Azione "Capoverso 3"
1951 - 2001 2004 2005
Lettera aperta alle Signore e Signori deputati dell'Assemblea Nazionale

I comunicati stampa

Il bilancio

Petizione per la riforma degli articoli di legge tollerante le corride.


Azione "CAPOVERSO 3"

Interrogazione posta per iscritto al Governo

Proposta di legge da parte della deputata Muriel Marland-Militello

Il deputato Jean Grenet, sindaco di Bayonne ha incontrato la deputata Signora Muriel Marland Militello

Communicati stampa

Sostengono la proposta di legge della Signora Marland-Militello

Reaziones

Lettera aperta al Presidente dell'Assemblea Nazionale


Testo del 29 agosto 2005 di Gérard Charollois, Presidente della CVN Per abolire la tortura legata alla tauromachia ?

Assemblea Nazionale, Parigi, 1r febbraio 2005: Audit da parte della deputata Geneviève Perrin-Gaillard

Stéphane AUDRAN scrive a J.Louis DEBRE, Presidente dell'Assemblea Nazionale

Vale la pena di soffermarsi!

1951 - 2001

50° anniversario della triste legge del 24 aprile 1951
che introduce nella legislazione francese
la tolleranza in favore delle corride
(e dei combattimenti di galli)

LETTERA APERTA
alle Signore e Signori Deputati
ASSEMBLEA NAZIONALE FRANCESE

Parigi, 12 aprile 2001
Signora Deputato
Signor Deputato

Da cinquanta anni, nella Legislazione Francese vi è una legge ingiusta, in contraddizione con il principio stesso della Repubblica “Una ed Indivisibile”.

E’ la legge del 24 aprile 1951, detta Ramarony-Sourbet (51-461).

Questo testo ha introdotto, in effetti, al capoverso 3 dell’articolo 521-1 del Codice Penale, come agli articoli R654-1 e R655-1, una tolleranza in favore della pratica della tauromachia qualora “UNA TRADIZIONE LOCALE ININTERROTTA POSSA ESSERE EVOCATA.

L’utilizzazione abusiva di questa « tolleranza » da parte dei pro-corrida, come pure la sua interpretazione esageratamente estensiva da parte di numerosi magistrati fanno si che gli organizzatori di questi spettacoli possano tutto permettersi nonostante la condanna formale degli atti di crudeltà e delle sevizie gravi verso gli animali menzionati al paragrafo 1 dello stesso articolo.

Questa contraddizione legislativa è una iniquità che un paese profondamente democratico come il nostro deve imporsi di abolire, sapendo che sicuramente una larga maggioranza di Francesi non sopporta più la pratica di questo tipo di crudeltà destinato al solo divertimento di qualche irriducibile. (I recenti sondaggi ne sono la prova evidente: Tolosa e Frejus.)

Ci sembra dunque essenziale ed urgente di vedere i politici della nazione chinarsi su questo caso ed adoperarsi per una ABROGAZIONE DEL PARAGRAFO 3 dell’articolo 521-1 del Codice Penale e delle analoghe disposizioni riprese negli articoli R 654-1 e R 655-1 dello stesso codice.

E’ la nostra legittima rivendicazione, e noi speriamo nel vostro intervento parlamentare interpellando ufficialmente il Governo per il deposito, il 25 aprile 2001, della domanda qui allegata.

Peraltro, ed al fine di ben marcare la nostra determinazione, noi intendiamo commemorare il cinquantesimo anniversario della legge Ramarony-Sourbet a nostro modo, organizzando cioé una manifestazione simbolica, pacifica e non violenta degli oppositori alla tauromachia iberica, MERCOLEDI’ 25 APRILE PROSSIMO, A PARTIRE DALLE ORE 13 E MEZZA NELLA PIAZZA EDOUARD HERRIOT VICINO AL PALAZZO BOURBON.

Noi saremmo molto felici e molto onorati se voi accettaste di rispondere favorevolmente al nostro invito al dialogo.

Prima di chiudere questa lettera, noi teniamo a dirvi anche che non soltanto le nostre azioni mirano a proteggere i tori ed i cavalli vittime espiatorie della corrida, ma mirano ugualmente a far evolvere le mentalità verso una più larga presa di coscienza della necessità di una civilizzazione degna di questo nome, di una “UMANIZZAZIONE” così cara a Théodore Monod, nostro rimpianto Presidente d’onore, mancato nel novembre scorso, che era un eminente sapiente, un umanista militante, cotrario a tutte le esclusioni.

La sua assenza sarà tristemente risentita questo 25 aprile perché, senza alcun dubbio, egli sarebbe stato dei nostri.

Rringraziandovi in anticipo di voler ben prendere in considerazione la nostra richiesta, noi vi preghiamo di credere, Signora Deputato, Signor Deputato, nell’assicurazione della nostra distinta considerazione.

G.R.A.A.L : Co-organizzatore
Presidente :
Marie-Françoise LHEUREUX
Per la FLAC : Organizzatrice
Presidente :
Josyane QUERELLE


1951 - 2001
50° anniversario della
triste legge 24 aprile 1951
che introdusse nella legislazione francese
la tolleranza in favore delle corride

(e dei combattimenti di galli)

La F.L.A.C (Fédération de Liaisons Anti Corrida) e il G.R.AA.L. (Groupement de Réflexion et d’Action Animal Libération) convocano tutti gli oppositori delle tauromachie iberiche ad una manifestazione pacifica.

Mercoledì 25 aprile a partire dalle 13.30
piazza Edouard Herriot Paris 7e,
vicino all’Assemblea Nazionale,

Per una commemorazione del 50° anniversario della legge 24 aprile 1951. Questo testo si accosta al capoverso 3 degli articoli 521-1, R654-1 e R655-1 del Codice Penale Francese (vedere qui sotto), introducendo nella legislazione una tolleranza in favore delle corse di tori “qualora una tradizione locale ininterrotta possa essere evocata.

Per una abrogazione totale (poiché la tolleranza riguarda anche i combattimenti di galli) del capoverso 3 degli articoli suddetti a mezzo di una lettera indirizzata a tutti i deputati, Presidenti di gruppo e partiti politici.
Una tale tolleranza viene utilizzata abusivamente dagli organizzatori di questi spettacoli. Essi sono aiutati in questo da numerosi magistrati che interpretano la legge in maniera esageratamente estensiva.
La F.L.A.C. ed il G.R.A.A.L. denunciano questa contraddizione legislativa, iniqua in un paese profondamente democratico come il nostro. Come testimonia il film realizzato da un membro della F.L.A.C. nell’estate 2000, queste pratiche crudeli respinte dalla maggioranza dei Francesi, sono destinate al solo divertimento di qualche appassionato.

Articolo 521 –1 del Codice Penale
IV – Sevizie gravi, atti di crudeltà

Alinéa Capoverso 1: « Il fatto, pubbico o no, di esercitare delle sevizie gravi o di commettere un atto di crudeltà verso un animale domestico, o ammaestrato, o tenuto in cattività, è punito con due anni d’imprigionamento e 200 000 F (30.490 Euros)di ammenda. »

Capoverso 2:”A titolo di pena complementare, il tribunale può interdire la detenzione di un animale a titolo definitivo o no.”

Capoverso 3: « Le disposizioni del presente articolo non sono applicabili alle corse di tori qualora possa essere evocata una tradizione locale ininterrotta. Esse non sono ugualmente applicabili ai combattimenti di galli nelle località dove può essere dimostrata una tradizione ininterrotta. »

Capolinea 4: “Viene punita con le pene di cui al primo capoverso qualsiasi costruzione di un nuovo gallodromo.”

