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"Si vive in una società invasa dalla morale e dai dispensatori di lezioni. Non si ha più il diritto di fumare, di cacciare né di amare la corrida. Io, adoro la corrida!""
Charlotte DE TURCKHEIM |
All'attenzione di:
Madame Charlotte DE TURCKHEIM
Agenzia VMA - Rose Leandri
20, avenue Rapp
75007 PARIS
Agde, le 19 mars 2005
Agde, 19 marzo 2005
Signora, sembrerebbe che il "politically correct" Le scaldi le orecchie. In affetti, Lei, invitata da Michel Denisot su Canal+ nella trasmissione "Le Grand Journal" di venerdì 18 marzo 2005, diceva giustamente che " bisogna amare i bambini, che bisogna amare gli animali, ecc....", facendo così volontariamente una specie di provocazione motteggiando gli adolescenti che assistevano alla trasmissione, i quali non hanno comunque mancato di applaudire dopo qualche fischio, probabilmente "imbeccati" da un animatore nella sala.
Può darsi che Lei oggi si chieda la ragione per la quale facciamo riferimento a quest'ora passata su Canal+ per la promozione del Suo spettacolo "Non sono stata avvertita". E', molto semplicemente, perché essa fa eco ad una intervista da Lei rilasciata al settimanale femminile "Femme Actuelle", che è stata pubblicata sul n° 1052 del 22 novembre 2004 a pagina 17.
Nella "Lezione n° 1" delle Sue "Quattro verità" Lei dice testualmente: "JHo scritto questo show - Non sono stata avvisata - per protestare. Si vive in una società invasa dalla morale e dai dispensatori di lezioni. Non si ha più il diritto di fumare, di cacciare né di amare la corrida. Io, adoro la corrida! Ciascuno di noi, nel suo profondo, ha una parte di ombra. Più io vado lontano nell'humor nero e graffiante, più il pubblico applaudisce. Al mio spettacolo la gente si autorizza infine a ridere di ciò che li disturba o gli fa paura. E' la mia più bella vittoria!"
Affermando in questo modo di essere stufa di una società divenuta ai suoi occhi troppo civile, Lei incorre in una confusione per lo meno pericolosa.
Fumare non è interdetto. E' proibito affumicare le persone che non fumano e possono essere vittime di tabagismo passivo con possibilità di cancro ai polmoni! Questo argomento merita, Lei ne sarà d'accordo, una riflessione.
Anche cacciare non è proibito (purtroppo ci vorrà tempo!). Cacciare nel XXI secolo nelle nostre contrade dove il mangiare è in sovrabbondanza, dove i congelatori debordano di vettovaglie e i nostri cari piccoli flirtano con l'obesità, non è forse più un piacere morboso totalmente agli antipodi del rispetto della natura?
Ed infine per abbordare un un settore che cominciamo a ben conoscere, Lei dice "Io, adoro la corrida!", e ciò è perfettamente la prova che le nostre società non sono poi così "politically correct" come Lei sembra temere, visto che si può permettere questo tipo di affermazione.
E' necessario peraltro concludere che conviene lasciar perdurare delle pratiche immonde su pretesto che piacciono ancora ad alcune persone?
Se noi La seguissimo in questo ragionamento un po' provocatore, perché indignarci degli atti di brutalità che portano nocumento all'integrità degli altri (sessismo, razzismo, pratiche arcaiche tribali come l'eccisione, crimini d'onore ecc..., e la lista è molto lontana dall'essere esustiva!).
La giornalista Françoise Giroud scrisse in una delle sue prime "Lettere all'Espresso" : "Torturare è una soddisfazione intensa che si accordano certi individui in determinate situazioni. Noi siamo in una situazione dove qualche uomo (NDR- e qualche donna purtroppo) può gioirne pienamente invece di essere nternato in ospedali psichiatrici. A ciascuno di voi decidere se accettate di identificare il vostro paese a questi uomini". (*)
La questione è, in effetti, di sapere a chi noi vogliamo identificarci. E ci interroghiamo sulle ragioni che La hanno spinta ad accettare di interpretare il bellissimo ruolo della madre di un omosessuale torturato dai nazisti, durante la seconda guerra mondiale nel magnifico telefilm di Christian Faure "Un amore da tacere" diffuso su France2 lunedì 7 marzo scorso, poiché, facendolo lei ha moltissimo contribuito a denunciare una società molto "politically incorrect" e noi la ringraziamo.
