Protezione della Gioventù
Responsabiles : Joël Lunel / Jean Poignet

Pétiziones :

Interdizione di entrare nelle arene ai minori di 16 anni nei giorni di corrida

Per la chiusura delle
"scuole di tauromachia di origine spagnola"
Lettere:

Capea per le elementari di St-Rémy de Provence

Propaganda procorrida nelle scuole

UNICEF Operazione :
" Città amica dei bambini"

UNICEF Operazione " Città amica dei bambini "
(seconda parte):
Lettera alla Associazione dei Sindaci di Francia

UNICEF : Arles riconosciuta " Città amica dei bambini "

Disegni di bambini rappresentanti esclusivamente scene di corrida a Labarthe-sur-Lèze

Lettera dell'Ispettorato dell 'EDUCAZIONE Nazionale alla Direttrice della scuola elementare

I nostri ringraziamenti all'Ispettore dell'Educazione Nazionale

Lettera al Presidente del Gruppo di studio sulla protezione dell'infanzia e della gioventù Denuncia dell'incitamento alla violenza giovanile

Lettera di sostegno della Signora Claire Brisset, addetta alla Difesa dei bambini

Lettera al Preside del Collegio di Calvisson (Gard / 30)

Informazioni:
Passaporto per l'arena (2005)

Richiesta al Governo da parte di Valérie Pécresse

I " niños " nell'arena
Ma in quale mondo viviamo?

Madrid : Il Difensore dei Minori della Comunità Madrilena, Pedro Nuñez Morgada, chiede che l'età minima per partecipare agli "encierros*" sia portata da 16 a 18 anni.

Madrid : si pervertiscono i giovani!

Seguito
2006

Capea per le elementari di St-Rémy de Provence
il 24 giugno 2004

Agli insegnanti delle scuole elementari
ed alle associazioni dei genitori degli allievi
di St-Rémy de Provence

Signore e Signori,

Mi permetto di scrivervi in qualità di responsabile del comitato FLAC locale, ma anche come insegnante in pensione. Numerosi abitanti di Saint-Rémy mi hanno reso partecipe del fatto di essere accorati scoprendo che gli allievi delle scuole elementari erano invitati ad assistere ad una capea nella arena della loro città, giovedì 24 giugno nel pomeriggio.
Questo invito ad un simulacro di corrida, organizzata dalla scuola di tauromachia spagnola di St-Rémy (scuola dove si insegna a degli adolescenti ad utilizzare il pugnale), costituisce una propaganda nell’ambito scolare di un divertimento barbaro, inammissibile ai nostri giorni.

Una capea (dimostrazione senza messa a morte, durante la quale giovani bovini si trovano in una condizione simile a quella di una corrida), può disturbare dei giovani ragazzi e costituisce una banalizzazione della violenza verso gli animali. Sono del resto le conclusioni del recente rapporto della Signora Blandine Kriegel, psicologa. Questo rapporto sviluppato su domanda del Ministero della Cultura, rimprovera agli spettacoli di violenza di avere degli effetti pericolosi sui giovani.

Inoltre, portare dei bambini ad un tale « divertimento » è contrario alle raccomandazioni del Bollettino Ufficiale dell’Educazione Nazionale del 16 maggio 1985 il quale precisa che l’insegnamento ha per obiettivo : « L’educazione al rispetto della vita in tutte le sue forme ».

Quindi noi, all’interno del nostro gruppo anticorrida, speriamo, come molti abitanti di Saint-Rémy, che la ragione vinca, che gli insegnanti della città oseranno dire no a questo invito che costituisce una sorniona propaganda per la corrida ed il suo seguito di crudeltà.
Restiamo a disposizione degli insegnanti e dei genitori degli allievi per qualsiasi informazione complementare. Spereremmo anzi che si instauri un dialogo: attendiamo i vostri suggerimenti od i vostri eventuali rimproveri.

Nella speranza che il nostro preavviso sia preso in seria considerazione, vogliate gradire, Signore e Signori, i nostri rispettosi saluti.

Tarascona 4 maggio 2004
Il responsabile locale della FLAC
Joël Lunel


Propaganda procorrida nelle scuole
23 ottobre 2004

Alla Signora Linda SALMA
Ispettrice dell'Académie
Inspection Académique des Landes
5 avenue Antoine Dufau
BP389
40012 Mont-de-Marsan Cedex

Signora Ispettrice,

Mi permetta di farLe parte della nostra viva inquietudine apprendendo che ancora una volta la corrida utilizza dei metodi celati per assicurare il sostegno delle scuole e conseguentemente attirare la gioventù.
In effetti, nel quadro della "Ventesima settimana taurino-culturale", i bambini delle scuole dei comuni facenti capo a Saint-Sever saranno invitati a dipingere dei piccoli tori ed i disegni verranno poi esposti, argomentando che la tauromachia in senso lato fa parte del loro circondario culturale.
Sappiamo che l’essere umano è portato ai paradossi, ma è comunque curioso ammettere una pratica crudele con il semplice pretesto che si è perennizzata in un determinato spazio.
Fare opera di conoscenza è una cosa, fare opera di proselitismo ne è un’altra.
Ricordiamo che sulla base dell’appello di Premi Nobel della Pace inviato all’UNESCO, l’ONU ha dichiarato il periodo 2001-2010 “Decennio della cultura, della non violenza e della pace a profitto dei bambini del mondo”.
Tutti i livelli del sistema educativo francese, sin dalla scuola materna, sono dunque invitati a lavorare in questo senso utilizzando dei mezzi e dei metodi pedagogici adatti.

