene rinchiuso in una arena dove colpi e ferite l'obbligano a difendersi. Gli allevatori, attraverso selezioni genetiche, producono dei tori senza pericolo che caricano gli "stracci" rossi e non gli uomini che brandiscono questi ultimi. L'alimentazione artificiale a base di "puenso compuesto" dona dei tori enormi, impressionanti, ma troppo grassi per essere realmente pericolosi.
L'afeitado, frode la più conosciuta, consiste nel segare le corna. L'afeitado chimico consiste nel drogare i tori per inebetirli prima della corrida. I picador, ben al sicuro sui loro pesanti cavalli imbottiti, infliggono ai tori, a colpi di picca larghe e profonde ferite in corrispondenza della colonna vertebrale. Queste ferite, alle volte paralizzanti e causa di emorragie, rendono gli animali invalidi sin dall'inizio della seduta di tortura. Gli esami veterinari rilevano che la metà dei tori massacrati nelle corride sono gravemente ammalati.

5) La corrida e l'Unione Europea

Numerosi argomenti vanno nel senso di una abilizione totale di questo anacronismo barbaro nel seno dell'Unione Europea. Noi abbiamo già abbordato l'aspetto illegale delle pratiche di corrida per quanto riguarda la commercializzazione della carne di questi tori in Francia.
Ma nel quadro della futura Costituzione Europea, è l'aspetto etico che ci sembra particolarmente importante. Siamo all'inizio del terzo millennio, l'Europa sarà fra poco composta di 25 membri. E' tempo che l'Unione prenda delle coraggiose decisioni per abolire il simbolo stesso dell'oscurantismo e del ripiego identitario: la corrida, che noi preferiamo chiamare la "tortura della tauromachia" per ben inquadrare il problema, poiche si tratta di una tortura inflitta ad un essere vivente sensibile che non può fare altro che subire il beneplacito dei suoi torturatori.
L'evoluzione della legislazione nei differenti paesi dell'Unione va nel senso di una presa in carico sempre più grande del benessere animale. E' il caso in Germania, in Olanda ed anche in Svezia dove la Signora Margareta Winberg, ministro svedese dell'agricoltura ha dichiarato che "gli animali sono degli esseri pensanti con un valore intrinseco"! Nella stessa Spagna, la popolazione è sempre più opposta alle corride e delle manifestazioni contro quasta barbarie riuniscono regolarmente migliaia di persone. In Francia, compreso nelle città taurine, più dell'80% della popolazione dichiara che la corrida non fa parte della loro cultura.
Perché l'essere umano evolva verso il più grande rispetto dei suoi congeneri, egli deve ugualmente rispettare l'insieme del mondo dei viventi. Marguerite Yourcenar diceva che i più grandi boia ed assassini si sono sempre fatto la mano sugli animali.

In conseguenza domandiamo immediatamente alla convenzione di redigere sulla protezione animale un testo coraggioso e senza ambiguità che non introduca alcuna eccezzione a causa della tradizione, dell'arte o della cultura.
Speriamo che questo contributo possa permettere ad illuminare la convenzione su quello che è realmente la corrida, sullo stato attuale della legislazione francese, sull'evoluzione della mentalità anche nelle regioni europee dette "di tradizione taurina", e soprattutto sulle ragioni etiche le quali fanno sì che la corrida non sia più accettabile in una Europa che si dice civilizzata

2003 : Una rappresentante del CVA, Marie-Françoise Lheureux, incontra il segretario di Valéry Giscard d'Estaing, presidente della Convenzione sull'Avvenire dell'Europa.
Ella conta affrontare con lui le rivendicazioni riguardanti i diritti degli animali nella Costituzione Europea in corso di redazione. Nella sua cartella, la contribuzione della F.L.A.C.
L'animale nella
Costituzione Europea

Contribuzione della F.L.A.C.