Ma la barbarie sopravvive ancora abbondantemente in Francia, specialmente nelle arene fisse o smontabili. Ed il nostro lavoro consiste a dire ed a ripetere che il rispetto dei diversi mondi del vivente è un valore fondamentale universale che non dovrebbe essere trasgredito in tutta impunità!
Certo l'essere umano è infarcito di contraddizioni che vanno alle volte sino al paradosso.
Ma non dobbiamo forse noi insegnare a ridurre queste contraddizioni, queste parti d'ombra di cui Lei parla, per divenire almeno un po' più coerenti?
Per concludere, ci permetta di dirLe che da parte nostra continueremo la nostra iniziativa mirante ad ottenere l'abolizione definitiva della corrida, qui ed altrove, e che Lei potrà allora sempre affermare che adora la corrida, Lei non farà più ridere le persone, poiché torturare un animale non farà più ridere alcuno.
Questa sarà la nostra più bella vittoria!
Sperando vivamente che Lei ritorni a più nobili sentimenti in modo tale che noi potremo chiamarla "Cara Carlotta", Le inviamo i nostri saluti rispettosi, anche se rattristati.
Per la F.L.A.C.
La Presidente
Josyane QUERELLE-RIQUIER
(*) in "Françoise GIROUD, une ambition française" di Christine OCKRENT (in edizione economica) pag. 110.
Guy Carlier
Mentre erano presenti nello studio ONPP (ndt : trasmissione TV) lo scrittore Christophe Bourseiller che parlava di sette ed un invitato tutto truccato di bianco, bocca vermiglia ed occhi con paillettes, Lei ha gentilmente preso in giro Stephanie di Monaco, ricordando che era contro le corse dei tori perché (citiamo):
"I tori sono degli esseri umani come gli altri " !
Evidentemente, detto così, ed anche in modo differente, è una affermazione puerile che fa confusione tra i due generi
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All'attenzione di
Guy CARLIER
PAF Productions
6 bis rue Auguste Vitu
75015 Paris
Agde, le 28 marzo 2005.
Caro Guy Carlier,
Per una volta ci permetta di fare un piccolo intervento sul suo di intervento presso Fogiel, domenica 27 marzo 2005.
Mentre erano presenti nello studio ONPP (ndt : trasmissione TV) lo scrittore Christophe Bourseiller che parlava di sette ed un invitato tutto truccato di bianco, bocca vermiglia ed occhi con paillettes, Lei ha gentilmente preso in giro Stephanie di Monaco, ricordando che era contro le corse dei tori perché (citiamo):
"I tori sono degli esseri umani come gli altri " ! Evidentemente, detto così, ed anche in modo differente, è una affermazione puerile che fa confusione tra i due generi..
Ma non è lì la questione.
La questione sta nel fatto che Lei ha ripreso questa affermazione davanti a Christophe Bourseiller e non tutti possono sapere, ma lui lo sa, che è fratello di una certa ... Marie Sara, la più grande persecutrice di tori nelle arene.
Rimettiamo dunque le cose nel loro contesto al fine che nessuno ci possa accusare di non si sa quale incapacità di giudizio o, peggio ancora, di parzialità, e, cosa imperdonabile soprattutto, di mancanza di umorismo.
In breve ! L'invitato " borotalcato " (in riferimento al fatto che doveva esserci caduto dentro quando era piccolo !) stava per rispondere ad una domanda di Fogiel che si indignava di una foto mostrante simultaneamente un allevamento di polli in batteria e dei prigionieri in un campo di concentramento. Marc-Olivier ha detto precisamente che essa era di cattivo gusto ciò che evidentemente si discute, come direbbe un certo Delarue su un'altra rete pubblica.
L'invitato, sempre " borotalcato ", ha molto calmamente risposto che non era all'origine di questo documento poiché di trattava di un montaggio realizzato dalla organizzazione internazionale di protezione animale PeTA. Aggiungendo che secondo lui anche gli animali hanno il diritto di vivere.