Peraltro, teniamo qui a ricordare la dichiarazione della LFDA nei locali dell’UNESCO a Parigi il 15 ottobre 1980 :
" la tauromachia è l’arte scellerata e venale di torturare e di mettere a morte degli animali secondodeterminate regole, nella legalità ed in pubblico. Essa esalta i più bassi istinti dell’uomo, traumatizza i bambini e gli adulti sensibili, essa aggrava lo stato dei nevropatici attirati da questo spettacolo, essa snatura i rapporti tra l’uomo e l’animale, essa è una festa del dolore e della morte. Perciò la tauromachia costituisce la più grande sfida alla moralità, all’educazione, alla scienza ed alla cultura.” . "

In conseguenza, ci sembra della più alta importanza prendere le misure sperate al fine di evitare una banalizzazione della violenza. Si sentono voci alzarsi da ogni parte per condannare questa stessa violenza ed è quindi tempo di collegare le parole ai fatti.

Le auguriamo un buon ricevimento della presente e voglia credere, Signora Ispettrice, nell’assicurazione dei nostri rispettosi sentimenti.

Per la F.L.A.C
La Presidente
Josyane QUERELLE



UNICEF
Operazione : " Città amica dei bambini "
il 23 febbraio 2005

Per saperne di più

All'attenzione di :
Signora Rita CRISTOFARI
Coordinatrice del servizio " Città amica dei bambini "
Rue Dugay Trouin
75006 PARIS

Signora Coordinatrice,

Lunedì 14 febbraio 2005, il nostro delegato per la regione Paris/Ile-de-France Le ha inviato un dossier che si riferiva all'azione UNICEF " Città amica dei bambini ".
Questa iniziativa aveva come scopo di informare l'UNICEF del fatto che alcune città, prese in considerazione per ricevere questo titolo, hanno creato all'interno delle loro mura delle "scuole (dette) di tauromachia". Questi luoghi sono in realtà dedicati all'addestramento dei giovani (anche bambini, dei preadolescenti e degli adolescenti che si dedicano alla pratica della corrida (tauromachia iberica).
Essi apprendono a torturare a morte degli animali - vitelli e giovani tori - ed a molestare dei cavalli.
Le alleghiamo sia la lista delle città che hanno una di questa "famose scuole", sia la lista delle città, piccole o grabdi, cosiddette di "tradizione", che vedono le loro arene (fisse o smontabili) accogliere dei bambini nei giorni di corrida.
Aggiungiamo che queste esibizioni sono alle volte gratuite per i bambini, cos ache costituisce una istigazione, per genitori irresponsabili, a condurre più volentieri la loro progenitura ad assistere ad uno spettacolo assimilabile al mattatoio.
In conseguenza, comprenderà la nostra richiesta di vedere queste città formalmente escluse dal progetto suddetto.
Non dubitando della Sua volontà di operare nel rispetto dei diversi mondi del vivente e ringraziandoLa della Sua benevola attenzione, La prego di gradire, cara Signora, i miei migliori saluti.

Per la F.L.A.C
La Presidente
Josyane QUERELLE-RIQUIER



UNICEF
Operazione : " Città amica dei bambini "
Lettera all'Associazione dei Sindaci di Francia

Associazione dei Sindaci di Francia
41 Quai d'Orsay
75343 PARIS Cedex 07

Oggetto: Città amica dei bambini

Signore e Signori,

Abbiamo appreso che in partenariato con l'UNICEF, la vostra associazione è all'origine dell'iniziativa " Città amica dei bambini ". Noi ci felicitiamo e siamo contenti per una tale iniziativa i cui obiettivi principali sono: il miglioramento della sicurezza, dell'ambiente, della cultura e dell'educazione dei bambini.
Noi denunciamo da più di 10 anni ogni sofferenza inutile e particolarmente ogni crudeltà data in spettacolo, o peggio insegnata ai bambini.
Veniamo a conoscenza, con stupore, a mezzo del quotidiano " La Provence " del 8/11/2004 nella pagina di Arles, che questa città chiede di ottenere il titolo di " città amica dei bambini ". E' per noi una grande sorpresa sapendo che la città di Arles comprende e sovvenziona una scuola detta di "tauromachia spagnola", dove si insegna ai ragazzi a torturare degli animali ed a maneggiare il pugnale per uccidere! Un tale insegnamento della crudeltà, incitante alla violenza, ci sembra incompatibile con una città che vuole essere labelizzata "città dei bambini".
Ufficialmente in Francia esistono 7 di queste "scuole" della barbarie. Un fascicolo molto completo su queste "scuole" della vergogna è stato preparato nel febbraio 2004 e se voi lo volete saremo felici di inviarvelo.
D'altra parte, la città di Arles ha già creato un "passaporto per l'arena", allo scopo di incitare i giovani ad assistere agli spettacoli di tauromachia (vedere l'allegata fotocopia).
In questo modo per una modica somma, i minori di 20 anni possono assisterre a 20 spettacoli di cui 10 con messa a morte. Quale scandalo! In Catalogna spagnola, l'entrata nelle arene è interdetta ai minori di 14 anni.
Speriamo dunque che queste città che hanno, e finanziano, queste scuole dette di " tauromachia spagnola " non siano mai catalogate " città amica dei bambini ". Meglio ancora noi desideriamo che l'Associazione Sindaci di Francia e l'UNICEF denuncino questo intrigo nefasto, incitatore alla violenza da parte di bambini.
Con la speranza di essere intesi e nell'attesa di una eventuale risposta, vogliate credere, Signore e Signori, ai nostri rispettosi saluti di pacifisti.