Capoverso 5 : « Viene ugualmente punito con le stesse pene l’abbandono di un animale domestico, ammaestrato o tenuto in cattività, ad eccezione degli animali destinati al ripopolamento.
(Idem per gli articoli R 654 – 1 et R 655 – 1)

Parigi, 18 aprile 2001

G.R.A.A.L : Co-organizzatore
Presidente :Marie-Françoise LHEUREUX
Per la FLAC : Organizzatrice
Presidente : Josyane QUERELLE


Su iniziativa della F.L.A.C (Fédération de Liaisons Anti Corrida) e del G.R.A.A.L. (Groupement de Réflexion et d’Action Animal Libération) ha avuto luogo un raduno simbolico pacifico e non violento di oppositori alla corrida a Parigi in piazza Edouard Herriot vicino all’Assemblea Nazionale.
Questo raduno aveva per scopo quello di attirare l’attenzione dei parlamentari sulla legge del 20 aprile 1951 che ha introdotto la tolleranza in favore delle corse dei tori allorché una TRADIZIONE LOCALE ININTERROTTA possa essere evocata. Conviene dunque ricordare che la corrida è unicamente tollerata e non legale su una parte del territorio francese.
La F.L.A.C.che rappresenta 25 associazioni francesi ed europee ed il G.R.A.A.L. hanno voluto commemorare il cinquantesimo anniversario di questa legge iniqua domandandone ufficialmente ai deputati l’abrogazione totale del paragrafo 3 dell’articolo 521-1 del Codice Penale francese come pure le analoghe disposizioni riprese negli articoli R654-1 e R655-1 dello stesso Codice creati dalla detta legge del 24 aprile 1951 (Ramarony – Sourbet).
Numerose associazioni di difesa degli animali hanno tenuto a partecipare a questo raduno che è stato un successo.
Una delegazione è stata ricevuta all’Assemblea Nazionale, non contemporaneamente, da dei rappresentanti dei gruppi politici :U.D.F., Verdi e P.S. che hanno manifestato un grande interesse per le azioni che sono state loro presentate e che hanno, di fatto, scoperto come una grande maggioranza dei Francesi sia opposta alla corrida e come una legislazione favorizzi una infima minorità di persone consenzienti della violenza e della tortura.
Confortati dal successo ottenuto la F.L.A.C ed il G.R.A.A.L. proseguiranno il loro lavoro di informazione dei cittadini al fine di bilanciare il martellamento mediatico incessante di cui beneficia attualmente la corrida.
In questo inizio di secolo e di millennio, le mentalità che si evolvono verso un maggior rispetto del mondo vivente e una maggior compassione verso gli animali, la violenza e la tortura non devono più essere date in spettacolo, in particolare modo sul territorio francese.

Per il G.R.A.A.L. Coorganizzatore
La Presidente Marie Françoise LHEUREUX
Per la F.L.A.C. Organizzatrice
La Presidente Josyane QUERELLE

Paris, 27 aprile 2001

Azione decentralizzata
Azione "CAPOVERSO 3"
Presenza pacifica
davanti l'Assemblea Nazionale
(Place Edouard Herriot - PARIGI)
Mercoledì 28 aprile 2004
con inizio alle 12.30
Il ConsIglio di Amministrazione della F.L.A.C., riunito in seduta sabato 27 marzo 2004, ha definito i punti che seguono per la realizzazione di questa azione:

A Parigi :

  • Costituzione di una delegazione, comprendente i rappresentanti delle diverse strutture-membro della F.L.A.C. ed i rappresentanti delle associazioni collaboranti con la Federazione, incaricata di incontrare i deputati/e che ci sostengono
  • Costituzione di un fascicolo di rivendicazioni comportante particolarmente la reiterazione della richiesta di abrogazione del capoverso 3 dell’articolo 521 del Codice Penale.
  • Comunicato stampa comune inviato a tutti i media.
  • Azione decentralizzata: l’azione principale sarà appoggiata nelle varie località da tutti i comitati e le delegazioni delle diverse associazioni incaricate di rimettere il fascicolo con le rivendicazioni ai deputati andando ad incontrarli al loro indirizzo.
  • Diffusione di un volantino globale.

Cette action fait suite à azione iniziata dalla F.L.A.C., in uno con il G.R.A.A.L., ancora in daya 25 aprile 2001. Essa mira a reiterare la richiesta di abrogazione del paragrafo in questione.

(Da parte loro, i promotori della corrida commemorano il cinquantesio anniversario della legge Ramarony-Sourbet, con la diffusione di un manifesto co-firmato da tutte le entità taurine nazionali).

Grazie del sostegno e della diffusione che vorrete riservare a questa azione di importanza capitale al fine di denunciare le azioni del gruppo parlamentare "Elevage et Tradition" (Allevamento e tradizione) che sta tentando con ogni mezzo di imporre una pratica abbietta a tutto il territorio nazionale.

Interrogazione posta per iscritto al Governo
documento inviato
a tutti i deputati
Signora, Signore

richiami l’attenzione del Signor Primo Ministro sulla necessità di modificare la legge Ramarony-Sourbet.
In effetti, questa legge del 24 aprile 1951 ha modificato il Codice Penale introducendo una tolleranza in favore della pratica della tauromachia. Così il paragrafo 3 dell’articolo 521-1 (come pure il paragrafo 3 degli articoli R654-1 e R655-1) del Codice Penale precisa che, qualora “una tradizione locale ininterrotta possa essere evocata” lo svolgimento di corride o di combattimenti di galli è permesso. Queste tradizioni non giustificherebbero la reiterazione di atti di crudeltà.

D’altra parte è evidente che nelle città di tradizione taurina, lo spettacolo della corrida viene insegnato e pubblicizzato nelle scuole.

Quindi Lei gli chieda anche se egli intende prendere delle misure affinché si metta fine a questo tipo di pratiche

Proposta di legge
da parte della deputata Muriel Marland-Militello

Modifica alla legge
Per l'abrogazione del capoverso 3
dell'articolo 521-1 del Codice Penale

Per scrivere alla deputata
Da cinquant’anni esiste nella Legislazione Francese una legge ingiusta, in contraddizione con il concetto stesso di “Repubblica, una ed indivisibile”.
E’ la legge del 24 aprile 1951, detta Ramarony-Sourbet (51-461).
Questo testo ha, in effetti, introdotto il paragrafo 3 dell’articolo 521-1 del Codice Penale, così come gli articoli R654-1 e R655-1, che permettono una tolleranza in favore della pratica della tauromachia quando
“UNA TRADIZIONE LOCALE ININTERROTTA POSSA ESSERE EVOCATA”.
L’utilizzazione abusiva di questa « tolleranza » da parte dei procorrida, così come la sua interpretazione esageratamente estensiva da parte di numerosi magistrati, hanno portato gli organizzatori di questi spettacoli (sic!) a tutto permettersi e, questo, in contrasto con la condanna formale degli atti di crudeltà e delle sevizie gravi verso gli animali richiamata al primo paragrafo dell’articolo succitato.
Questa contraddizione legislativa è una iniquità che un paese profondamente democratico come il nostro deve abolire, sapendo inoltre che una grande maggioranza dei Francesi non sopporta più la pratica di questo tipo di crudeltà destinata al solo divertimento di qualche aficionado.
Ci sembrava dunque essenziale ed urgente vedere i nostri deputati e senatori chinarsi su questo caso ed operare nel senso di una ABROGAZIONE DEL SUDDETTO PARAGRAFO 3 e delle disposizioni analoghe riprese dagli articoli R654-1 e R655-1 del Codice Penale.