E' a questo preciso istante che la dicharazione della principessa monegasca Le ha attraversato il cervello. Non è tanto il fatto che questa frase Le abbia attraversato il cervello che ha suscitato la nostra reazione, ma il fatto che per una volta che una personalità osa dire apertamente che è contro questa porcheria che è la corrida, si prende in giro la sua poca accortezza davanti al fratello di una "torera a cavallo" (matadora cioé assassina di tori).
Quanto a suo fratello, parlava di sette, dicendo che si tratta di sottocultura blasfema e che certe persone adepte di alcune di queste sette sono adepti del cornuto (sottinteso il diavolo).
Diamine! Noi che eravamo in Arles, l'week-end di Pasqua per condurre un combattimento contro la stupidità e contro l'oscurantismo veicolato dalla corrida, ne abbiamo visti non pochi di adepti di un altro cornuto…il toro, quest'ultimo non avendo evidentemente niente a che vedere, da vicino o da lontano, con quello precedentemente citato. Il toro in questione non essendo altro che il capro espiatorio di una diavoleria chiamata corrida.
Allora di grazia, Lei che sembra fare parte delle persone intelligenti, non cada nella facilità ambiente sottolineando la mancanza di accortezza perché, di rimbalzo, si arriva a prendere in giro dei cittadini che fanno opera continua denunciando un atto di violenza caratterizzata che, all'occorrenza, si esercita su un animale o, meglio, su degli animali, poiché conviene, in questa follia assassina, non dimenticare i cavalli che passano più di un cattivo quarto d'ora in queste satanesche arene del sud della Francia.
Nella misura in cui i fautori di ignominia hanno ai loro piedi tutti gli studi televisivi o quasi, tutti i giornali o quasi, tutte le radio o quasi, ci sembrerebbe giusto di non pestare indirettamente un po' troppo sui precursori che noi siamo.
Grazie infinitamente della sua attenzione poiché noi siamo, da parte nostra, molto attenti e molto sensibili a ciò che Lei può dire vicino a Marc-Olivier, ma anche presso Stéphane Bern su France-Inter e già ancora dalla trasmissione 7/9 presso Paoli, sempre su France-Inter.
Riceva, Caro Guy Carlier, l'espressione della nostra reale simpatia.
Per la F.L.A.C
La Presidente
Josyane QUERELLE-RIQUIER
NB : Constatiamo che la scelta dei rappresentanti della Protezione Animale non è veramente molto rappresentativa dell'immensa maggioranza delle Francesi e dei Francesi che si dichiarano, con nostra felicità, contro la persecuzione degli animali per l'80% il quale non è che sia composto da illuminati, anche se statisticamente ce ne sono per forza in mezzo ad essi.
All'attenzione dei Signori :
Hilaire de Crémiers, direttore della rivista.
Christian Wagner, direttore di redazione.
Benoît Gousseau, redattore capo.
jrap@politiquemagazine.fr
Agde, 26 gennaio 2006
Signori,
Nella presentazione di POLITIQUE MAGAZINE è indicato che si tratta di "una rivista d'informazione e di riflessione con assoluta franchezza del tono" e "che non è dipendente da alcuna moda".
A parte l'artcolo pubblicato nel n° 32 alle pp 44 - 47
Si ha l'impressione che non soltanto voi vi sottoponiate alla moda della tauromachia, ma che inoltre ne facciate l'apologia.
Eravate veramente liberi per poter apertamente dire in cosa consista esattamente la corrida, questa pratica per lo meno sanguinaria?
Al contrario, Bruno-Stéphane Chambon ricade nello stereotipo del tipo : " la corrida è un'arte codificata dove l'eleganza ed il coraggio prevalgono sulla brutalità selvaggia" (sottinteso il coraggio dell'uomo e la brutalità della bestia, naturalmente!).
Ma chi ha realmente assistito ad una corrida ed ha visto l'esecuzione che vi si svolge in ambiente chiuso non può decentemente pretendere che una tale esibizione sia il non plus ultra del mondo "artistico"! A meno che non sia stato stordito ad un alto livello dal sole che, durante il solstizio d'estate, batte molto forte nelle arene di Francia e di Navarra!