Agde, 6 giugno 2005
Il Delegato della Commissione Protezione Gioventù della FLAC
Joël LUNEL



Arles riconosciuta " Città amica dei bambini "

Al
Signor Presidente dell'UNICEF
3 rue Duguay-Trouin
75282 PARIS Cedex 06

Signor Presidente,

Con grande sorpresa, veniamo a sapere che la città d'Arles è stata dichiarata dall'UNICEF Città amica dei bambini". Siamo profondamente allibiti da questa nomina onorifica.
Questa città sovvenziona una scuola detta di " tauromachia spagnola ". In questa "scuola" si insegna a dei ragazzi, sin dai 10 anni, a maneggiare il pugnale per uccidere. Quale vergogna e quale incitazione alla crudeltà!
Inoltre Arles invia regolarmente i ragazzi della città ad assistere gratuitamente agli spettacoli di tauromachia nella propria arena. Eppure, due rapporti recenti dimostrano gli effetti nefasti degli spettacoli di crudeltà e violenza sulla psiche dei ragazzi. Un rapporto steso dalla Signora Blandine Kriegel, psicologa, che accusa gli spettacoli di violenza di avere effetti pericolosi sui giovani (rapporto richiesto a suo tempo dal Signor Jean-Jacques Aillagon, allora Ministro della Cultura).
Più recentemente, la Signora Claire Brisset, Difensore dell'infanzia, ha trasmesso il 10/12/2002 al Signor Dominique Perben, Guardasigilli, un rapporto che propone di migliorare il dispositivo di protezione dei minori nei confronti degli spettacoli di violenza.
Per informazione: in Catalogna spagnola, gli spettacoli di corrida sono proibiti ai minori di 14 anni.
D'altra parte, in queste "scuole di barbarie", che esistono anche a Nîmes, Béziers, Hagetmau, si espongono dei giovanissimi a dei vitelli e vitelline, molto spesso più grandi di loro, ciò che costituisce un pericolo fisico a causa della loro piccola taglia.
Altro paradosso: la città di Arles erige quale eroe esemplare il torero Mehdi Savalli, perché viene dall'immigrazione ed è originario di un quartiere "caldo" di questa città. A nostro avviso, è ben lontano dall'essere il miglior esempio da seguire per la gioventù di Arles; d'altronde per la maggioranza degli arlesiani, integrarsi divenendo un " torturatore di animali " è una integrazione inesistente ed una vergogne per Arles !
Mediante una lettera inviata il 9/11/05, ed a seguito di rumori che correvano a quell'epoca, noi La avevamo già messa in guardia contro questa consacrazione della città di Arles. Il 23/11/05 avevamo inviato una lettera simile alla Signora Rita CRISTOFARI, allora coordinatrice del servizio "Città amica dei bambini". Con una mail, avevamo ricevuto, da parte della suddetta, la seguente risposta : " Io non mancherò di comunicare il vostro rilievo alla Commissione della rete, che deciderà sulla posizione da adottare a questo riguardo.
Al momento attuale, noi siamo molto delusi per l'ingiusta posizione presa dall'UNICEF, organismo del quale molti nostri membri sono donatori. La sua notorietà non può che essere diminuita. Da parte nostra, non mancheremo di divulgare questa deludentissima informazione.

Creda, Signor Presidente, ai nostri saluti pacifisti, i più scoraggiati.

Tarascona 15/11/2006
Il delegato del Comitato FLAC dei Pays d'Arles
Joël LUNEL



Disegni di bambini rappresentanti esclusivamente scene di corrida a Labarthe-sur-Lèze

All'attenzione del
Signor Jean RAFENOMANJATO
Ispettore dell'Accademia della Haute-Garonne
Cité administrative - bât. F
Boulevard Armand Duportal
BP 636
31300 TOULOUSE CEDEX

Tolosa, 27 marzo 2005

Signore,

A Labarthe sur Lèze il 19-06-04 hanno avuto luogo, per la prima volta, dei giochi taurini.
Ci sono stati un rilascio di tori, detto, "encierro" e qualche passaggio con cappa, in una arena smontabile.
Durante la Feria, su dei pannelli elettorali, sono state esposti dei disegni di bambini di scuola pubblica, rappresentanti esclusivamente scene di corrida. Questa situazione ci è sembrata molto grave. E' chiaro che incitare i bambini a disegnare la tortura e la morte di un animale conduce alla banalizzazione della violenza, contrariamente all'etica dell'Educazione Nazionale.
Quando abbiamo appreso che gli organizzatori riorganizzavano questo genere di spettacolo di tauromachia, temendo che gli allievi fossero nuovamente interessati, abbiamo voluto avviare un dialogo con le due scuole di Labarthe.
Una insegnante della scuola Saint Louis ci ha confermato che, inizio gennaio 2005, il suo stabilimento era stato contattato dall'associazione taurina che preconizzava la fabbricazione di piccoli oggetti relativi alla corrida. Il beneficio della vendita di questi oggetti sarebbe andato alla scuola.
La scuola privata ha rifiutato questa offerta ed ha anche spostato la festa annuale per non fare un amalgama con questi spettacoli violenti.
Ci restava quindi soltanto di incontrarci con l'insegnamento pubblico. Perciò abbiamo indirizzato una lettera il 27 gennaio u.s. alla Signora Direttrice della scuola elementare, per chiedere un appuntamento e parlare con lei dell'infiltrazione della tauromachia nelle classi, coscienti del pericolo che rappresenta questo genere di proselitismo. Dopo un mese e mezzo di attesa, non avendo avuto risposta alla nostra lettera, abbiamo contattato la Direttrice, Signora Pedrola, per telefono. Ci è stato risposto:

  • Che lei non è responsabile dei disegni sulla corrida, realizzati dalla classe di CE1 (ndt: la prima elementare) nel 2004
  • Che gli insegnanti si erano riuniti per parlare della nostra lettera ed era stato concluso che essi "non avevano fatto niente di male".
  • Che noi non saremmo mai stati ricevuti dai responsabili.

