CARCASSONNE

La città di Carcassonne non può avvalersi di una “tradizione locale ininterrotta” visto che la sua ultima corrida risale al 1954.
Nessuno è d’altronde tenuto ad ignorare la legge e tanto meno il primo magistrato del comune, e noi vogliamo far presente il nostro stupore nel vedere il sindaco della città dire molto apertamente la sua volontà di organizzare delle corride alle porte della città vecchia in luglio 2002. Questa dichiarazione può essere sicuramente considerata una provocazione.
Da parte sua , la F.L.A.C., aiutata dal C.O.L.B.A.C. continuerà senza rilassamento il suo lavoro di informazione presso la popolazione al fine di opporre un rifiuto cittadino alla volontà di promozione della violenza attraverso le corride.
Poiché, se il sindaco persistesse nel suo progetto, potrebbe, a termine, spegnersi l’immagine di un luogo altamente carico di storia.

Agde, venerdì 31 agosto 2001
Per la F.L.A.C
La Presidente : Josyane QUERELLE

Conferenza dibattito a Carcassonne il 26 aprile 2002

Operazione: "Montée au créneau"
Comunicato stampa

Operazione: "Montée au créneau"
Letteralmente sarebbe “Montare sul merlo di un castello”, ma questa espressione si usa per indicare una intensificazione delle azioni di protesta.
Del resto per Carcassonne questo particolare incitamento cade bene perchè la bellissima città medioevale è circondata di due serie di mura merlate. In italiano potremmo dire “Pronti alla lotta”.

EGGENFELDEN: città tedesca gemellata a Carcassonne ci scrive per esprimere la sua condanna della corrida

L'AFIPA, la FLAC ed il CRAC presenti sulle onde carcassonesi durante più di due ore!

Resoconto dell'azione di 2 febbraio 2003
"Non siete degni di rappresentarci !"

Comunicato stampa :
Inaugurazione di un cartellone anticorrida a Carcassonne

Venerdì 26 aprile 2002, la FLAC, il CRAC ed il COLBAC hanno organizzato una conferenza dibattito a Carcassonne per informare gli abitanti di questa città sull’orrore della corrida. Nella sua edizione del 29 aprile 2002, la « Dépêche du Midi » ha piubblicato nella sua integralità il comunicato stampa (vedere qui sotto il testo) che noi avevamo inviato via fax nel mattino di sabato 27 aprile. E’ importante precisare che avevamo proposto al giornalista presente all’avvenimento di inviargli un testo che egli avrebbe però desiderato ricevere il giorno dopo. Daltronde, dopo aver inviato il fax, ci siamo presi la cura di telefonare per verificare che il destinatario l’avesse ben ricevuto. Noi abbiamo allora insistito sull’importanza di diffondere anche i riferimenti della FLAC. E ciò venne rispettato. Infine, nel corrente maggio, abbiamo calorosamente ringraziato per lettera la redazione del « La Dépêche » per averci così onestamente appoggiato.
Tutte queste tappe sembrano indispensabili se desideriamo che i nostri comunicati stampa od i nostri articoli abbiano una speranza di essere pubblicati. Bisogna tessere una rete di relazioni personali con i giornalisti per essere conosciuti, e speriamolo, riconosciuti. Thierry Hély, soprattutto, fa un consoderevolo lavoro in questo senso.
In concusione, prima di gridare all’ingiustizia perché noi saremmo censurati dai media (ciò che è senza dubbio il caso più ricorrente !), utilizziamo da parte nostre tutte le opportunità per essere pubblicati.

Articolo della " Dépêche du Midi ", Edizione di Carcassonne del 29 aprile 2002

« A richiesta dei Carcassonnesi, indignati per il progetto, sostenuto dal municipio, di reintroduzione della corrida nella loro città dopo più di un mezzo secolo di interruzione, si è tenuta, venerdì 26 aprile 2002 nella sala Campus della FAOL una conferenza dibattito. I Carcassonesi avevano invitato per la circostanza tre associazioni che lottano attivamente contro la tortura data in spettacolo : la « Fédération de Liaisons Anti Corrida (FLAC) rappresentata da Thierry Hély, il « Comité de Liaisons Biterrois Anti Corrida » (COLBAC) rappresentato da Robert Clavijo, ed il « Comité Radicalement Anti Corrida » (CRAC) rappresentato da Jean-Pierre Garrigues.
La conferenza è stata l’occasione di informare i cittadini su un certo numero di elementii (storici,politici, legislativi, giuridici…) e di spiegare i metodi dell’ambiente taurino. Le persone presenti sono state particolarmente sensibili al fatto che, nelle città taurine, le corride sono talvolta pagate dai contribuenti. In effetti, anche a Nîmes, la corrida è uno spettacolo quasi sempre in deficit.