E' del resto quello che noi siamo inclini a pensare a seguito delle conclusioni del giornalista:
" Ci ricordiamo, per esserne stato il testimone stupefatto della faena 2004, durante la quale Javier Conde, i piedi ben piantati nella sabbia dell'arena e la testa tesa verso il firmamento, celebrò una messa di tauromachia dove l'affrontamento del toro e dell'uomo non era altro che una scena d'amore nella quale le oscillazioni della muleta ed i colpi di corna schioccavano come dei baci. ".
Travestire a questo livello una realtà talmente più prosaica costituisce della disinformazione.
Come anche l'interpretazione, totalmente di fantasia, delle origini della corrida stabilendo, senza la minima ombra di esitazione, una affiliazione con la preistoria viste le rappresentazioni degli oroch nei graffiti, cosa che nessun storico serio è riuscito a dimostrare.
Ed anche se fosse così, questo non conferirebbe per niente alla corrida il minimo aspetto di nobiltà.
La longevità di una pratica brutale non la rende per questo meno brutale!
Quanto all'evocazione molto succinta ed un po' beffarda dell'opposizione alla corrida, mostra bene, se ce ne fosse bisogno, da quale parte si sia situato subito il narratore che precisa: " Scommettiamo che gli innamorati del paese (NDLR : baschi) con la loro fierezza di montanari dei Pirenei (NDT: tra Francia e Spagna),sapranno difendere la loro eredità " in reazione al deputato Signora Muriel Marland-Militello qualificata di " deputato senza altre cause da difendere " visto che ha presentato una proposizione mirante a modificare la legge per arrivare all'abolizione della corrida.
Cosa che non piace veramente al suo collega dell'Assemblea Nazionale, un certo Jean Grenet deputato e sindaco dalla città di Bayonne e, tra l'altro, presidente del gruppo di studio sulla tauromachia nel seno delll'Assemblea Nazionale stessa.
Vi diciamo infine che numerosi sono i nostri aderenti che hanno reagito all'articolo in questione, scandalizzati dal modo in cui, ancora una volta, la corrida viene incensata.
Aggiungeremo anche che la vostra pubblicazione sarebbe stata " audace ed innovativa " (secondo i vostri propri termini) se essa avesse osato scrivere che la corrida, la quale consiste nel sottrarre un essere vivente e sensibile (all'occasione il toro) al suo ambiente naturale favorevole, per metterlo in condizioni artificiali tali che non possa fare altro che subire il benvolere dei suoi torturatori, è la peggiore delle vigliaccherie.
Sperando che abbiate la possibilità di avere un approccio un po' più obbiettivo del fenomeno corrida, vogliate gradire, Signori, l'espressione dei nostri sentimenti particolarmente circonspetti.
Per la F.L.A.C
La Presidente
Josyane QUERELLE
Domenica 19 febbraio 2006
La Cinq - Ripostes
Prima di iniziare la sua trasmissione, Serge Moati ci ha informato che il disegnatore Ali Dilem veniva condannato ad un anno di prigione per "caricature offensive".
Era stato l'invitato di " Ripostes " domenica 12 febbraio 2006.
Noi avevamo incontrato Dilem nel 1998. Ci aveva allora offerto un disegno intitolato "Chi uccide in Algeria?" ed aveva aggiunto nella sua dedica: "contro tutte le barbarie, soprattutto le corride."
Teniamo a dire qui tutta la nostra tristezza nel vedere come la lotta contro la violenza, sotto tutte le sue forme, sia ardua e quanta determinazione ci voglia ai difensori della libertà per non sprofondare di fronte all'immensa stupidità di una parte dell'umanità.
Quanto ad Ali Dilem sappia bene che noi pensiamo a lui.
| Zero - - - per la professoressa !
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Per quelli che non lo sapessero ancora, una corrida si svolge sotto la presidenza di una personalità della città o di una personalità invitata.