Un'altra persona, senza presentarsi, ci ha gridato nell'apparecchio che non voleva vederci col pretesto che la nostra lettera era insultante, quando invece i nostri propositi erano assolutamente rispettosi e corretti. Dinnazi questo rifiuto di dialogo, noi ci indirizziamo a Lei per chiederLe di voler intervenire in modo che questa scuola di Labarthe sur Lèze non dia ai bambini una immagine inesatta della corrida! Il nostro solo scopo è la protezione dell'infanzia nel nostro paese, la corrida aggredisce i giovani per il suo sadismo e l'agonia di un animale in diretta può essere causa di disturbi per i bambini.
Nel quadro del decennio contro la violenza le domandiamo con grande convinzione, Sig.
l'ispettore dell'Accademia, di ben voler intervenire per evitare l'introduzione del proselitismo taurino nella scuola di Labarthe sur Lèze in particolare e nell'Accademia della Haute-Garonne in generale. La corrida non ha posto nell'Educazione Nazionale!
Non è assolutamente scritto nei programmi scolastici di iniziare gli allievi alla tortura animale.
RingraziandoLa sin d'ora dell'attenzione che vorrà accordare alla nostra richiesta, voglia gradire, Signor Ispettore dell'Accademia della Haute-Garonne l'espressione dei nostri più distinti saluti.

La delegata del Comitato
Françoise Latapie

Dall'Ispettore dell'Educazione Nazionale
Circoscrizione HG 11 - Muret

Alla
Signora Direttrice
Della scuola elementare di Labarthe-sur-Lèze
Ed ai suoi collaboratori

Muret, 2 maggio 2005

Oggetto: Denuncia del Comitato F.L.A.C.

A seguito delle lettere del Comitato F.L.AC. (Federazione Lotta per l'abolizione della Corrida) di cui le trasmetto copia, Le domando, nel caso in cui sia nuovamente organizzata una festa taurina a Labarthe-sur-Lèze, di non dare più il Suo appoggio a questa manifestazione.

Anche se non si tratta di corrida, è permesso di vedere, al di là dell'aspetto festivo, una azione di propaganda in favore della tauromachia e la tauromachia è uno spettacolo nel quale alla fine c'è la morte, recitata, ma anche vissuta in diretta nel sangue e nella tensione. La scuola non ha sicuramente la vocazione di associarsi a tali pratiche anche se esse possono rappresentare per certuni un elemento di identità culturale.

E poi, soprattutto, in uno spazio che deve essere quello della unione e dell'apertura, evitiamo il cammino dove regna la controversia.

G. HERTAUX

E' con immensa gioia che abbiamo preso conoscenza della lettera da Lei indirizzata alla Direttrice della Scuola Elementare ed ai suoi collaboratori, a seguito del nostro intervento del 27 marzo.
La Sua vigilanza ci riconforta e noi siamo particolarmente sensibili al fatto che Lei abbia avuto il coraggio di denunciare apertamente quello che copre la tauromachia di tipo spagnolo.
Quanto alla controversia generata dal soggetto corrida, così sensibile, essa non costituisce ai nostri occhi un reale handicap qualora potesse aver luogo qui o là un dibattito rigoroso.
Ciò che per il momento non è, malauguratamente, il caso.
Noi, effettivamente, siamo, per la più gran parte del tempo, confrontati ad una vasta propaganda in favore di una pratica indifendibile, implicitamente condannata dalla legge.
E' dunque rinnovandole i nostri più vivi ringraziamenti che noi, la preghiamo di credere nella certezza dei nostri sentimenti rispettosi e devoti.

Per il Comitato F.LA.C. Toulouse
La delegata
Françoise Latapie



Lettera al Presidente del Gruppo di studi sulla protezione dell'infanzia e della gioventù
Denuncia d'incitamento alla violenza giovanile.