1
Nessuno si può fare forte dell'eccezzione culturale sul territorio europeo per favorire il mantenimento o l'estensione di pratiche violente e di discriminazioni arbitrarie nei confronti del mondo animale, particolarmente per il divertimento
2
Nessuno può evocare o rivendicare l'eccezzione culturale sul territorio europeo per permettere la circonvenzione della gioventù in pratiche innegabilmente generatrici di sevizie gravi e di atti di crudeltà verso il mondo animale

La Costituzione per l'Europa e la corrida

I difensori degli animali fondano grandi speranze sull'Europa per essere aiutati nelle proprie azioni.
Alcuni paesi dell'Unione Europea hanno già preso delle disposizioni legislative miranti a migliorare le sorti degli animali (regolamentazione della caccia, interdizione della caccia a cavallo, interdizione del "gavage" dei palmipedi, interdizione di utilizzare degli animali selvaggi negli spettacoli, ecc.)
Sembra che gli Europei (principalmente quelli del Nord) stiano avanzando verso un maggior rispetto dei differenti componenti della natura. Hanno coscienza della necessità di prendere in conto la sofferenza animale e di apportarvi rimedio.
Peraltro il "Trattato stabilente una Costituzione per l'Europa" si interessa alla sorte degli animali unicamente all'art. III-121.

Cosa dice questo articolo: "Quando essi formulano e mettono in opera la politica dell'Unione nel campo dell'agricultura, della pesca, dei trasporti, del mercato interno, della ricerca e sviluppo tecnomogico e dello spazio, l'Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze del benessere degli animali quali esseri sensibili...." . Sino a qui potrebbe trattarsi di un miglioramento veramente sensibile. Ma, cosa si legge di seguito:"... pur rispettando le disposizioni legislative od amministrative e gli usi degli Stati membri, specificatamente in materia di riti religiosi, di tradizioni culturali e di patrimonio regionale."
E' giocoforza constatare che risorge l'eccezzione e la corrida ne è malauguratamente interessata.
Ma se essa è l'espressione di tutto questo? Quindi, semplicemente, il martirio degli animali ed in modo particolare quello dei tori e dei cavalli da corrida non è certo pronto a sparire. In effetti tutta la crudeltà, tutta la barbarie di cui le bestie sono vittime (corrida, combattimento di galli, caccia a cavallo, caccia sportiva, circhi, serragli, delfinari, allevamento e cattura per la pelliccia, vivisezione, allevamenti tipo campo di concentramento, giochi rituali crudeli, specialmente in certe regioni della Spagna, ecc. ecc.) continueranno come per il passato grazie a questa "copertura".
I legislatori non hanno avuto il coraggio di attaccare delle pratiche arcaiche, ereditate da tempi oscuri, che pertanto si stanno cancellando progressivamente di fronte allo spirito dell'umanesimo.
I Francesi e gli Olandesi hanno largamente respinto il trattato della Costituzione per l'Europa. Non potremo mai sapere quanti voti, sia favorevoli al NO che favorevoli al SI, siano stati influenzati dalla sorte che l'articolo III-121 della Costituzione riserva ai nostri amici animali. Scommettiamo che questi elettori sono stati molto più numerosi di quello che si possa immaginare?
Se ci dovesse essere una nuova negoziazione si dovrebbe rendere giustizia ai difensori degli animali nell'Unione. In effetti, le associazioni europee sono state totalmente assenti dalla preparazione dei testi poiché esse non sono state consultate. Notiamo anche che esse sono state troppo passive durante la campagna elettorale.
Allora, cosa si sarebbe dovuto fare? Certo realizzare l'UNIONE di tutte le associazioni può sembrare un po' utopistico, ma è questa una ragione sufficiente per non poter tentare una operazione di grande ampiezza al fin di pesare con tutto il nostro peso nelle discussioni dei testi e di farli evolvere verso un maggior rispetto degli animali? Tutte le associazioni e fondazioni, dalle più piccole alle più grandi, devono mobilizzarsi per questo, poiché, non illudiamoci, il NO ha ottenuto dei suffragi sia da parte dei "boia", che temono di perdere i loro privilegi, sia da parte dei "protettori" i quali considerano che gli animali non sono sufficientemente protetti dalla Costituzione.
E' quasi certo che gli sfruttatori degli animali di tutti i generi, tra cui i taurini, faranno di tutto per far confermare le loro volontà e se non ci sarà qualcuno di fronte a loro, vinceranno a colpo sicuro. E' dunque obbligatorio agire presto e subito! Nell'attesa di una ipotetica azione di una certa portata, ciascuno di noi deve firmare, e far firmare, la petizione del C.V.A. (Comité de Vigilance Active pour le bien-être animal) perché ci vogliono 1 milione di domande, chiaramente identificate, provenienti da differenti paesi dell''Unione perché una proposta sia esaminata.