Questa conferenza ha data luogo ad un dibattito molto ricco nel corso del quale i Carcassonesi hanno potuto porre numerose interrogazioni ed esporre il loro punto di vista.

Nel corso della serata, la diffusione del film di Thierry Hély, "Les clameurs et le chant des oiseaux" ( I rumori ed il canto degli uccelli ), ha permesso al pubblico di vedere il vero volto della corrida, e non le immagini edulcorate che si contentano di diffondere i media.

I Carcassonesi sono ben decisi a non permettere che questa “odiosa carneficina”, secondo il termine di uno spettatore, possa avere luogo nella loro bella città. In conseguenza, è stata presa la decisione, ad iniziativa dei suoi abitanti, di creare a Carcassonne un comitato locale anti corrida. In attesa di avere una cassetta postale, quest’ultimo sarà appoggiato dalla FLAC, BP 16, 34301 AGDE Cedex.

Jean-Pierre Garrigues

AZIONE "MONTEE AU CRENEAU"

La F.LA.C. e le sue associazioni membro hanno organizzato una azione pacifica e non violenta a Carcassonne nella città bassa ed all’entrata della Cité (centro storico) durante tutta la giornata del 10 agosto.
Con la loro presenza sul terreno in questa città, le persone opposte alla corrida dell’ 1 settembre prossimo hanno condotto una azione di lotta contro la violenza.
La petizione contro la reintroduzione della corrida in questa città ha raccolto più di 2.000 firme in qualche ora di raccolta, ciò che diviene un record storico!
(Firme che si vengono ad aggiungere alle 3.000 già raccolte in precedenza). I vari partecipanti (COLBAC / CRAC / AFIPA / F.L.A.C.) hanno sottolineato gli aspetti più sordidi della corrida mentre degli striscioni, sui quali si poteva leggere: “CORRIDA = TORTURA” erano stati attaccati ai merli della Cité. Questa giornata era la prima fase dell’operazione “Pronti alla lotta”.
La F.L.A.C. tiene a ringraziare tutte quelle persone che operano con lei per denunciare la pretesa legittimità di una esibizione che la legge deve interdire dopo mezzo secolo di interruzione.

Agde, le 11 août 2002
Per la F.L.A.C
La Presidente
Josyane QUERELLE

Domenica 1 settembre 2002
Giorno della prima corrida dopo ½ secolo di interruzione !
Operazione : "Montée au créneau"

COMUNICATO STAMPA

RADUNO DEGLI OPPOSITORI ALLA CORRIDA DEL 1 SETTEMBRE A CARCASSONNE

Nella linea della propria operazione “Montée au créneau”, la F.L.A.C. organizza un grande raduno di oppositori alla corrida di domenica 1 settembre a Carcassonne.
Questa presenza pacifica e non violenta mira a denunciare la promozione della violenza in una città che può peraltro inorgoglirsi dei suoi due siti inseriti dall’UNESCO nel patrimonio dell’Umanità.
Per quanto riguarda invece l’argomento economico, quest’ultimo non può essere il motivo di questa strage del 1 settembre nello “Espace Jean Cau”.
In effetti, quando si sa che la Cité (centro storico della città) riceverà dal 2005 circa 6 milioni di visitatori (fonte: “Objectif Languedoc-Roussillon” del mese di maggio 2002), non si capisce perché, con un tale impatto turistico, ci sia la necessità di ricorrere alla barbarie per un sedicente aiuto ai commercianti!
Da parte sua , la F.LA.C. prosegue la sua azione civica sapendo che denunciare la corrida è denunciare la violenza e che farlo è non soltanto un diritto ma anche un dovere.

Contatti: F.L.A.C. / BP 16 / 34301 AGDE Cedex
Responsabile del Comitato F.LA.C. Carcassonne:
Jean-Louis NICOLAS – tel. 06 70 54 29 92

“Braccio di ferro” a Carcassonne.