Signor Deputato,

Veniamo a conoscenza del fatto che Lei appartiene al "Gruppo di studi sulla protezione dell'infanzia e della gioventù", nell'ambito dell'Assemblea Nazionale. La felicitiamo per questa nobile implicazione che non può avere che delle ricadute positive nella nostra società attuale e futura.
In conseguenza noi pensiamo che sia utile informarLa di alcune derive gravi che si producono nelle nostre regioni del sud ed a causa delle quali bambini ed adolescenti sono spettatori, ed anche attori di scene di crudeltà e di violenza.
Tra queste figura lo spettacolo della corrida, molto traumatizzante per dei bambini. Ora questi possono assistervi gratuitamente od a tariffa ridotta. E' il caso, tra gli altri, di Arles con il "passaporto per l'arena". Nella Catalogna spagnola, questi stessi spettacoli sono proibiti ai minori di 14 anni.
Peggio ancora ! Questa barbarie viene insegnata in scuole dette di "tauromachia spagnola". In queste abbiette "scuole", si insegna ai bambini, dall'età di 9 anni, a maneggiare il pugnale per uccidere degli animali.
Senza scrupoli peraltro, si fanno correre dei rischi a questi bambini, poiché li si mette di fronte a dei vitelli o delle vacchette che sono spesso più grandi di loro!
Queste " scuole di crudeltà " ricevono sovvenzioni dai Comuni, ma anche da Provincia e Regione e dalle volte dalle Casse di Allocazione Famigliare. Troviamo queste "scuole della vergogna" a Nîmes, Arles, Tarascona, St-Rémy-de-Provence, Cardet (vicino Alès), oltre che nelle Lande a Hagetmau e Campet-et-Lamolère.
Tutti questi raggiri nefasti vanno comunque contro il rapporto abbastanza recente della Signora Blandine Kriegel, psicologa, che accusa gli spettacoli di violenza d'avere degli effetti pericolosi sui giovani (Rapporto richiesto all'epoca da Jean-Jacques Aillagon, a quel tempo Ministro della Cultura).
Più recentemente, la Signora Claire Brisset, Difensore dei bambini , ha trasmesso il 10/12/2002 a Dominique Perben, Ministro della Giustizia, un rapporto che proponeva di migliorare il dispositivo di protezione dei minori nei confronti degli spettacoli di violenza.
Di fronte a questo stato di cose contradditorio e grave, ameremmo che nell'attesa di una interdizione definitiva degli spettacoli di crudeltà, siano emesse delle leggi contro tutte le incitazioni e pratiche della violenza giovanile in Francia.
Da parte nostra, abbiamo già avertito l'UNICEF di questa propaganda e dell'abbindolamento pericoloso esercitato verso i giovani. Questa messa in guardia è stata inviata quando abbiamo appreso che la città di Arles chiedeva di essere dichiarata presso l'UNICEF come "città amica dei bambini" mentre essa sovvenziona una delle scuole sopraccitate. Un tale paradosso ci sembra inammissibile.
RingraziandoLa in anticipo per l'impegno e l'aiuto che Lei potrà apportare in questo difficile ma necessario combattimento contro la violenza e la crudeltà, voglia gradie, Signor Deputato, l'espressione dei nostri più sinceri saluti.

Agde, 18 maggio 2005
Il Delegato alla Commissione Protezione Gioventù della FLAC
Joël LUNEL



Lettera di sostegno della Signora Claire Brisset, addetta alla Difesa dei bambini

1 giugno 20055
Signora Presidente,

Il Signor Jean POIGNET ha rimesso oggi alla mia attenzione una raccolta di foto e di ritagli di giornali riguardanti la violenza alla quale sono esposti i bambini che assistono a delle corride.

Io La ringrazio.

Questa documentazione sottolinea la crudeltà degli spettacoli taurini, le gravi conseguenze che possono risultarne per i giovani spettatori e denuncia il proselitismo.

Preoccupata dell'interesse e della protezione dei bambini, considero che la vostra iniziativa va nella buona direzione. Agire per tentare di avitare ai bambini di essere i testimoni o gli attori di pratiche crudeli su degli animali mi sembra non solamente utile, ma lodevole. Ne va del loro equilibrio e della conservazione dei valori morali che è nostro compito trasmettere.

E' interessante notare che la Spagna ha già legiferato in questo campo proibendo l'ingresso alle arene ai minori di 14 anni. In Francia, una proposta di legge, in questo senso, sembra sia stata recentemente deposta all'Assemblea Nazionale. Non ho dubbi sul fatto che la nostra rappresentanza nazionale darà un'accoglienza favorevole.

Con il mio più vivo incoraggiamento per il proseguo della Sua azione, la prego di credere, Signora Presidente, alla mia più distinta considerazione.

La Défenseure des Enfants
Claire BRISSET
104 bd Auguste Blanqui - 75011 Paris



Lettera al Preside del Collegio di Calvisson
(Gard / 30)

Signor Preside
del Collegio di Calvisson
Vignet Bas
30420 CALVISSON

Signor Preside,

Diversi genitori di allievi del Suo collegio, ci hanno resi partecipi del loro stupore e della loro indignazione di fronte ad una apologia della tauromachia iberica che si sarebbe svolta nel Suo stabilimento scolastico.

Questa riprobazione si basa particolarmente su due recenti fatti :
Una dimostrazione di "capea" effettuata l'anno scorso, all'interno del collegio, da giovani apprendisti toreri.
Un tema dato quest'anno da alcuni professori di francese a degli allievi di quinta. Sull'argomento del patrimonio culturale, figurerebbe la corrida con intervento di associazioni di tauromachia.
Noi parteggiamo del tutto l'inquietudine di questi genitori di alunni.
In primo luogo, contrariamente alla corsa camarghese, la corrida non fa parte del nostro patrimonio. E' stata introdotta in Francia nel 1853, dall'Imperatrice spagnola Eugenia de Montijo, dopo il suo matrimonio con Napoleone III.
In secondo luogo, per la sua crudeltà, la corrida è uno spettacolo incitatore di violenza, molto traumatizzante per bambini ed adolescenti. Fare l'apologia della corrida in un collegio, è andare in senso contrario al Bollettino Ufficiale dell'Educazione Nazionale del 16/5/1985 che afferma: "l'educazione al rispetto della vita in ogni sua forma".
Due recenti rapporti dimostrano gli effetti nefasti degli spettacoli di crudeltà e di violenza sui bambini.
Uno è steso dalla Signora Blandine Kriegel, psicologa, che accusa gli spettacoli di violenza di avere degli effetti pericolosi sui giovani (rapporto richiesto all'epoca dal Signor Jean-Jacques Aillagon, allora Ministro della Cultura.