Proposizione della Commissione Etica e Storica della F.L.A.C

1 ARTICOLO III-121 :
Per noi, gli abolizionisti, è particolarmente difficile emendare un testo come quello di questo articolo :
Quindi, affermare che " tenere pienamente conto delle esigenze del benessere degli animali " in questo campo rileva della più perfetta utopia poiché siamo confrontati ad una contraddizione fondamentale.
Il legislatore prende, almeno un po', in conto le iniziative della Protezione Animale che, inpercettibilmente, trascinano una evoluzione delle coscienze.
Egli si vede dunque costretto ad instillare goffamente nel suo testo una dose del "benessere animale", sapendo perfettamente che quanto precedentemente evocato è fonte, malauguratamente, di non misurabile sconforto per il mondo animale in questione! I riti religiosi, le tradizioni culturali, i patrimoni regionali non sono attinenti al campo di cui sopra e conviene quindi trattarli separatamente.
In conseguenza:
Proponiamo un rifacimento completo dell'articolo III - 121 al fine di permettere ai firmatari della petizione di essere abbastanza coerenti.
-a) Le esigenze del benessere degli animali in quanto esseri sensibili sono imperativamente prese in conto nella attuazione della politica riguardante i seguenti campi di utilizzazione degli animali: agricultura, pesca, trasporti, mercato interno, ricerca, sviluppo delle tecnologie e dello spazio.
-b) Peraltro, le pratiche, non comprese nel precedente paragrafo, ma utilizzatrici di animali come, certi riti religiosi, certe tradizioni culturali, certi patrimoni regionali, devono pienamente rispettare il benessere degli animali, in attesa della loro abolizione definitiva.

2 ARTICOLO III-280
Si sa che le culture europee sono, per alcune tra loro, basate sull'utilizzo degli animali, ma nulla in questo testo ne fa direttamente allusione. Al fine che il lettore non abbia il sentimento di una modifica parassita o espletivo, bisogna dunque precisare. Da dove sorge la proposta seguente:
"Punto 6 : trattandosi del caso particolare delle culture europee che utilizzano l'animale, le disposizioni di cui sopra dovranno imperativamente prendere in conto le esigenze del benessere degli animali quali esseri sensibili".

L'UE e la protezione animale : obiettivi politici

Il trattato di Amsterdam in vigore dal maggio 1999 stabilisce nuove regole fondamentali concernenti l'azione dell'Unione Europea in materia di protezione degli animali in un "Protocollo sulla protezione ed il benessere degli animali" Esso riconosce ufficialmente che gli animali sono esseri sensibili ed impone alle istituzioni europee di tenere pienamente conto delle esigenze in materia del benessere animale nella formulazione e nella messa in opera della legislazione comunitaria.

Il protocollo definisce ugualmente i limiti e le competenze comunitarie in materia legislativa.

Gli atti di crudeltà verso gli animali, il cattivo trattamento, la partecipazione di animali a competizioni, esposizioni, manifestazioni culturali o sportive quali la tauromachia, i combattimenti e le corse di cani costituiscono degli esempi di problemi restanti esclusivamente di competenza dei governi nazionali.

Il progetto MINOTAURO

Questo progetto che intende promuovere gli "encierros" (tori lanciati sulle strade dove sono molestati da dei giovani molto spesso sotto i fumi dell'alcool) non riceverà fondi europei.

In effetti, il responsabile della Commissione Interregionale Tre hanno deciso così. Questa commissione ha quale funzione quella di promuovere la cultura e l'economia regionale nei paesi dell'Unione Europea.

Così il progetto Minotauro che, sotto copertura di cultura, ambiva alla promozione della corrida, è stato particolarmente contrastato e denunciato non solamente dalla Protezione degli Animali, ma anche dalla stragande maggioranza dei cittadini europei.

(Fonte : The New Bull Tribune/ ADDA Barcelone - N° 18 - 4ème trimestre 2003)