Da parte sua la “Féderation de Liaisons Anti Corrida” (F.L.A.C.) intende proseguire, senza cedere, la sua lotta nelle due direzioni complementari che sono l’azione sul piano giuridico e l’azione sul terreno.
Del resto già a monte è stato realizzato, dalla F.L.A.C. stessa, tutto un vasto lavoro di sensibilizzazione della popolazione, in modo particolare attraverso una petizione lanciata nel 2001 così come una recente campagna di cartoline indirizzate al sindaco, al prefetto ed all’UNESCO, visto che Carcassone ha due siti classificati nel Patrimonio mondiale dell’Umanità.
La raccolta di firme è prossima a raggiungere le 6.000 unità e si ripercuote su piano europeo ed internazionale a mezzo dei visitatori stranieri, i quali hanno già largamente reagito nei confronti di Raymond Chesa, sindaco della città. La F.L.A.C. ha contemporaneamente inviato al sindaco di Eggenfelden, città gemellata con Carcassonne, uno schiacciante documento, filmato a mezzo di una cinepresa nascosta, nel quale si rivela la vera faccia della corrida. Questo film era stato mostrato anche a Carcassonne durante la conferenza-dibattito del 26 aprile ultimo scorso.
Oltre alla sua recente azione “Montée au créneau” del 10 agosto, la F.L.A.C., avendo dato mandato alla SCP degli avvocati N’Guyen-Phung di adire le vie legali attraverso il Procuratore della Repubblica in base al fondamento dell’articolo 521-1 del Codice Penale (francese), sperando che il Parquet metta in opera tutte le azioni per interdire la novillada del primo settembre 2002 a Carcassonne.
La città di Carcassone non può in effetti avvalersi di una “tradizione locale ininterrotta”, visto che l’ultima corrida risale al 1954, e gli organizzatori non possono beneficiare di alcuna immunità.
Questa azione giuridica contribuisce a rafforzare tutte le iniziative miranti ad ottenere l’interdizione della novillada di cui sopra.
Peraltro, essendo imminente la decisione del T.G.I., resta assolutamente necessaria, l’1 settembre, la presenza degli oppositori alla corrida davanti l’”espace Jean Cau”, qualunque sia lo sviluppo delle cose.
Se gli “anti” vincono, questa presenza sarà quella di osservatori che possano testimoniare che la novillada non ha effettivamente avuto luogo.
Se vincono i “pro”, questa presenza sarà quella degli oppositori che denunceranno fortemente la barbarie.
La F.L.A.C. dà dunque, sin d’ora, appuntamento a tutte le persone di buona volontà per un grande raduno pacifico, domenica 1 settembre, sapendo che questa giornata sarà uno dei momento forti del processo che porta all’abolizione della corrida sull’insieme del territorio francese.
Agde, 28 agosto 2002

La giustizia ha emesso la sentenza : ha dato ragione ai promotori della corrida.

Ebbene sia! Ma che i nostri avversari non gioiscano troppo, poiché questa non è che una tappa.
Ce ne saranno altre.
Cominciando dalla nostra azione di domenica 1 settembre, con un grande raduno pacifico per dire
NO alla VIOLENZA, NO alla CORRIDA.
La mobilizzazione deve essere pari alla stupefazione di quelli che poteveno legittimamente pensare che un mezzo secolo di interruzione fosse largamente più di ciò che abbisognasse per concludere che si tratta di abbandono di una “tradizione” così poco conforme ad un gesto civile.
Noi chiamiamo tutte le persone sensibilizzate dalla lotta controo la crudeltà a raggiungerci in questa azione altamente simbolica.
Perché, non dimentichiamolo, come scriveva Victor Hugo, “torturare un toro per il piacere, per il divertimento, è molto più che torturare un animale, è torturare una coscienza.”
Agde, 31 agosto 2002.