L'altro, steso dalla Signora Claire Brisset, Difensore dei bambini, è stato consegnato il 10/12/2002 al Signor Dominique Perben, Guardasigilli. Questo rapporto propone di migliorare i dispositivi di protezione dei minori nei confronti di spettacoli comportanti violenza.
Di fronte a tutti questi argomenti ed al fine di calmare una certa inquietudine che si allarga tra i genitori degli alunni, noi crediamo, Signor Preside, che sarebbe saggio bandire, all'interno del Suo stabilimento scolastico, tutte le incursioni e dottrine della tauromachia spagnola.

Nell'attesa di una eventuale risposta calmante e rassicurante da parte Sua, creda, Signor Preside, ai nostri più rispettosi saluti.

Fait à Agde le 5 octobre 2005
Il Delegato alla Commissione Protezione Gioventù della FLAC
Joël LUNEL

Passaporto per l'arena (2005)

AIUTO !
I NOSTRI RAGAZZI SONO IN PERICOLO !

I toromaniaci si rendono ben conto che di generazione in generazione la barbarie delle arene è di meno in meno scelta dal pubblico. Per la redditività del loro sinistro commercio è dunque necessario, da parte loro, di formare, sin dall'infanzia e dall'adolescenza, i futuri "aficionados". E ci mettono i mezzi! Guardate un po':
Ad Arles sur Rhône (Bouches du Rhône/13), città di sangue per tradizione, gli organizzatori di corride hanno attivato una operazione di promozione, in più parti, nei confronti dei giovani. La rivista " Arènes-Infos " nel suo N° 17 di marzo 2005 descrive nel dettaglio le modalità di questa offensiva di seduzione. Ne trascriviamo qui di seguito l'essenziale.

" PASSAPORTO PER L' ARENA "
Favorizzare la passione del domani.
Per la prima volta una operazione globale in favore del pubblico di domani sarà messa in piedi ad Arles in occasione della prossima "temporada". In programma, iniziazione su grande scala e "passaporto per l'arena".
Arles innova et federa.
Come immaginare che la cultura taurina possa perpetuarsi, se quelli a cui incomberà un giorno di prendere il testimone vengono lasciati sulla porta dell'arena? Ora lo spettacolo taurino, unicamente finanziato dagli incassi che esso genera (1), è ad un prezzo elevato che lo rende inabbordabile dai piu giovani tra i quali si trova il pubblico e coloro che decideranno un domani. Nel mondo dei "toros", innovare è alle volte difficile, in ragione del peso delle abitudini, ma quanto sopra diventa una necessità. Che una grande arena francese si lanci in un ambizioso progetto che ha per obiettivo di permettere ai giovani di avvicinare la tauromachia in modo privilegiato, è talmente importante che per condurlo a buon fine sono state riunite attorno a "l'empresa" (2) ed alla città differenti entità, tra le quali la scuola taurina (1)che prenderà in carico le dimostrazioni pratiche all'Espace Toro, ma anche le collettività pubbliche (1), le associazioni, gli aficionados, i ganaderos ed i toreri chiamati a lavorare insieme per difendere il progetto.

Il pubblico di domani.
I giovani scolari, che vi parteciperanno, entreranno gratuitamente nell'arena all'occasione di molti spettacoli della feria, mentre, grazie al "passaporto per l'arena" tutti i minori di 20 anni che lo desiderano potranno assisteAre alla quasi totalità della stagione per una somma forfettaria equivalente ad un solo biglietto di entrata: 20 spettacoli per 35 euro per i minori di 20 anni, questa è l'iniziativa intrapresa dall''empresa (2) con il sostegno del comune (1).
Altrimenti detto, per 1,75 euro per spettacolo, i giovani potranno assistere alla maggior parte della stagione arlesiana. Peraltro, lungo l'intera stagione, saranno proposte ai detentori del passaporto per l'arena diverse attività al fine di far loro scoprire l'ecosistema delle "ganaderias" (3),le quinte del mondo della tauromachia e tutti i mestieri che la compongono. Queste ultime attività verranno svolte con il sostegno della Regione PACA (1)così come con quello di differenti associazioni professionali.

Quanti giovani risponderanno all'offerta che gli viene fatta ?
Si è nel limbo. Dieci, cento, mille ? Nessuno lo sa. Ciò che è certo è che tutto ciò si inscrive nella durata e che in questo modo l'empresa ed il comune hanno intrapreso un levoro di lungo respiro i cui frutti saranno colti tra qualche anno. Ciò che è sicuro anche, è che questa operazione pilota è destinata a fare degli emuli. Le città di Nîmes e Béziers hanno già manifestato il loro interesse. Ne va dell'avvenire della tauromachia, ciò che Arles, città di Tori, ha perfettamente compreso.

La cultura taurina (4) nel quotidiano
Si dovrà ora creare delle connessioni per accelerare il successo: perché non immaginare, per esempio, che i circoli taurini diffondano l'informazione presso i loro giovani aderenti o presso i figli dei loro aderenti, e prendano a loro carico le formalità semplificate d'iscrizione? Perché non immaginare anche che "il passaporto per l'arena" integri in ciascuna regione la lista delle attività proposte dagli organismi socio-educativi? Le piste sono numerose e gli sviluppi infiniti. A ciascuno di immaginare e di attuare ciò che meglio gli corrisponda. Ormai, con il "passaporto per l'arena" l'attrezzo di lavoro esiste, è sufficiente approfittarne perché fra dieci anni una nuova generazione di aficionados riempia le arene.