Lettera F.L.A.C alla Signora Marland-Militello

Signora Deputata,

Essendo venuti recentemente a conoscenza della vostra proposta di legge, deposta l’ 8 giugno scorso, teniamo a dimostrarle la nostra gioia e la nostra emozione nel vedere che la lotta degli oppositori alla corrida potrebbe infine trovare la risposta tanto attesa. In effetti, solo una modifica della legge con l’abrogazione del paragrafo 3 dell’articolo 521-1 del Codice Penale può venire a capo di una pratica vergognosa sul territorio francese.
Non c’è altra alternativa che quella di rendere la corrida un crimine, poiché bisogna, oltre ad abolirla, la condannare. Noi abbiamo da parte nostra elaborato numerosi dossier indirizzati a tutti i deputati sin dal 2001, anno particolare essendo la ricorrenza del cinquantenario del famoso capoverso, votato il 24 aprile 1951.
Eravamo presenti all’Assemblea Nazionale del 25 aprile 2001 ed il 28 aprile 2004 e non abbiamo mai smesso di proseguire in questo senso nella speranza di trovare infine un’eco favorevole alle nostre richiesta.
Sappiamo tra l’altro che esiste una profonda distanza tra eletti ed elettori in materia di corrida. Mentre tutti i sondaggi effettuati da più di qualche anno, tanto sul piano locale che nazionale, danno dei risultati attorno all’80% di Francesi che si dichiarano ostili alle corride, numerosi deputati di ogni orrizzonte politico sostengono questa ignominia.
Sappiamo anche che esiste una vera mafia della tauromachia in Francia, in Europa e nel mondo.
Allora, se si verificasse che il gesto altamente simbolico della Città di Barcellona in Spagna sia seguito in Francia da un gesto significativo forte, sarebbe tutta la lobby taurina che tremerebbe.
Certo, non ci facciamo molte illusioni e non dubitiamo che l’impresa sia pericolosa. I tenutari della corrida si difenderanno becco ed unghie e non consentiranno di perdere alcuna piccola parte dei loro privilegi e dei loro superamenti al diritto.
Per tutti questi motivi noi salutiamo il Suo coraggio e la Sua determinazione e speriamo concordare con Lei la maniera con la quale potremmo contribuire al sostegno della Sua iniziativa, sostegno già potenziale in una grande parte dei nostri concittadini.
Sappia che numerosi ormai sono quelli che La sosterranno nella Sua iniziativa. Voglia ricevere, Signora Deputata, in nome dei tori e dei cavalli martirizzati e storpiati nelle arene del Sud della Francia, l’espressione della nostra immensa gratitudine.

I responsabili della FLAC

Mercoledì 6 ottobre 2004

Signora Deputata,

Potrebbe confermare se i fatti riportati nella stampa specializzata (Planète Corrida n° 22 / agosto 2004 pagina 12) riguardanti il fatto che il deputato J. Grenet, sindaco di Bayonne, avrebbe avuto con Lei un testa a testa cortese, ma fermo mirante a farLe abbandonare la Sua proposta di legge.
L'articolo afferma che Jean Grenet è stato sentito dopo aver chiamato il Presidente del gruppo UMP.

Infinitamente grazie per la Sua risposta.

Josyane Querelle
Presidente della F.L.A.C.

Risposta dell’assistente parlamentare

Signora Presidente,

Non c’è nulla !
La Signora Marland ha atteso la fine del periodo estivo prima di troppo mediatizzare la sua proposta di legge, visto che non si tratta di un conflitto di persone. Il signor Grenet è un uomo cortese e la volontà della Signora Marland di veder sparire la pratica delle corride nel nostro territorio di Francia non ha niente a che vedere con l’uomo. Inoltre è legittimo che egli difenda le sue opinioni, come del resto la signora Marland difende le proprie.

Se il Signor Grenet pensa che questa « mania » sia soltanto passeggera, stia tranquilla che non tarderà ad essere sorpreso.
La signora Marland ha delle convinzioni che difende al di là di tutte le considerazioni politiche e la crudeltà praticata nei confronti degli animali non deve più essere tollerata in Francia.

Ad oggi la proposta di legge viene appoggiata da 42 cosignatari. Ma la signora Marland non è intenzionata a fermarsi lì. Ella solleciterà ancora, la prossima settimana, i deputati al fine di ottenere un appoggio più grande nell’ambizioso obbiettivo che gli sia accordata una nicchia parlamentare per poter presentare le sue argomentazioni dinnanzi l’Assemblea Nazionale.
Grazie per il Suo sostegno.

La prego di ricevere, Signora Presidente, l’assicurazione dei miei rispettosi saluti.

Amandine ARNAUD
Attachée parlementaire
Madame Muriel MARLAND-MILITELLO
Deputata della seconda circoscrizione delle Alpes Maritimes
Tel: 01 40 63 76 84
Fax: 01 40 63 92 82
Port: 06 32 39 38 43

Reazione a catena del deputato-sindaco di Nîmes (Gard) Jean-Paul FOURNIER
(Lettera che ha indirizzato a tutti i deputati cosignatari della proposta di legge)

Signor Deputato-Sindaco,

Vengo a sapere che Lei ha scelto di appoggiare la proposta di legge presentata dalla Signora Muriel Marland-Militello, Deputata delle Alpes-Maritimes, riguardante la soppressione delle corride.
In materia di tauromachia, come del resto in ben altri argomenti, bisogna nella circostanza eliminare la passione dal dibattito e restare all'essenziale. Sembra infatti che Lei ignori che il rapporto con il toro sia inscritto in modo fondamentale nella realtà, nell'immaginario e nella metafisica delle società umane sin dalla notte dei tempi.
Basta percorrere il dipartimento del Louvre per incontrare la potenza del mito, dai Sumeri fino alle rive del nostro mare Mediterraneo. Le civiltà, particolarmente del Sud, sono passate durante tutto il tempo da una relazione con il toro di ordine religioso (ancora oggi inconsciamente presente) ad una "secolarizzazione" proteiforme che si sviluppa in numerosi campi. Quale conseguenza, abbiamo la creazione di centinaia di allevamenti di tori e di cavalli che sono un modello di ecologia, innumerevoli manifestazioni culturali, visto che la Tauromachia fertilizza tutte le forme di creazione, ed un impatto economico nelle centinaia di città che organizzano delle "feria" - feste che si trovano tra i principali appuntamenti del calendario europeo.
Sul piano regolamentare, la "corsa" di tori è stata sempre legale, nella sua saggezza, il legislatore, sin dal XIX secolo positivista, ha riconosciuto le legittimità e la realtà delle culture nate e radicate in specifici territori.
Le popolazioni hanno, nel vero senso del termine, il diritto di vivere la loro passione, ciò che i giudici riaffermano ad ogni volta che sono interpellati.
Temiamo e rigettiamo il sedicente "culturalmente corretto" che è sinonimo di sclerosi e di castrazione della creatività!
La tauromachia non si impone ad alcuno. E' una delle più antiche forme di cultura alla quale ciascuno può aderire o no, nel rispetto delle convinzioni di ciascuno. Questa libertà mi sembra fondamentale. Essa deve inoltre trascendere tutte le demagogie particolarmente politiche.
Naturalmente informerò l'insieme dei club taurini di Francia della Sua posizione e La prego di credere, Signor Deputato-Sindaco, nell'assicurazione della mia più grande considerazione.