Lunedì 26 agosto 2002, all’iniziativa di Nicolas Biscaye, presidente dell'AFIPA, associazione membro della FLAC, la radio " Contact FM " organizzava un dibattito sulla reintroduzione della corrida a Carcassonne dopo un mezzo secolo di interruzione. Josyane Querelle, Thierry Hély et Jean-Pierre Garrigues erano ugualmente presenti a questo programma.
L’animatore, M. Kerdouche, aveva invitato i vari protagonisti, a comincaire dal Signor Bernard Castang, presidente del circolo taurino carcassonese, ed organizzatore della « novillada » del primo settembre. Su consiglio del suo avvocato, il Signor Castang aveva espresso il desiderio di non partecipare al dibattito. Questo atteggiamento dei personaggi del « mundillo » ( il piccolissimo mondo della tortura legato alla tauromachia) è ricorrente e rivelatore : come viene detto molto bene da Thierry Hely, i pro corrida rifiutano ogni dibattito quando possono essere messi a confronto con degli « specialisti ». In queste condizioni, il dibattito avrebbe potuto durare pochissimo, ma il principio del programma era quello che gli audioascoltatori potessero intervenire per esprimersi, quello che noi speravamo vivamente.

Nel corso delle più di due ore di trasmissione, abbiamo potuto abbordare i principali temi che avessero legami con la tauromachia : il finanziamento pubblico della tortura, la complicità dei politici, l’arruolamento dei giovani, le frodi prima della corrida ; la presentazione del toro come una fiera aggressiva quando si tratta di un erbivoro domestico che tenta di difendersi e di salvare la propria vita, l’interpretazione sempre più estensiva della legge da parte di magistrati che ostentano, alle volte, il loro apprezzamento per la corrida… Infine, tutto questo contesto molto malsano del mondo della tauromachia che occulta completamente gli atti di tortura e presenta la corrida come un mondo di colori splendenti, d’arte e di cultura. Al punto di non dubitarne, i toromaniaci sono i campioni del trasformismo!

Abbiamo potuto presentare anche qualcuna delle nostre differenti azioni della FLAC come il lobbying verso i deputati, la creazione di una rete di vigilanza pedagogica, delle conferenze accompagnate dalla proiezione del film di Thierry…

Infine, abbiamo largamente sviluppato la presentazione delle varie azioni della FLAC, in stretta collaborazione con altre strutture come l'AFIPA, il COLBAC, il CRAC o la Fondazione Bardot.

Grazie al dinamismo di Nicolas Biscaye, ed alla sua agenda di indirizzi ben riempita, abbiamo potuto beneficiare, nel corso della emissione, dell’intervento dell’attrice Mylène Demongeot, super opposta alla corrida, e di Paul Barge, attore. La testimonianza di quest’ultimo fu particolarmente interessante nella misura in cui si tratta di un « aficionado » pentito che considera la corrida come inaccettabile in questo inizio di terzo millennio. Abbiamo cercato di sapere, in diretta, quale era stato l’elemento scatenante che gli aveva permesso « di aprire gli occhi » sulla realtà di questo barbaro spettacolo. « Una corrida in Arles, particolarmente laboriosa » ci ha risposto il Signor Barge.
Ricordiamoci che nel gergo della tauromachia una « corrida laboriosa » definisce una carneficina particolarmente ignobile. C’è dunque un istante, nella vita di un « aficionado », in cui la tortura non è più accettabile… Evoluzione personale, intensità di un momento, sensibilità ed umanità che permettono ad alcuni di renderso conto, un giorno, di tutto l’orrore della tortura spettacolo? Il Signor Barge non dirà niente di più, ma la sua testimonianza forse ne ha fatto riflettere più d’uno...

Degli anonimi hanno ugualmente testimoniato per presentare la propria indignazione di fronte a questo progetto di corrida. Una sola testimonianza ha rappresentato il punto di vista dei pro corrida e così si sono potuti ascoltare i soliti argomenti evocanti la tradizione e la passione. La mancanza di argomenti di questo ascoltatore, che ha almeno avuto il coraggio di chiamare, non ha permesso di approfondire il dibattito.

Teniamo a ringraziare molto calorosamente il Signor Kerdouche, come pure Nicolas Biscaye, per il loro contributo all’informazione del pubblico sulla realtà della corrida. E’ solamente a questo che la maggioranza della popolazione si leverà infine contro questa ignominia. Come lo dice così bene Francis Cabrel: “quando la corrida avanza, è l’umanità che si ritira.”