L'ACCESSO DEI GIOVANI ALLA CULTURA TAURINA.
La sopravvivenza delle culture taurine dipende dalle future generazioni, ciò che gli antitaurini hanno perfettamente compreso, visto che insistono per l'interdizione pura e semplice di ogni insegnamento relativo all'arte taurina (4) negli stabilimenti scolastici, non esitando a fare pressione sugli Ispettori d'Accademia come fu il caso a Saint-Sever nel novembre scorso.

Annotazioni della FLAC :
(1) Vi è la prova del contrario in tutto l'articolo visto che si tratta di sostegno della scuola taurina, del comune, della regione PACA, degli organismi socio-educativi, dunque ad ogni volta il denaro pubblico. Questa gente racconta menzogne, è ben risaputo.
(2) In italiano: impresa (che sta naturalmente per impresa organizzatrice di corride).
(3) Allevamenti di tori detti di " combattimento " in opposizione a " Manades " allevamenti dei tori addetti alla camarghese.
(4) " Arte e Cultura " sono dei vocaboli dietro i quali si trincerano regolarmente i difensori della pertanto crudele e barbara corrida.

Commento :
E' incontestabile, i protaurini sentono bene che il nostro combattimento sta aumentando di potenza.
I successi ottenuti a Saint-Sever (Landes) ed a Labarthe-sur-Lèze (Hte-Garonne) dove, ricordiamolo, gli Ispettori dell'Accademia, a seguito del nostro intervento, hanno fermamente chiesto agli insegnanti di non portare più il loro concorso alle manifestazioni taurine qualunque esse siano, li sta inquietando enormemente. Nei loro testi c'è la constatazione di un declino della tauromachia, manifestamente presente. E noi pensiamo che essi sono realisti, alla loro maniera, naturalmente.Alcune personalità del "piccolo mondo della corrida" comincia ad ammettere che si trata di una pratica crudele ed indifendibile (Jalabert, Baratchart etc ..).
Ma resta il fatto, per quello che ci riguarda, noi dobbiamo più che mai mobilizzarci per ostacolare queste manovre immorali. Dobbiamo, con tutti i mezzi, opporci ai depositari della violenza e del lucro che non si preoccupano assolutamente della salute mentale dei giovani che essi cercano di adescare vergognosamente.


Richiesta al Governo da parte di Valérie Pécresse

Deputata UMP della seconda circoscrizione delle Yvelines Valérie PECRESSE è anche relatore della missione di informazione sulla famiglia e sui diritti dei minori.

In data 4 gennaio 2005 la deputata ha interrogato il Ministro dell'Interno sulla estensione delle corride in Francia e sulla frequentazione delle arene da parte dei minori (vedere qui sotto).
La sua richiesta è stata finalmente girata al Ministro della Giustizia che le ha risposto il 23 agosto 2005 ignorando completamente la seconda parte della sua domanda che riguarda l'entrata dei minori agli spettacoli di corrida. Una volta ancora, ci poniamo la domanda: "Perché la corrida beneficia sempre di un regime di favore?". In effetti, se la legislazione in vigore (articolo 521/1 del Codice Penale) non ci permette di ottenere un reale avanzamento verso l'abolizione pura e semplice di questa ignobile pratica, ci sembra preponderante di poter almeno agire sulla protezione dell'infanzia e dell'adolescenza. Ebbene no! Il Ministro della Giustizia considera unicamente la giurisprudenza favorevole alla tauromachia iberica. Dobbiamo fargli notare che delle restrizioni riguardanti i minori esistono già per gli spettacoli di violenza e di pornografia? Senza dubbio. E non mancheremo di riprendere i contatti con la Signora Valérie PECRESSE perché questa questione non cada nell'oblio... governamentale in questa occasione.
Ma tutte le speranze non sono perdute. Quale prova la lettera di sostegno che abbiamo ricevuto dalla Signora Claire BRISSET, il Difensore dei Minori, a seguito dell'iniziativa di Jean Poignet corresponsable con Joël Lunel della commissione Protezione della Gioventù.
Noi affermiamo da sempre che l'evoluzione delle mentalità sarà una delle cause della disparizione della corrida. E' dunque con molta soddisfazione che notiamo questa dichiarazione della Signora Claire Brisset: "La rivoluzione delle mentalità deve ancora avere luogo".

Ministero interrogato: Interno
Ministero incaricato: Giustizia
Richiesta pubblicata sulla GU il: 04/01/2005 pagina 28
Risposta pubblicata sulla GU il: 23/08/2005 pagina 8047
Data di cambiamento d'attribuzione: 23/08/2005
Rubrica: arti e spettacoli.
Titolo dell'analisi: tauromachia. Analisi: interdizione
Testo della INTERROGAZIONE: La Signora Valérie Pecresse attira l'attenzione del Signor Ministro dell'Interno, della sicurezza interna e delle libertà locali sulle condizioni nelle quali si svolgono le corride in Francia. Ogni anno, molte centinaia di tori sono messi a morte nelle arene di Francia. Questo spettacolo è aperto a tutte le persone, anche ai bambini, contrariamente a quello che si passa in alcune provincie di Spagna che hanno limitato l'entrata nelle arene ai soli maggiori di 18 anni. Ella desidera sapere se lo Stato francese pensa prendere delle misure per controllare il numero dei tori messi a morte ogni anno, così come limitare l'età per l'entrata a queste manifestazioni la cui violenza può urtare la sensibilità dei più giovani. - Richiesta trasmessa al Ministro della Giustizia.