Risposta di Jean Marsaudon, deputato, sindaco di Maire de Savigny sur Orge

Signor Sindaco,

La ringrazio infinitamente per il corso di storia sulla tauromachia che Lei ha ben voluto dispensarmi a mezzo della lettera indirizzatami il primo ottobre a seguito del mio sostegno alla proposta di legge della mia collega Muriel Marland-Militello, deputata delle Alpes-Maritimes.
Creda bene che sono completamente cosciente del piacere che possono risentire alcuni miei contemporanei allo spettacolo dell'agonia e della messa a morte di un toro; come in altri tempi alcuni gioivano dei combattimenti tra gladiatori, dei supplizi di streghe o di esecuzioni pubbliche di condannati. In ogni tempo, la vista del sangue, della sofferenza e della morte ha attirato folle entusiaste venute ad esorcizzare le loro paure o soddisfare le loro pulsioni interiori.
Peraltro, la maggior parte delle pratiche di un'altra era è fortunatamente scomparsa , senza che questo suscitasse peraltro troppe manifestazioni. Vive ancora, malgrado tutto, nel nostro paese, in nome della "tradizione culturale", la moda della tauromachia, come in altri il combattimento di galli, di cani e di altre specie che io non so. Forse che, prossimamente, i quartieri di case popolari delle nostre città reclameranno la legalizzazione dei combattimenti di pittbulls in nome di una loro cultura di quartiere?
Tuttavia, poco a poco, questi massacri gratuiti di animali vengono proibiti dalle civiltà avanzate: la "chasse à courre" è stata abolita in Gran Bretagna, come del resto le corride nelle città di Barcellona e Torello, tra le altre. Queste "tradizioni" ereditate da tempi oscuri si cancellano progressivamente di fronte allo spitito umanistico. Questo non ha niente a che vedere con il "culturalmente corretto", anzi ben al contrario perché altrimenti io non portrei credere che il Parlamento britannico o i Consigli comunali delle città spagnole succitate avrebbero preso delle decisioni così coraggiose. Sono ugualmente persuaso che non è stato facile alla mia collega Muriel Marland-Militello, rappresentante di un dipartimento meridionale, di prendere questa posizione. Sembra evidente che il "culturalmente corretto" non è forzatamente quello che Lei crede.
Questa proposta di legge non ha niente a che vedere con la demagogia. Da parte mia, è in tutta coscienza che sostengo questo testo, non essendo sottomesso alla pressione delle lobby di qualunque parte siano. Immagino invece che un candidato al municipio di Nîmes avrebbe poche possibilità di ottenere la fiducia dei suoi elettori senza mostrare un'anima di "aficionado" spinto. Anche su questo punto il demagogo non è forzatamente quello che Lei pensa.
E' la ragione per la quale Lei può informare della mia posizione tutti i club taurini di Francia e di Navarra. Io non sono sensibile né alle pressioni, né alle minacce, ma mi sorprende a questo riguardo che Lei inciti al, per riprendere la Sua espressione, "rispetto delle convinzioni di ognuno". Ne concludo che, anche in questo caso, il più rispettoso degli altri non è manifestamente quello che Lei pensa. La prego di credere, Signor Sindaco, nell'assicurazione della mia più grande considerazione.

All'attenzione di
Monsieur Jean-Louis DEBRE
Président de l'Assemblée Nationale
128, rue de l'Université
75355 PARIS 07 SP

Thézan, venerdì 17 dicembre 2004

Signor Presidente,

E' nella mia qualità di abitante di Thézan-le-Béziers e di presidente della F.L.A.C (Fédération de Liaisons Anti Corrida) che desidero inoltrarle queste righe.
Tra qualche ora, Lei onorerà della sua presenza il nostro villaggio nell'Hérault. Questo villaggio di cui sono originaria, è in effetti il primo in Francia ad avere eretto un monumento ai morti della guerra 14-18.
Sarà domenica prossima, 19 dicembre, che Lei verrà per commemorare la memoria di quelli che caddero "per la Francia".
Tra questi uomini ce n'è uno che si chiamava Etienne Querelle. Era mio nonno da parte di padre. Caduto sotto la mitraglia a Veuve Châlon sur Marne, è morto il 4 maggio 1917 all'età di 33 anni ed il suo nome è ormai inciso nella pietra di questo primo Monumento ai Morti. Così caddero molti esseri umani. Centinaia di migliaia. Civili o militari.
Così caddero degli uomini, ma non soltanto essi, poiché come lo descrive così bene Alice Ferney nel suo romanzo intitolato "Dans la guerre" caddero anche migliaia di cavalli.
(Estratto delle pagine 32/33)
" (…) E la guerra, quanto ad essa, seguiva il suo corso crudele. Dalla sua dichiarazione sino alla fine essasarebbe sfuggita a quelli che l" avrebbero fatta ma sarebbero morti per lei: soldati uccisi, civili disperati, animali arruolati o cucinati...
I cavalli venivano scelti a migliaia, presi dalle scuderie e dai campi. Per smentire l'idea che non sarebbero più ritornati, gli si dipingeva con un pennello una matricola in modo da poter incorporarli, o per renderli più tardi al proprietario.
La piazza della chiesa risuonava dei rumori dei loro zoccoli. I loro nitriti si mischiavano ai richiami dei veterinari in blusa e dalle ingiurie dei mozzi di stalla appesi alle cavezze. Quelle persone conoscevano le bestie e le cose procedevano velocemente. Tutto quello che poteva camminare era preso per la guerra. I muli, gli asini, i cavalli, le masse di muscolo di questa carne vivente e calda, di non importa che tipo di pelo, avrebbe presto marciato sotto i colpi di mitraglia.
Quello che distingueva questi esseri dagli uomini era che non sapevano nulla. Oppure era soltanto che gli uomini, i quali non avevano né zanne per mordere, né zoccoli per camminare, avevano saputo concepire armi molto più potenti delle zanne e degli zoccoli? Quando l'uomo imita la natura, è strano come sappia alla volta superarla e distruggerla.
"

Questo significa che il mondo umano ed il mondo animale sono strettamante saldati, i loro destini l'uno all'altro legati.
Ed aggiunge:
(Estratto delle pagine 23/24 )
" (...) Là dove Jules era nato, il calore del corpo delle bestie era accessibile ad ogni istante del giorno. Sin da piccolo, le sensazioni vitali mescolavano per lui l'umano e l'animale: dolcezza e rugosità dei velli, soffio caldo dei cavalli, durezza pericolosa degli zoccoli, umidità dei musi...L'uomo non regnava sugli animali, condivideva il mondo con loro. Jules era l'incarnazione di questo luogo ancestrale. Plasmato dalla natura, incantato dal suo splendore abbagliante, cresciuto e gagliardo grazie a lei, egli faceva agli animali la grazia della sua umanità. Mormorava delle piccole lusinghe all'orecchio delle mucche, fischiettava delle canzoni ai vitelli sotto le loro madri e parlava ai tori come a degli uomini "
Malauguratamente non è così che oggi si parla ai tori. Li si mette al centro di arene-mattatoio per storpiarli prima di ucciderli. Senza dimenticare i loro compagni di sventura che sono i cavalli tanto evocati.
E' la terribile guerra permanente del mondo umano contro quello animale, contrariamente a Jules che nella " sua comunione con il mondo naturale aveva elevato in lui il senso dell'umanità: davanti gli occhi delle bestie, gli uomini si sentivano in dovere di dare la migliore immagine di sé stessi. Ecco cosa pensava Jules.
Le bestie erano forse diventate mute dinanzi lo spettacolo che noi gli offriamo? Si, diceva tra sé, esse forse erano state colte dall'orrore, dalla vergogna o dalla paura (…)
Jules voleva essere degno di questo silenzio che lo scrutava (…)
Egli si era civilizzato secondo le migliori consegne umane: la parola piuttosto che la violenza, lo stupore e la gratitudine dinanzi la vita, la giustizia e l'equità piuttosto che l'esercizio della forza, la virtù in ogni azione e, meglio ancora, l'amore verso il prossimo
"