RESOCONTO
DELL'AZIONE A CARCASSONNE
di domenica 2 febbraio 2003

E' nel quadro dell'azione "Montée au créneau" che la F.L.A.C. lanciava una nuova operazione, domenica 2 febbraio mattino, a Carcassonne per "accogliere" i sindaci delle città taurine francesi riuniti in congresso all'interno del teatro municipale, il tutto sotto alta protezione.
Sin dalla " novillada " del primo settembre 2002, Raymond Chesa desiderava vedere la sua città figurare nel "palmares" delle città di sangue.
E' cosa fatta!

Da sinistra a destra:
Robert Clavijo presidente del COLBAC
Charles Kondoky vicepresidente della SPA Perpignan
Jean-Pierre Dunyach in rappresentanza dell'APAC
Josyane Querelle presidente FLAC
Claude Van Dyck responsabile del Comitato F.L.A.C Perpignan
Thierry Hély vicepresidente della F.L.A.C
e vicepresidente del CRAC
In effetti, all'interno del teatro, 17 sindaci aggiungevano una quarantasettesima città alla lista delle città taurine, malgrado che, all'esterno, un centinaio di oppositori coraggiosi sfidassero le intemperie per dire ai sindaci in questione : " Non siete degni di rappresentarci".
Uscendo dal teatro, i sindaci hanno avuto la possibilità di leggere sugli striscioni spiegati : " La tortura non è la nostra cultura " e potevano sentire : " dove ne siete con la vostra coscienza ? " C'è stato naturalmente da parte loro qualche alzamento di spalle ed un eccesso del sindaco di Dax, presidente del U.V.T.F. (Unione delle città taurine francesi), che, passando, ha dato un pugno ad un cartello tenuto dagli oppositori, provocazione alla quale qualche manifestante rispondeva subito, senza alcuna gravità, lasciandolo recuperare il suo veicolo che egli aveva parcheggiato su un posto riservato agli handicappati. Bella lezione di civiltà!
In quanto al sindaco di Carcassonne, questi passava per una scala posteriore allo scopo di evitare di trovarsi confrontato ai suoi amministrati tanto più che veniva dall'aver rimesso la medaglia della città a Jacques Forté, presidente dell'U.V.T.F. !
Tra l'altro egli aveva dichiarato nelle colonne del Midi Libre dello stesso giorno "che gli anticorrida non avevano altro da fare che tenersi duro perché egli prevedeva di fare da 5 a 6 corride per anno!"
Diamine! La città di Nîmes dovrà anche lei tenersi duro perché la concorrenza si annuncia molto dura tra città sanguinarie.
Il congresso dell'U.V.T.F si trovava dunque confrontato per il secondo anno consecutivo agli anti (nel 2002 fu il Comitato F.L.A.C Bordeaux-Gironde che intervenne a Floirac). Durante il discorso sulla strada, la presidente della F.L.A.C. ricordava ai sindaci che essi non dovevano più contare sui voti dei cittadini che lottano realmente contro la violenza.
Robert Clavijo, presidente del COLBAC, prendeva poi il seguito per ricordare che, lungi dall'essere una manna continua, la corrida è un buco finanziario e citava la città di Nîmes notoriamente deficitaria malgrado le "ferias" che incanalano delle folle avide di divertimenti.
Egli ricordava inoltre le 21.000 firme contro la corrida raccolte nella città di Béziers e l'assenza totale di democrazia in questa città dove il sindaco ed il consiglio municipale rifiutano di accettarle.
Parlarono poi di seguito Claude Van Dyck responsabile del Comitato F.L.A.C Perpignan e Charles Kondoky vicepresidente della SPA Perpignan, che dimostrarono larghissimamente la loro determinazione a lottare contro la corrida.
Fu poi il turno di Thierry Hély, vicepresidente della F.L.A.C e vicepresidente del CRAC, che ricordò l'impatto delle immagini del film che egli ha realizzato per denunciare tutta questa violenza veicolata dalla corrida.