E' così che il giornale Sud-Ouest di venerdì 12 novembre 2004 ci informava sul fatto che " non è corrente che una corrida sia presieduta da una donna. E' ancora meno abituale che un tale spettacolo sia presieduto da una conferenziera della Sorbonne. E pertanto ieri a Saint-Sever, la signora Aracelli Guillaune Alonso, professoressa alla celebre università parigina, occupava il posto centrale sul palco dell'arena. Per una volta che si sarebbe potuto mettere un voto medio ad un professore, non sarebbe che per pura vendetta, ebbene no ! Bisogna constatare che la signora Guillaune Alonso ha meritato un " molto bene " tanto la sua presidenza fu impeccabile ".
Il nostro commento: Per noi sarebbe stato uno zero tondo, tondo per la professoressa! E nell'angolo dei somari per non essere stata capace di mandare al diavolo tutti questi scaldabanchi delle arene!
| "Essi " sono dappertutto - Cinema
Christian Clavier
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Nel film " Les visiteurs 1 ", Jacouille (Christian Clavier) utilizza il dentifricio " Email Diamant " sulla cui scatola appare un torero che si distingue nettamente.
Che si tratti ancora di un caso di pubblicità sublimale o è dovuto al fatto che il Signor Clavier ama la corrida?
Sappiamo del resto che l'attore è stato il bersaglio di una viva campagna di protesta da parte degli anti. Allora quando Midi Libre del 25 aprile 2004 ci informa che Christian Clavier non desidera più mostrarsi nelle arene ci si era chiesto: il vento starebbe per girare? "Questione di immagine" pensa il giornalista che sembra consolarsi aggiungendo "Per fortuna ci resta il presentatore della meteo Patrice Drevet che ha già riservato una camera all'Imperator: hotel caro agli "aficionados".
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L'Histoire : numero speciale consacrato alla Spagna
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Signora, Signore,
Nel numero speciale da voi consacrato alla Spagna, pubblicate un articolo sulla corrida del quale desidero criticare l'ultimo paragrafo. Affinché i miei propositi siano chiari, mi permetto di citare la frase in questione:
" La tauromachia mobilizza attualmente i deputati europei pronti a difendere i diritti di una minorità che reclama solamente la propria libertà di espressione. I viaggiatori inglesi del XVIII secolo erano ben riusciti a trovare delle virtù alla corrida. Allora perché l'Unione Europea deciderebbe di metterla a morte ?" (pag. 63)
Non vorrei entrare in una discussione ideologica sul soggetto della corrida, ma mi sembra tuttavia necessario di rettificare almeno due dati reali e fondamentali. In primo luogo, la minorità costituita degli aficionados non ha bisogno di reclamare la libertà di espressione. Infatti, questa libertà è loro già accordata: i media televisivi, radiofonici o della stampa offre loro un largo spazio, mentre gli anticorrida incontrano enormi difficoltà per far passare il loro messaggio. In secondo luogo quello che gli aficionados reclamano, è di poter torturare a morte degli esseri sensibili... con il denaro dei contribuenti europei. Tengo a disposizione dei vostri lettori dei documenti che mi sono stati inviati dall'Unione Europea, e che confermano che l'allevamento dei tori detti di combattimento è finanziato con il denaro europeo attraverso la Politica Agricola Comune.
Mi sarebbe stato molto gradito che la redazione scoprisse da se stessa questi errori prima della loro pubblicazione.
In allegato, le referenze di un libro che la Professoressa Hardouin Fugier ha recentemente consacrato alla storia della corrida. Permettetemi di invitarvi a pubblicare un articolo di questa grande erudita al fine di dare ai vostri lettori critici ed informati delle notizie di qualità che sono in diritto di attendere dalla vostra rivista.
Vi prego di gradire, Signora, Signore, l'espressione dei miei migliori sentimenti.
Fabian Battaglini
Ricercatore ed insegnate all'Università di Utrecht, Paesi-Bassi
Signore,
tengo ad informarLa che pubblicheremo nel nostro prossimo " Forum dei lettori " degli estratti della Sua lettera riguardante il nostro numero delle collezioni della storia dedicato alla Spagna.
Ringraziandola per l'interesse da Lei manifestato per la nostra rivista, voglia credere, Signore, ai miei distinti saluti.