Testo della RISPOSTA : Il Ministro della Giustizia intende apportare all'onorabile parlamentare gli elementi di risposta seguenti : la Francia si è dotata sin da molti anni di un arsenale legislativo e regolamentare specifico in materia di protezione animale, specialmente sulla base di due articoli del Codice Rurale : l'art. 214-1 che considera l'animale come un essere sensibile e l'art. 214-3 che prescrive l'interdizione di cattivi trattamenti verso gli animali domestici o selvaggi, addomesticati o tenuti in cattività. Questi principi fondatori della protezione degli animali sono stati seguiti da numerosi regolamenti applicabili secondo le speci animali e le utilizzazioni alle quali sono eventualmente destinate. Gli articoli 521-1 e R654-1 del Codice Penale prevedono una eccezione alle incriminazioni dei cattivi trattamenti, delle sevizie gravi e degli atti di crudeltà commessi nei confronti degli animali, nel caso di corse di tori e di combattimenti di galli qualora si inscrivano nel quadro di una tradizione locale ininterrotta. L'interpretazione di questi articoli, in particolare per quello che riguarda l'area geografica di una tradizione locale, non è di competenza del potere legislativo ma appartiene ai tribunali.

La seconda camera civile della Corte di Cassazione ha fatto ancora una applicazione stretta di questo testo in un decreto del 10 giugno 2004 ricordando che "solamente l'esistenza di una tradizione locale ininterrotta fa ostacolo al fatto che si applichino ad una corsa di tori le disposizioni penali che sanzionano il fatto di esercitare sevizie gravi o di commettere un atto di crudeltà verso un animale domestico, o ammaestrato, o tenuto in cattività". Tuttavia, questa eccezione si inscrive nel quadro di un dispositivo rigoroso riguardante la protezione degli animali, assortito di disposizioni repressive rinforzate la cui messa in opera fa l'oggetto di una attenzione particolare. Conviene in effetti ricordare che la legge n° 99-5 del 6 gennaio 1999 ha aumentato le pene reprimenti le sevizie gravi di cui sono vittime gli animali da sei mesi a due anni di carcere e da 7.622 a 30.000 euro di ammenda. Essa ha inoltre permesso ai tribunali di pronunciare, a titolo di pena complementare, l'interdizione di detenere animali a titolo definitivo o temporaneo. Infine la legge n° 2004-204 del 9 marzo 2004, riguardante l'adattamento della giustizia alle evoluzioni della criminalità, ha rinforzato le disposizioni esistenti modificando l'art. 521-1 del Codice Penale, affinché le sevizie di natura sessuale commesse versogli animali siano represse come sevizie gravi per una migliore protezione degli animali sottomessi ad atti di zoofilia. La legislazione in atto e la sua ferma applicazione da parte dei magistrati sembrano dunque sufficienti per assicurare la protezione animale e nessun progetto è in corso attualmente presso la cancelleria per modificare il quadro giuridico esistente.


I " niños " nell'arena
Ma in quale mondo viviamo?

LA VERGOGNA ! Ad ARLES, la passione imbecille di certuni, la voglia di guadagno per altri e la paura di perdere qualche suffragio per i politici, fanno si che si sta condizionando i ragazzi in disprezzo della morale, dell'etica e del rispetto del mondo dei viventi utilizzando dei metodi d'indottrinamento degni dei regimi totalitari. La vergogna!

Tra i taurini non ci si nasconde più. Si afferma alto e forte la volontà di reclutare la gioventù per "formattare" gli aficionados di domani.
Francis Espéjo, membro del Consiglio di Amministrazione della scuola taurina di Arles dichiara nel quotidiano La Provence del 24 marzo 2005 : "La feria dei niños, bisogna farla, altrimenti l'aficion muore e nelle arene ci sono ormai soltanto degli anziani".
Il Sindaco di ARLES, Hervé SCHIAVETTI in persona, cauziona quasta infamia. Non ha forse dato la partenza della sfilata di circa 300 ragazzi dei "centres aérés" (ndt : centri dove si accolgono i ragazzi che non possono andare in vacanza) che hanno partecipato alla feria dei niños, nelle strade ed all' Espace Toro.
Aggiungete a questo il "Passaporto per le arene", che noi abbiamo denunciato, , e vi renderete conto della gravità della situazione. C'è pericolo quando tutto ciò che è amministrativo, politico, mediatico, giuridico ed associativo si lega in associazioni di questo tipo.
Altrettanto preoccupante è l'attitudine dei genitori che non si rendono conto della nocività e della pericolosità di questo arruolamento. Perché i fanatici della "muleta" hanno i denti lunghi! " Ciò che è importante è far venire i piccoli dall'esterno ", stima Paquito LEAL, direttore della scuola taurina. " Essi non vivono la feria come i piccoli di Arles. Bisogna creare una aficion per più tardi ". Secondo il direttore, questa feria dei niños verrà inscritta nel calendario di ogni anno. Sabato i bambini torneranno per assistere alla novillada. Nessuno dubita che dovranno trainare i loro genitori gli altri giorni, almeno per le animazioni taurine nella città. (La Provence del 24 mars 2005).
Estratta dalla canzone di Francis CABREL " La Corrida ", una domanda prende qui tutta la sua importanza: " Ma questo mondo è serio? "