Egli consegnava ai giornalisti venuti per relazionare la nostra azione, una copia del reportage della BBC effettuato nell'agosto scorso (2002) sulla situazione a Carcassonne e diffuso sull'intero suolo britannico, reportage che riprendeva dei passaggi del "Film de la Honte".
Nicolas Biscaye, presidente dell'AFIPA, ci ha dimostrato la sua amicizia venendo dalla capitale per sostenere e partecipare a questa azione, lui che già aveva fatto tanto per far muovere la stampa e gli eletti attorno a questo affare di Carcassonne.
Da parte sua, Jean-Pierre Dunyach, rappresentante dell'APAC, la cui presidente Marie-Louise Calvet, che ci era vicina con il cuore, non aveva potuto venire da Bourg-Madame particolarmente innevata. Per la circostanza gli amici di Tolosa si erano ugualmente spostati, essi che vedono la corrida installarsi alle porte della loro città a Fenouillet, dopo quella di Rieumes.
Teniamo infine a salutare soprattutto ed innanzi tutto gli abitanti di Carcassonne che hanno osato venire sul posto per dire alto e forte ai loro rappresentanti politici che non lasceranno installarsi l'infamia nella loro città che conta peraltro due siti inscritti al patrimonio dell'Unesco: la Cité Medioevale ed il Canale del Midi.

Grazie ai rappresentanti della Fondazione Brigitte Bardot così come a quelli dell'Alleanza per la soppressione delle corride, che hanno sostenuto questa azione.

All'infuori della protezione degli animali:
Un grazie particolare alla Confederazione Paesana dell'Aude che ha apportato un sostegno rimarcabile.

Copertura dei media:
Télé Canal Cité
Midi Libre / La Dépêche (les 3 et 4 février) / L'Indépendant.
Teniamo a ringraziare i giornalisti che hanno riferito su questa azione.

Dieci anni fa nasceva la F.L.A.C. (Fédération de Liaisons Anti Corrida) che ricevette l’incarico da numerose associazioni di protezione degli animali di condurre la lotta contro la corrida.
Così, il suo Consiglio di Amministrazione che si è riunito nel marzo scorso, votava all’unanimità il lancio di una campagna nazionale di affissioni 4 x 3.
Il colpo d’invio doveva essere riservato dal 19 al 26 agosto alla città di Carcassonne, città inscritta al patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1997, luogo altamente turistico, che ha malauguratamente deciso di riannodare con la corrida dopo mezzo secolo di interruzione.

Informare resta dunque la parola d’ordine.
Saper e far sapere quello che nascondono queste esibizioni sanguinanti è una necessità, specialmente in una città che si pretende proiettata verso l’avvenire, ma che nello stesso tempo glorifica l’arcaismo riduttore. Questa prima campagna sarà accompagnata da una presenza sul terreno con diffusione di volantini, di cartoline e di petizioni da firmare al fine di consegnarle al sindaco proseguendo nell’azione iniziata nel 2002 con la consegna di 5.500 firme contro la corrida il primo settembre 2002, innanzi l’arena.

Attenzione : sempre dinnanzi l’arena, presenza pacifica sabato 23 agosto e sabato 30 agosto 2003 nel momento in cui si svolgeranno le corride (Le istruzioni verranno date in un secondo tempo)

Tutto questo lavoro di informazione nasce particolarmente :
- grazie alla realizzazione di un partenariato specifico il cui asse principale è costituito da F.L.A.C / CRAC (Comité Radicalement Anti Corrida Presidente : Jean-Pierre Garrigues),
- grazie al sostegno finanziario di strutture membro della F.L.A.C : Fédération Agissons (Presidente : Jean-Marc Governatori), del MCEPA (Mouvement Chrétien pour l'Environnement et la Protection Animale / Presidente : Charles Walther), ADDA Espagne (Association de Défense des Droits de l'Animal Presidente : Carmen Mendez, Direttore : Manuel Cases),
- grazie al sostegno attivo dell’AFIPA (Association Française et Internationale de Protection Animale Presidente : Nicolas Biscaye), del CVA (Comité de Vigilance et d'Action pour le bien-être animal responsabili : Marie-Françoise Lheureux et Valérie Sofroniades),
- grazie ai contributi dei nostri aderenti (modesti o meno modesto) che ci permettono di avanzare.

La F.L.A.C invita tutti quelli che hanno il desiderio di vedere esprimere un punto di vista diametralmente opposto alla violenza, a partecipare all’inaugurazione di questa campagna del 19 agosto dalle ore 14.00 sul parcheggio Géant Casino Salveza seguita da una conferenza stampa data dal Professore Albert Jacquard che si terrà alla sala del Campus della F.A.O.L. – 17, rue Riquet (nelle vicinanze della stazione), alle ore 15.30, il tutto alla presenza di personalità che hanno desiderato associarsi alla nostra iniziativa.

Per la F.L.A.C
La Presidente
Josyane QUERELLE

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