Olivier THOMAS L'Histoire
| Incontro con Alya Al-Kanani, danzatrice di flamenco anticorrida
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Abbiamo reso visita alla danzatrice di flamenco Alya Al-Kanani il 19 giugno 2006 nel suo atelier a Brunswick, accompagnati da una amica giornalista.
Lo scopo della nostra visita era soprattutto di ottenere una propria impressione personale. Prima della nostra visita eravamo già informati sulla sua personalità e sul suo spettacolo anticorrida, sia telefonandole che andando sul suo sito Internet, oltre che per un articolo della rivista dedicata al flamenco "ANDA". Quanto segue è un riassunto delle nostre impressioni durante l'incontro e delle informazioni avute prima.
L'atelier d'Alya si trova nella fascia attorno al centro della città di Brunswick in un quartiere un po' alternativo. La porta, che, a quanto sembra, lei chiude solo quando non è in casa od in caso di cattivo tempo, è già aperta. Alya ci accoglie calorosamente.
Sin dall'inizio, c'è istintivamente un ottimo contatto tra lei e noi. Alya è una persona affascinante, aperta e rilassata. Ella ama ridere e non si ingaggia ostinatamente per la causa degli animali. Durante la nostra conversazione ritorna spesso sulle questioni relative alla corrida. Questo ci dimostra che il suo impegno è molto serio è che è molto toccata dalle sue esperienze spagnole.
Alya è nata in Germania. Sua madre è di origine tedesca e suo padre iracheno. Come molti giovani ha ha iniziato ad imparare la danza classica sotto la spinta dei genitori.
Successivamente, ha seguito una formazione professionale e trovato un ingaggio al teatro di Brunswick. Un avvenimento importante per lei fu il suo ruolo nella commedia teatrale " Nozze di sangue " di Federico Garcia Lorca nella quale ha scoperto la sua passione per il flamenco.
Immediatamente si è trasferita a Madrid dove ha preso dei corsi di flamenco presso la celebre "Academia Amor de Dios", una scuola tra le più anziane della capitale spagnola di grande rinomanza internazionale.
Molti danzatori celebri del mondo del flamenco hanno frequentato questa istituzione. Fu allieva di Tomás di Madrid e d'altri professori di alto livello. Quando restò senza soldi per pagare i corsi ed il pane, tornò in Germania per guadagnare un po' di denaro lavorando in fabbrica.
A Madrid, Alya era rimasta esterefatta per l'omnipresenza della corrida, particolarmente nell'ambiente del flamenco. Nel corso delle sue uscite a Madrid, ella ha sempre cercato di evitare i luoghi dove la corrida era presente. Non era certo facile. Non ha mai assistito ad una corrida e rifiuta il dogma "per parlare di corrida, bisogna vederla almeno una volta" e lei dice piuttosto " per conoscere il gusto di un uovo marcio non c'è bisogno di mangiarlo!" Inoltre lei ha paura di pestare qualcuno al primo "Olé"! Abbiamo citato le sue affermazioni per caratterizzare la sua personalità.
Dopo questa formazione ha aperto il suo atelier di flamenco a Brunswick con notevole riuscita malgrado un altro atelier concorrente nella stessa città. Come coreografa ha messo in scena molti spettacoli di flamenco ed ha danzato con Timo Lozano, Tomás de Madrid, Zenón ed altri grandi danzatori. Recentemente, all'inizio del 2006, ha creato nella tradizione del flamenco puro lo spettacolo "flamenco en el tiempo sin flores" (Flamenco nel tempo senza fiori) con la partecipazione di cinque artisti spagnoli rinomati.
Il flamenco che lei rappresenta non ha niente a che vedere con le rappresentazioni folcloristiche dotate di costumi sevigliani. Per lei il flamenco è una danza di espressione, con la quale si rivelano i propri profondi sentimenti sulla vita e sulla morte, l'amore, la gelosia, la tristezza ecc. L'età e la bellezza degli attori non hanno importanza. Al contrario ci sono dei ballerini e delle ballerine veramente in età che esprimono la loro bellezza interiore in una maniera impressionante. E' una estetica particolare che non è comparabile con quello che viene presentato nelle "feria".