Recandoci nelle arene per vederci torturare degli animali, perdiamo il senso della nostra umanità.
Aggiungo che questa pratica inqualificabile è attualmente sostenuta all'Assemblea Nazionale dal gruppo parlamentare "Tauromachie" alias "Allevamento e Tradizione" creato nel 1997 da Michel Vauzelle Presidente della Regione PACA, in nome di una "identità culturale mediterranea".
Questo gruppo è oggi presieduto dal deputato Jean Grenet, sindaco di Bayonne.
Per quanto riguarda il deputato dell'Hérault, il chirurgo Paul-Henri Cugnenc, (originario di Thézan-les-Béziers), assessore al Municipio di Béziers, ne è uno dei vicepresidenti con Etienne Mourrut (deputato e sindaco di Grau-du-Roi nel Gard) ed Alain Marleix, (députato e sindaco di Massiac nel Cantal.)

Ora, intendo denunciare i maneggi di un gruppo di pressione ultraminoritario che beneficia malgrado ciò dell'appoggio delle collettività territoriali, specialmente in materia di finanziamenti grazie ai denari pubblici.
Per fortuna alcuni deputati coraggiosi come Geneviève Perrin-Gaillard che mi ha ricevuto il 28 aprile scorso all'Assemblea Nazionale o Muriel Marland-Militello che ha presentato l'8 giugno una proposta di legge mirante alla modifica dell'articolo 521-1 del Codice Penale con l'abrogazione del famoso paragrafo che tollera gli atti di crudeltà e le sevizie gravi agli animali là dove una "tradizione locale ininterrotta" possa essera evocata, ci aprono nuovi orrizzonti verso una diminuzione della violenza.
Poiché se la morte è ineluttabile, la crudeltà e la sofferenza inflitta agli animali soprattutto per il lucro e per il divertimento, non lo sono assolutamente.
Sappia infine, Signor Presidente che contrariamente a quello che pretendono i promotori della corrida, gli oppositori di una tale abiezione sono soprattutto le "genti di qui".
Posso fornire come prova la lettera del professore Henri Callat nato ai piedi delle mura di Carcassonne.
Spero oggi vivamente che tutte le buone volontà riusciranno presto a sopprimere da questa terra di luce che è il sud, la sua parte d'ombra che corrisponde alla corrida, come altre sporcizie, in modo che animali ed umani non siano mai più ridotti al silenzio di fronte all'ingiustizia ed alla crudeltà.
Ringraziandola in anticipo della sua attenzione, La prego, Signor Presidente dell'Assemblea Nazionale, di gradire i miei più rispettosi saluti.

Josyane QUERELLE-RIQUIER
Presidente de la FLAC

Copia a :
- Signor Jean DELHON, sindaco di Thézan-les-Béziers
- Signora Geneviève Perrin-Gaillard, députata PS des Deux Sèvres
- Signora Muriel Marland-Militello deputata UMP des Alpes Maritimes.
- Signor Henri Callat professore di filosofia

L'opera intitolata "Dans la guerre" di Alice Ferney è stata pubblicata nel 2003 da Actes Sud

Azione " Capoverso 3 "

In partenariato con le associazioni-membro della Federazione così come con strutture non affiliate, la F.L.A.C. prosegue nella sua azione verso i deputati.
Battezzata " Capoverso 3 " questa azione ha per scopo l'abrogazione del capoverso 3 dell'articolo 521-1 del Codice Penale. In effetti, da cinquant'anni, esiste nella Legislazione Francese una legge ingiusta, in contraddizione con il principio stesso della Repubblica "Una ed indivisibile".
Si tratta della legge del 24 aprile 1951, detta Ramarony-Sourbet (51-461).
Questo testo ha dato vita al capoverso 3 dell'articolo 521-1 del Codice Penale così come gli articoli R 654-1 e R655-1, introducenti una tolleranza in favore della pratica della tauromachia quando "UNA TRADIZIONE LOCALE ININTERROTTA PUO' ESSERE EVOCATA".
L'utilizzazione abusiva di questa "tolleranza" da parte dei procorrida, così come la sua interpretazione esageratamente estensiva da parte di numerosi magistrati fanno sì che gli organizzatori di questo spettacolo possono permettersi tutto e questo, a scapito della condanna formale degli atti di crudeltà e delle sevizie gravi verso gli animali menzionati al capoverso 1 dello stesso articolo.
Questa contraddizione legislativa è una iniquità che un paese profondamente democratico come il nostro deve abolire, sapendo oltretutto che la stragrande maggioranza dei Francesi non sopporta più la pratica di questo tipo di crudeltà destinato al divertimento di qualche incondizionato. Ci pare dunque essenziale ed urgente di vedere i politici nazionali esaminare questo caso ed adoperarsi nel senso di un ABROGAZIONE DEL CAPOVERSO 3 dell'articolo 521-1 del Codice Penale e delle analoghe disposizioni relative agli articoli R 654-1 e R655-1 dello stesso codice.
E' la nostra legittima rivendicazione e speriamo in un intervento parlamentare che interpelli ufficialmente il Governo mediante la presentazione di una motivazione scritta.
[leggere]
Peraltro ed al fine di ben marcare la nostra determinazione, intendiamo proseguire la nostra azione del 25 aprile 2001 organizzando un incontro simbolico pacifico degli oppositori alle tauromachie iberiche, MERCOLEDI' 28 APRILE PROSSIMO, CON INIZIO ALLE 13.30 SULLA PIAZZA EDOUARD HERRIOT VICINO AL PALAIS BOURBON.