Lo spettacolo "Antitaurinísmo", che ci aveva interessato e che era la ragione per la quale noi siamo andati a Brunswick, venne presentato da Alya per la prima volta nel 2002 e non è stato più ripreso. Le sue prime rappresentazioni a Brunswick, Hildesheim e Göttingen avevano avuto successo. Ha cessato di presentare lo spettacolo a causa della mancanza di coraggio del suo partner spagnolo. Dopo questa spiacevole esperienza era molto delusa, quasi depressa. La sua tristezza a causa di questo incidente perdura ancora. Abbiamo incoraggiato Alya di fare di tutto per poter riprogrammare il suo spettacolo.
Anke et Karl Daerner
Alya è sempre alla ricerca di un partner per continuare a produrre il suo spettacolo denunciante la corrida.
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© photo : Iréne Zandel Pour voir son site, cliquez sur la photo
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Extrait vidéo de son spectacle "Antitaurinísmo" |
Pour exécuter Divx
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| Lettera aperta ai media
Jacques Desmeules, Presidente della LFCV
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Signora, Signorina, Signore,
Anche se l'azione della nostra associazione è centrata sull'abolizione della tortura sperimentale sugli Esseri animali, per delle ragioni etiche incontestabili, essa lotta anche, sin dalla sua fondazione nel 1956, contro tutte le forme di crudeltà impunemente esercitate su degli esseri innocenti senza difesa e senza diritti, ciò che è il caso dei tori detti di combattimento, creazione puramente umana, di basso divertimento sanguinario di una crudele viltà.
Ma, anche se membro della Fédération de lutte contre les corridas (FLAC) e cooperante largamente con altre associazioni anticorrida francesi, d'Europa e del mondo, le nostre parole impegnano solo noi stessi.
Noi, evidentemente, non faremo appello ad un minimo di senso umanitario da parte vostra, poiché voi fate l'apologia della corrida e la promozione delle scuole di assassini, "matador" vuol dire "uccisore", non è vero? Certamente noi non apparteniamo allo stesso ramo del genere umano!
Al contrario, ecco gli elementi obiettivi che si oppongono incontestabilmente a questa pratica ed alla vostra propaganda procorrida senza un vero equilibrio di opinioni:
- La TV pubblica non vi appartiene, è una coproprietà dei cittadini telespettatori che vi pagano, ma che non possono esprimersi. Si vedono sempre le stesse cose…. delle trasmissioni senza rischio!
- A questo titolo e per delle ragioni elementari di deontologia professionale, dovreste dare la parola agli oppositori ; nel rifiutarglielo voi perdete ogni credibilità di obiettività giornalistica.
Qualche tempo fa, effettivamente, ci avete permesso qualche minuto di fronte ad un adepto di questa mafia, diciamo sfasato, incompetente sul soggetto ed irresponsabile.
- Sul territorio francese " uno ed indivisibile ", la legge è pertanto chiara, in merito alla protezione degli animali da parte degli umani:
La Legge 76.629 Articolo 9 del 1976 : "L'Animale è un Essere sensibile".
Il Codice rurale Articolo 276 de 1976 : "Interdizione di ogni cattivo trattamento".
La Dichiarazione Universale dei Diritti degli Animali 1978/1990.
La Legge 99.5 del 6 gennaio 1999, Capitolo V, Articolo 22, modificante il Codice Penale, interdicente esplicitamente ogni crudeltà sull'Animale qualunque ne sia il motivo.
"A questo riguardo la vivisezione è un'altra disposizione di eccezzione scandalosa".
- Ma, in parallelo, una ignominia scellerata è legalizzata - l'Articolo L625.1, che è una deroga al principio di non crudeltà - è stato predisposto dalla mafia della tauromachia, per autorizzare questi orrori nelle località di tradizione taurina ininterrotta, tradizione che non esiste in effetti, importata dalla Spagna dopo il 1873, epoca del matrimonio di Napoleone III con Eugénie DE MONTIJO, originaria dell'Estremadura, una delle regioni più barbare tra quelle spagnole, le cui città principali sono CACERES et BADAJOZ. La tortura dell'animale data in spettacolo non fa parte della nostra cultura.
- Questo non può essere accettato da dei legislatori moralmente corrottti e la nozione di località, che è peraltro ben chiara per ogni uomo onesto cioé una zona geografica ridotta e ben delimitata, venne dotata di una elasticità geografica tale, che fu estesa "legalmente" ad intere province!
Così che si potrebbe temere di vedere una comunità della tauromachia di Nîmes o di Arlès installata a Lille o alle Kerguelen, proclamare una continuità geografica di costumi! Niente disturba i falsari della legge.
- Ma anche in questo contesto di crudeltà legalizzata, i media dovrebbero, per rispetto all'eccezzione territoriale, trasmettere questi orrori unicamente nelle zone di eccezzione legale. Ma, in alcun modo sulla totalità dello spazio nazionale dove queste crudeltà non sono autorizzate!
Ora, tenuto conto degli imperativi tecnici di trasmissione TV o radio, ne trarrete voi stessi la conclusione logica che si impone.
- D'altra parte, per giustificare la promozione del crimine, voi invocate una specie di deontologia del dovere dell'informazione su quello che avviene, qualunque esso sia.
Non prendete i cittadini telespettatori o radioascoltatori, che vi finanziano, per degli imbecilli.
L'informazione su una catastrofe od una atrocità sopravvenuta da qualche parte nel mondo, è una cosa ; l'informazione per promuoverla è un delitto, e l'apologia delle scuole di assassini "Matadors", costituisce la premessa di nuovi crimini di sangue, per perpetuarne l'orrore!
Signore e Signori, fareste voi questa apologia di formazione di totrturatori e di assassini ritualizzati, se la vittima fosse umana? A meno che la società non rimetta alla moda i combattimenti di gladiatori volontari, con messa a morte, ma dotati di premi superfavolosi con i quarti le semifinali e la finale nazionale. Tutto è possibile peraltro. Questi combattimenti a morte esistono già in Messico, sotto la veste dal catch.
- Dovete sapere che le corride sono sicuramente truccate, attraverso varie "finezze" umane tra l'altro. L'afeitado delle corna (organi di reperimento): si tratta di segare la punta delle corna, con introduzione di una punta nella polpa. Immaginate tutto ciò nella vostra polpa dentaria. Questo per impedire al toro di valutare la distanza e di servirsene. Molti casi sono stati ufficialmente riconosciuti da controlli veterinari.
Da dove prendete dunque il diritto morale di far soffrire un innocente in modo metodicamente conteggiato, provocando delle emorragie interne sufficientemente programmate, perché questa feccia dell'umanità possa goderne a lungo?
Cosa può fare il toro contro le picche dei picador, la spada dell'assassino, il pugnale o " puntilla " che lo finisce entrando nel bulbo cerebrale? Cosa si deve provare? Perché, non importa chi, può con un'arma, uccidere un animale? Tutto questo lo sappiamo bene.
Siete voi innocenti, complici od incoscienti?
In conclusione, il nostro combattimento pacifico contro la crudeltà festiva e commerciale su un essere animale senza difesa od anche con, perché non ha scelto di trovarsi lì, e la promozione della violenza e della decadenza dei torturatori e dei guardoni è indegno di una società che si pretende civilizzata.
Questo combattimento lo vinceremo tutti insieme a livello europeo.
Allora, di grazia, non ritardate l'avvenimento ; già la Catalogna sta sbarazzandosi di questo orrore. Quando arriverà l'onore per la Francia di fare la stessa cosa sul proprio suolo? In effetti, l'Europa sociopolitica non potrà tollerare ancora per molto tempo questo abominio, mentre si proclama l'Umanesimo. E la gioventù che cresce condanna, nella sua più grande maggioranza, queste pratiche crudeli, orribili e degradanti, organizzate da certi affaristi sadici, che dovrebbero essere condotti in tribunale come dei criminali, conformemente alle disposizioni del Codice Penale francese.
Per quanto riguarda i trucchi che si aggiungono all'orrore, vi consigliamo di leggere l'eccellente opera " La corrida (nella collezione " Que sais-je ") di Eric BARATAY ed Elisabeth HARDOUIN-FUGIER
Jacques DESMEULES
Presidente della Ligue Française Contre la Vivisection
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