Lista delle associazioni partner:
A.C.P.A.: ASSOCIATION COMBAT POUR LE PEUPLE ANIMAL
A.D.D.A. ESPAGNE : ASOCIACION PARA LA DEFENSA DE LOS DERECHOS DEL ANIMAL.
A.L.A. ESPAGNE : ALTERNATIVA PARA LA LIBERACION ANIMAL
A.P.A.P. ESPAGNE : ASSOCIATION DE PROTECTION DES ANIMAUX ET DES PLANTES
AFIPA : ASSOCIATION FRANÇAISE ET INTERNATIONALE DE PROTECTION ANIMALE
ANTI BULLFIGTING COMMITTEE BELGIUM
APMA BELGIQUE : ACTION PREVENTIVE CONTRE LE MARTYRE DES ANIMAUX
ASSOCIATION STEPHANE LAMART
C.C.C.C : COMITE CARCASSONNAIS CONTRE LA CORRIDA
C.V.A. : COMITE DE VIGILANCE ET D'ACTION POUR LE BIEN-ETRE ANIMAL
CAC 83 : COLLECTIF ANTI CORRIDA DE FREJUS
CENTRE DE SECOURS ANIMALIERS
COLBAC : COMITE DE LIAISON BITERROIS ANTICORRIDA
COMITE ANTI STIERENVECHTEN HOLLANDE
CONSCIENCE ANIMALE
F.A.C : FENOUILLET ANTI CORRIDA
F.B.B : FONDATION BRIGITTE BARDOT
FEDERATION AGISSONS
FONDATION BOURDON
FONDATION CHARI CRUZ ESPAGNE
G.R.A.A.L : GROUPEMENT DE REFLEXION ET D'ACTION ANIMAL LIBERATION
H. I. C. : HALTE A L'INDIFERENCE ET A LA CRUAUTE
L.F.C.V. : LIGUE FRANÇAISE CONTRE LA VIVISECTION
LES EXCLUS SAUVAGES
LES GAMELLES DU COEUR
PRO DIGNIDAD HUMANA ESPAGNE S.P.A. BEZIERS : SOCIETE PROTECTRICE DES ANIMAUX DE BEZIERS
S.P.A. BORDEAUX : SOCIETE PROTECTRICE DES ANIMAUX DE BORDEAUX
S.P.A. MONTPELLIER : SOCIETE PROTECTRICE DES ANIMAUX DE MONTPELLIER
S.P.A.PARIS : SOCIETE PROTECTRICE DES ANIMAUX DE PARIS
S.R.P.A. DE CHARLEROI BELGIQUE : SOCIETE ROYALE PROTECTRICE DES ANIMAUX DE CHARLEROI
TIERVERSUCHSGEGNER MÜNCHEN E.V ALLEMAGNE

28 april
Azione "Paragrafo 3"
Post-azione del 28 aprile a Parigi

L’azione detta “Paragrafo 3” condotta dalla F.L.A.C (Fédération de Liaisons Anti Corrida) unitamente alle associazioni membro ed a strutture non affiliate si è svolta sotto i migliori auspici mercoledì 28 aprile davanti le porte dell’Assemblea Nazionale.

Una delegazione capitanata da Josyane Querelle presidente della F.L.A.C, con Michèle Descamps (SPA Parigi), Alain Perret (les Exclus Sauvages), Jean-Marie Denut (le COLBAC / Béziers / Hérault), Christian Baloy (CAC 83 / Fréjus / Var), Monique Leroux (GRAAL / Paris) è stata ricevuta da Geneviève Perrin-Gaillard, deputata di Deux-Sèvres e dal suo attaché parlamentare Marc-William Millereau.

Questo incontro fruttuoso ha permesso di evocare l’ambiguità della legge e di insistere sulla necessità di una abrogazione del fumoso paragrafo 3 che tollera la corrida su una parte del territorio francese nel nome di una “tradizione locale ininterrotta”.
Sono state ugualmente evocate la propaganda negli stabilimenti scolastici, le sovvenzioni delle collettività territoriali alle scuole di tauromachia, l’IVA sulle esibizioni attualmente al 19,60% e che i promotori vorrebbero fosse ridotta al 5,5%, ecc.

Infine l’accento è stato messo nella distanza molto forte tra elettori ed eletti su questo soggetto, molto spesso qualificato di secondario, ma che riempie le pagine dei quotidiani regionali.
Per fortuna, i cittadini francesi si dichiarano ostili alla corrida in una percentuale superiore all’80%.
Il tema del referendum di iniziativa popolare ha preso del tutto naturalmente il seguito sapendo che le cifre riguardanti le città organizzatrici corroborano i risultati dei sondaggi nazionali.
Ricordiamo che nella città di Béziers, la quale conta 70.000 abitanti, la petizione del COLBAC contro la corrida è stata firmata ad oggi da non meno di 23.000 persone !

Infine: la deputata spera di essere tenuta informata delle diverse pratiche, in particolare economiche e giuridiche.
Per quanto riguarda i militanti, essi si sono separati promettendosi di lavorare alla creazione degli “Etats Généraux de l'Anticorrida” nella capitale nel 2006 con la partecipazione dell’Europa.

Testo del 29 agosto 2005 di Gérard Charollois, Presidente della CVN
Per abolire la tortura legata alla tauromachia ?
La « CONVENTION VIE ET NATURE POUR UNE ECOLOGIE RADICALE »
Si posiziona in favore dell’abolizione totale della caccia e della tortura legata alla tauromachia, pratiche esclusivamente ludiche, di ricreazione e di distrazione che uniscono la sofferenza, il terrore e la morte di un essere dotatodi sensibilità al godimento malsano di certi uomini inquietanti.
Da tempo, delle maggioranze, relative od assolute, di nostri contemporanei si esprimono in favore di queste abolizioni, ma i politici, particolarmente quelli dei partiti totalitari o conservatori, servono docilmente le infime minorità sanguinarie di quelli che combattono i loro problemi e la loro mediocrità con l’esaltazione della morte di un altro.
Ogni dibattito al parlamento francese finisce con un delirio antiecologista ed antianimalista e bisogna veramente non conoscere la classe politica per sperare la minima riforma di progresso dei costumi e dei modi che derivano da questi responsabili fossilizzati, prigionieri di una visione permessivista e populista della società contemporanea.
Attraverso un referendum, in maniera quindi molto democratica, la caccia e la tortura legata alla tauromachia potrebbero essere abolite immediatamente, ma cosa hanno a che vedere con la democrazia un senato di notabili rurali ed una assemblea nazionale nella quale un partito che ha avuto il 20% dei voti detiene il 70% dei seggi ?

La Signora MARLANT MILITELO, deputato delle ALPES MARITIMES, membro del partito liberale conservatore UMP, ha presentato una Proposta di legge mirante ad abolire la corrida in Francia. Ho già spiegato, a coloro che mi hanno consultato, che due ostacoli impedivano di nutrire la benché minima speranza di veder adottare questa proposta di legge.
Un primo ostacolo giuridico: nel sistema istituzionale della quinta Repubblica, il parlamento è indebolito, ridotto al rango di camera di registrazione. Le leggi sono emanate dal governo, sotto forma di Progetto di legge. Un Progetto di legge deriva dal governo. Una Proposta di legge deriva da un deputato. Perché una Proposta di legge venga adottata, bisogna, in pratica, che il governo la accetti e la metta all’ordine del giorno dei dibattiti dell’assemblea. Ci sono migliaia di Proposte di legge che dormono nei cassetti dell’assemblea nazionale, presentate unicamente per far piacere a questo od a quel potenziale gruppo di elettori. I loro autori, membri del parlamento, conoscendo dunque i disfunzionamenti, sanno perfettamente che la loro opera non verrà mai esaminata dai loro onorabili colleghi, ma hanno fatto del bene a quelli che ci speravano.
Non è soltanto la Proposta di legge della Signora MARLANT MILITELO che subisce questa sorte poco invidiabile e poco conforme ad una vera democrazia. I testi a portata simbolica sono più numerosi che l’insieme dei nostri codici e leggi in vigore. Ora, un governo reazionario, non potrebbe sostenere una Proposta di legge in favore degli animali andando contro gli interessi di quelli, feroci e tradizionalisti pesanti, che costituiscono la sua propria base elettorale di predilezione.
Un secondo ostacolo politico: di destra o di sinistra, ma soprattutto di destra, un parlamento francese non abolirà mai la corrida prima di qualche decennio. Quelli che conoscono il grado di disprezzo dei parlamentari per il popolo che essi pretendono rappresentare, sanno che questi individui avrebbero il sentimento di agire contro la volontà “democratica” se contrariano i giochi ed i piaceri dei torturatori di animali. Per i politici, il popolo ama il sangue, uccidere l’uccello od il cervo, torturare un potente bovide, in una parola il popolo è stupido, crudele, ermetico alla compassione ed all’intelligenza. Per questi politici francesi, solamente degli intellettuali delicati, spostati ed anche pronti ad assogettarsi, dei cittadini senza radici e colti possono insorgere contro la caccia e la corrida, gloriose tradizioni solidamente impiantate nei nostri territori. Naturalmente, essi si sbagliano pesantemente confondendo il popolo con la feccia, ignorando la volontà democratica di cui sono indice i sondaggi, non sentendo le nuove aspirazioni al rispetto degli animali, della Natura e dunque della dignità umana avvilita dalla caccia e dalla tortura della tauromachia.

Ma sono fatti così e bisogna che ciascuno misuri la profondità del baratro di insensibilità dei politici francesi.
Del resto, sono i deputati ed i senatori che si sbagliano sul popolo, od è il popolo che si sbaglia sui politici?
Quelli che dubitano e sognano ancora in un sussulto di “coscienza” e di sensibilità del legislatore francese, degnino leggere un dibattito parlamentare su questi argomenti per apprezzare il grado di arretratezza della classe politica di questo paese. Alcuni dei nostri amici scoprono la problematica dopo le frasi, poco amabili, del Sig. François BAYROU (Segretario di un partito di centro), l'umo che mangia nelle mani del Sig. St-Jos (secondo le stesse parole di quest’ultimo presidente della CPNT), nei confronti della Proposta di legge della Signora MARLANT MILITELO, su France CULTURE il 26 agosto.

In alcun caso, stabilito questo fatto, la constatazione non deve diventare fonte di litigi nel seno dei diversi e molteplici movimenti che operano contro la tortura degli animali e quindi l’avvilimento dell’uomo che ci si dedica.
Al contrario, l’unità, la determinazione, lo spirito di unione, la somma delle energie e delle iniziative si impongono contro la gravità della problematica politica ed al blocco istituzionale.

Due annotazioni complementari meritano di essere enunciate : da una parte, la Proposta di legge anticorrida non ha mai avuto la minima possibilità di arrivare al traguardo, per le ragioni giuridiche e politiche sopra esposte, e dall’altra questa Proposta di legge non è vana; ha l’immenso merito di esistere, di fare data allo stesso titolo delle proposte respinte sotto la prima repubblica sull’abolizione dello schiavismo nelle colonie (ndt: successivamente riprese ed approvate).
Durante il disastroso dibattito sulla costruzione dell’Europa, nella scorsa primavera, fiorirono in Olanda dei cartelli rappresentanti la corrida e con questa dicitura: votate NO all’EUROPA per non restare con questi popoli crudeli.
In Francia, i politici hanno pensato di rassicurare il volgo, affermando che l’Europa non avrebbe abolito la corrida. Quale indigenza morale ed intellettuale!

Contrariamente a questi dinosauri politici, io affermo che l’Europa sarà, un giorno non troppo lontano senza dubbio, formidabile, poiche essa e soltanto essa potrà abolire tutte queste pratiche nauseabonde che gravano così pesantemente solo in certe località e che inorridiscono il popolo europeo.

Di conseguenza, felicitiamo sinceramente la Signora MARLANT MILITELO per il suo gesto simbolico di coraggio e di verità democratica, ma non siamo ingenui mantenendo una speranza interdetta dal divorzio assoluto tra dei cittadini generosi ed illuminati ed una classe politica agli ordini di qualche decina di migliaia di assassini insaziabili.


La députata PS di Deux-Sèvres (prima circoscrizione) ci ha assicurato che la pertinenza del mantenimento delle corride e dei combattimenti di galli quale eccezzione al principio di penalizzazione degli atti di crudeltà verso gli animali, come fissato dal nostro diritto, fa parte delle ricerche del gruppo da lei animato.

Veterinaria di formazione, Geneviève Perrin-Gaillard ha messo in piedi, all'inizio del 2003, un gruppo di studio parlamentare all'Assemblea Nazionale sulla protezione degli animali. Questo gruppo che lei presiede ha l'incarico di studiare un certo numero di pratiche e di problematiche delle quali la tauromachia fa parte. Attualmente composta da una quarantina di deputati, tutte le famiglie politiche sono invitate a farne parte.

Lista dei participanti:
Geneviève Perrin-Gaillard: deputata PS di Deux-Sèvres.
Muriel Marland-Militello: deputata UMP des Alpes-Maritime.
(Purtroppo non ha potuto restare sino alla fine dell'incontro dovendo afrontare altre obblogazioni)
Marc-William Millereau: attaché parlementare di Geneviève Perrin-Gaillard.
Presenza del deputato UMP Michel Roumegoux: Veterinario
(altri deputati hanno fatto una breve apparizione)
Elisabeth Hardouin-Fugier: storica delle mentalita'
(co-autrice del libro "La Corrida").
L'avvocato Eva Souplet: avvocato Presidente dell'IJIPA
(Ist. Giurid. Internaz. Prot. Animale)

Delegazione della FLAC:
Josyane Querelle: Pres.
Alain Camisuli: Vicepres.
Jean Poignet: Delegato di Parigi
Dominique Joron: Webmaster

Delegazione del CRAC:
Jean-Pierre Garrigues: Pres.
Delphine Simon: Segretaria

Delegazione CVA
(Comitato di Vigilanza Animale):
Valérie Sofroniadés: Segretaria Générale

Delegazione del GRAAL
(Gruppo Riflessione Azione per l'Animale): Christophe Barbero: Vicepresidente

Proposizioni esaminate da questo audit
- Mirare più particolarmente il lavoro sui differenti finanziamenti della tauromachia ed in modo particolare per quello che riguarda le città organizzatrici di corride.
- Lavorare all'evoluzione dello statuto degli animali rendendo a termine obsoleta la corrida.
- Dissociare feria e corrida.
- Lavorare su delle domande per iscritto nei confronti dei ministri interessati (Agricoltura/Cultura/Giovinezza e sport/Giustizia).
- Pensare alla realizzazione di un referendum d'iniziativa popolare.

Sono stati abordati i seguenti punti :

  • Asse giuridico: La legge
    I giudizi: problema del lassismo dei giudici comportante l'estensione territoriale della corrida poiché in 20 anni, cioé dal 1985 al 2005, siamo passati da 41 a 71 città organizzatrici di corride
  • Asse protezione della gioventù: Le scuole di tauromachia
  • Asse economico: Finanziamento della tauromachia da parte delle regioni, dei dipartimenti, dei comuni (Azione CADA). Gli sponsor (es: Il gruppo Pernod-Ricard)
    Le corride dette di "beneficienza" che hanno diritto ad un tasso ridotto di IVA (5.5% al posto di 19.60%), o addirittura esentate
  • Asse mediatico:Complicità dei media sull'insieme del territorio francese (gli anti cominciano tuttavia ad essere un po' meglio trattati). Congresso delle città taurine a Cherbourg!
  • Asse veterinario: Le frodi (segare le corna, cioé "afeitado"/ ecc…)
    La malattia della lingua blu: circolazione degli animali nella comunità europea
  • Asse europeo :La famosa "eccezzione culturale".
    Le città che si dichiarano antitaurine: ad oggi 17 città tra cui Barcellona in Catalogne spagnola e Mouans-Sartoux prima città in Francia (il 1/02/05).

Peraltro, abbiamo avuto conferma del fatto che certi parlamentari sono membri di due gruppi diametralmente opposti e cioé il gruppo di studio preoccupato del benessere animale da una parte ed il gruppo di studio sulla tauromachia dall'altra.
Quest'ultimo è presieduto dal deputato e sindaco di Bayonne, Jean Grenet. Aggiungiamo che certi deputati recentemente eletti si ritrovano inscritti nel gruppo di studi sulla tauromachia senza essere stati interpellati. Alcuni, quando l'hnno appreso, hanno chiesto di esserne subito radiati.


In primo piano : l'Avvocato Eva Souplet

Da sinistra a destra : Josyane Querelle, Alain Camisuli, Jean Poignet

Da sinistra a destra : Marc-William Millereau, Jean-Pierre Garrigues, Delphine Simon, A Camisuli, Dominique Joron

In primo piano : Valérie Sofroniadès, poi Christophe Barbero e per finire Elisabeth Hardouin-Fugier

Stéphane AUDRAN scrive a J.Louis DEBRE, Presidente dell'Assemblea Nazionale
Signor Presidente,

Mi permetta di scriverLe per attirare la Sua attenzione sulla corrida, pratica barbara che ha luogo per lo meno in undici dipartimenti.

Allertata da : " Alliance pour la suppression des corridas ", " Association française et internationale de protection animale (AFIPA) ", " COLBAC ", " Fenouillet anticorrida (FAC) ", " Fédération des luttes pour l'abolition de la corrida (FLAC) ", " OLGA France " e " One Voice ", ho deciso di sostenere Muriel Marland-Militello, deputata delle Alpes-Maritimes, che ha presentato, l'8 giugno 2004, una proposta di legge per chiedere l'abrogazione del paragrafo 3 dell'articolo 521-1 del codice penale il quale autorizza le corride ed i combattimenti di galli sul territorio francese.

Si vede in questi ultimi anni svilupparsi sempre più la corrida nel sud della Francia. Eppure, questi spettacoli di un'altra era sono crudeli ed ineguali ed, anche se la maggioranza della popolazione si oppone a questa pratica, i procorrida hanno il favore delle municipalità e dei poteri pubblici che sovvenzionano le corride ad un livello di molti milioni di euro.

Io non posso fare altro che trasmetterLe la mia tristezza e la mia delusione per questa Francia che accetta troppo facilmente la sofferenza, sia quella degli umani che quella degli animali.

E' venuto il tempo di agire per eliminare le pratiche barbare che possano sussistere nella nostra società la quale ha già il suo lotto di sofferenze quotidiane.
Lei è una delle sole persone, all'interno dello schema legislativo, a poter mettere questa proposta di legge all'ordine del giorno ed è questo, Lei non avrà dubbi, lo scopo della mia lettera.

Quindi io Le domando di mettere all'ordine del giorno questo testo , che donerà al nostro paese una immagine un po' più civilizzata agli occhi di tutti gli Europei che ci guardano.

Nella speranza che Lei esamini la mia richiesta, mi permetta di domandarLe di tenermi informata attraverso la suddetta coalizione di associazioni.

In questa attesa, voglia credere, Signor Presidente, all'espressione di tutta la mia gratitudine.
Stéphane Audran.

NDT : L'autrice della lettera è una nota attrice francese che ha avuto ruoli in più di 100 film da" Les Biches" (1968) a "Tre donne...una sera" (2005) passando per "Il pranzo di Babette", "Il vizietto 2", "La bicicletta blu".

Vale la pena di soffermarsi!
Un aderente della FLAC ha chiesto al suo deputato di cosignare la proposta di legge deposta da Mme Marland-Militello mirante all'abolizione della corrida. Qui sotto la risposta integrale:

Assemblea Nazionale
François LIBERTI- Deputato dell'Hérault

Sète, 6 gennaio 2005

Signore,

Accuso ricevuta della Sua lettera relativa alla Sua posizione di anticorrida e nella stessa occasione, Lei mi chiede il mio parere su questa questione che, certo, sembra essere primordiale per alcuni ma che è a mio parere molto secondaria in rapporto alle pesanti conseguenze della politica condotta dall'attuale governo sulla vita delle persone.

Ma, visto che la questione mi viene sottoposta tanto fa rispondere con la maggior sincerità possibile.
Alcuni chiedono l'interdizione delle corride ed in effetti esiste in Europa tutta una lobby mirante allo stesso scopo. Posso comprendere quelli che si preoccupano sinceramente della sorte dell'animale. Si potrebbe far loro osservare che le cariche furiose del toro contro il picador od il torero non sono il comportamento di una vittima spaventata e dolente. La bestia è fatta unicamente di pulsioni. E' la prima constatazione che io volevo farLe intravedere.
Riferendosi a quelli che domandano l'interdizione delle corride, questi fanno parte, sempre più numerosi, dei richiedenti di interdizioni. Trovano normale interdire agli altri ciò che a loro non piace. Non vogliono convincere, ma interdire. Si dichiarano democratici, ma questa interdizione non li disturba.
In secondo luogo, non gli viene l'idea che l'uomo abbia potuto inventare le corse di tori per un'altra ragione che non sia per stupidaggine o per cattiveria e che lo spettacolo sacrificale possa incarnare delle viste profonde sulla condizione umana. Per essi il passato non è che barbarie. Essi non immaginano che si possa trovare dell'arte, della bellezza, nel lavoro del torero.
Su una locandina di corrida, c'è sempre scritto "messa a morte". Ma non si dice di chi!
Il toro è comunque il solo animale a cui l'uomo dà ancora, all'inizio di questo XXI secolo, il diritto di uccidere.
Io penso sinceramente che le corride siano molto ancorate nella storia dei nostri teritori e delle nostre tradizioni regionali; come pure le cacce tradizionali quale la caccia al colombaccio. In un altro campo, a titolo di esempio le "joutes del Languedoc" (ndt: tornei sull'acqua tra due uomini muniti di lancia e scudo posizionati su barche che si affrontano) potrebbero essere interdette perché pericolose anch'esse per l'uomo, questo cavaliere delle "tintaines" (ndt: il nome che si dà a questo tipo di barche). Lei vede sino a dove le interdizioni possono condurci.
Qualche anno fa, un commissario europeo ha chiesto anche lui la soppressione delle corride, ricordando che il solo metodo autorizzato di abbattimento dei bovini nell'unione era "lo stordimento meccanico". E' un punto di vista. Lo stordimento meccanico delle masse popolari attraverso quattro ore di televisione quotidiana non è, per fortuna, alla vigilia di essere interdetto in Europa.
Queste sono le ragioni principali che mi fanno sostenere quelli che organizzano delle corride nelle città dove esista una reale cultura delle corride nelle rispettive regioni.
Spero di aver risposto alla Sua preoccupazione e restando comunque a Sua disposizione, La prego di ricevere, Signore, l'espressione dei miei distinti sentimenti.

Allora la maggior parte dei nostri politici, di tutte le tendenze, non sono mai daccordo su alcunché, ma si ritrovano uniti per incensare la corrida. Il Signor François Liberti, deputato comunista della settima circoscrizione dell'Hérault e di questo tipo. E' vero che essendo dalla stessa pare di Jean-Claude Gayssot e Robert Hue, abitudinari dei " Callejons

"(1) la contaminazione ha potuto verificarsi. Bisognerà trasferire l'Assemblea Nazionale dal Palais Bourbon alle arene di Nîmes, o in altro luogo, per realizzare l'Unione Nazionale ?.....
(1) Callejon: Corridoio situato attorno alla pista che viene occupato da tutti gli attori potenziali dello spettacolo ed anche dagli invitati d'onore (o di disonore, diremmo noi).

Helgé