LA CORRIDA : NEGAZIONE DEI DIRITTI DELL’ANIMALE |
La corrida vorrebbe veder portare la codificata tortura del toro in cima all’Arte ed alla Cultura, sostenuta in questo dalla legge, dai politici, dai media.
Perché tanto odio ? |
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Lo stupido ,.... il bruto e ...l’innocente |
Storico: La corrida, quali origini ?
L’assenza totale di fonti prima dell’XI secolo ha permesso le interpretazioni le più diverse sulle sue origini.
Le diverse forme di tauromachia
Rare sono le persone che conoscono la differenza tra le diverse forme di tauromachia. Quindi è indispensabile, per una buona comprensione, evocare i giochi e le esibizioni comportanti l’utilizzo di bovini poiché, non dimentichiamolo, si tratta qui di considerare la sola corrida.
Comuni della lista conosciuti a partire "da tradizione"(2005)
Le frodi
I tauromaniaci pretendono, ben ipocritamente, che la corrida è un combattimento leale nel quale l’uomo e l’animale hanno delle possibilità uguali. Non ci siamo !
La corrida è un ostacolo al miglioramento della sorte di tutti gli animali
Una scuola di sadismo
Allevamento di tori detti “di combattimento”
I tori destinati alla corrida non rappresentano che una parte infima (1% massimo) della totalità dell’allevamento detto “ganaderia”. Ma è quanto meno un 1% di troppo, perché si tratta di diverse migliaia di tori sacrificati ogni anno in Europa in nome della Cultura e della Tradizione. Cifre malauguratamente in aumento dopo che la Spagna è ritornata di moda. Nel 1995, si contavano 35 “ganaderias” in Francia (la maggior parte nelle Bouches-du-Rhône).
Motivazioni degli spettatori di corrida.
Fissiamo sin d’ora che la corrida incanala spettatori dei due sessi di tutte le età e di tutte le condizioni. (Il denaro non è un criterio di selezione. Ci sono delle corride a vari prezzi e talvolta a bassi prezzi).
E’ un pubblico che va dall’adulto iniziato e consenziente (aficionado) a dei giovanissimi ragazzi condotti dai loro genitori, passando attraverso i pre-adolescenti o adolescenti, sino ai turisti curiosi di sapere cosa possa nascondere la misteriosa cinta di mura.
Una legge altamente contraddittoria:
Essa stipula l’interdizione di atti di crudeltà verso gli animali domestici o addomesticati o tenuti in cattività ed ammette peraltro una deroga per i Tori o per i Galli ai quali si può far subire le sevizie più orribili.
Le scuole taurine ovvero l’iniziazione al sadismo
“Matador de toros”, traducete letteralmente con “colui che uccide i tori”, è un “mestiere” che si apprende (sic!) nelle scuole taurine ! ! !
Sono delle scuole miste dove dei giovani, o dei bambini, apprendono sia le tauromachie autoctone che quelle iberiche.
In Francia si deve fare la distinzione tra le tauromachie che possiamo qualificare autoctone e quelle importate dalla Spagna alla metà del XIX secolo.
Alcune precisazioni!
| La corsa landese |
La vera corsa Landese appare verso la metà del XIX secolo. In effetti, gli allevatori che noleggiavano gli animali e gli “artisti” (saltatori e schivatori) trovarono nella regolamentazione la possibilità di guadagnare del denaro facendo pagare le loro prestazioni. Verso il 1900 le “vachettes” (mucche giovani) rimpiazzarono i tori e verso il 1920 la corsa Landese raggiungeva la sua forma attuale.
Cerchiamo di descrivere brevemente questo spettacolo che si svolge in arene a forma di ferro di cavallo o circolari (permettendo queste ultime di organizzare anche delle corride!!!). Le località sprovviste di arene noleggiano per l’occasione delle arene smontabili. I pertecipanti sono organizzati in squadre (cuadrillas) che comprendono un allenatore, sette schivatori, un saltatore, un addetto a tenere la corda e un mandriano. Queste squadre portano i colori dell’allevamento al quale sono abbinati.
La corsa comincia con il rilascio dell’animale che, privato di libertà, inizia a caricare le persone che si trovano sulla pista. Con l’eccezione della prima uscita, una corda, fissata alle corna, permette alcuni controlli dell’animale secondo la complicità che si installa tra la persona che tiene la corda e gli schivatori. Uno schivatore chiama la “vachette” che si scaglia nella sua direzione. La performance consiste nello schivare l”animale, il più tardi possibile ed il più vicino possibile, per una rotazione esterna o interna. Meno terreno concede lo schivatore, più l’exploit è apprezzato dal pubblico e dai giudici. Il salto al di sopra dell’animale è altrettanto spettacolare. Può essere semplice, a piedi uniti, pericoloso (rotazione al di sopra della testa), pericoloso avvitato o dell’ “angelo” (elegante figura consistente a sorvolare l’animale, concludendo la ricezione con una capriola). Alla fine della prestazione il mandriano richiama la vachette con il suo nome e questa rientra normalmente senza problemi nel suo box.
Noi vediamo in questo caso, malgrado l’uso di animali per il divertimento degli umani ? utilizzo condannabile per i difensori di animali che noi siamo ? che le vacchettes landesi non sono in reltà sottomesse a delle sevizie gravi e a degli atti di crudeltà. Del resto, alcune particolarmente “collaboratrici” fanno “carriera” per anche più di dieci anni, con il più grande piacere, sicuramente finanziario, dei loro proprietari. Come d’uso le corse landesi danno luogo al rilascio di giovani bovini nelle strade. Avviene allora che degli animali vengano maltrattati da degli energumeni eccitati dall’atmosfera e dall’alcool. All’occorenza alziamoci contro tali pratiche. Ricorderemo più avanti la relazione tra le corse landesi e le corride spagnole.
| La corsa Camarghese |
Si fissano sulla fronte del toro (o della vachette) 3 “attributi”: una coccarda rossa e due ghiande di lana bianca. I tre oggetti sono mantenuti a posto con delle stringhe arrotolate alla base delle corna. Dei giovani vestiti di bianco con in mano un quadruplo gancio metallico – il “raset” - tentano di strappare gli “attributi” del bovino che si difende caricando tutto ciò che gli si avvicina. Per scappare all’animale, i “raseteurs” sono spesso obbligati a sorpassare con un balzo la barriera in legno che limita l’arena. L’animale, portato dal suo slancio, urta la barriera più o meno violentemente.
Questo urto, detto “colpo di barriera”, prova, secondo i cultori, la combattività ed il valore dell’animale. Entro un quarto d’ora, il bovino, che abbia o no perso i suoi “attributi”, viene ricondotto al “toril” e si fa uscire l’animale seguente. Facciamo notare, al passaggio, che durante lo spettacolo dei “donatori”, il più spesso dei commercianti, fanno la loro pubblicità attribuendo dei premi in denaro per i migliori interventi dei “raseteurs”. Questi ultimi uniscono quindi l’utile a quello che loro stimano dilettevole.
Diversità delle tauromachie camarghesi
Altri giochi taurini coesistono con la corsa camarghese nella stessa regione: abrivado, bandido, bourgine, toropiscina, ecc...
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L'abrivado è l’ingresso dei tori nella località dove essi devono combattere. I bovini arrivano al galoppo, strettamente accerchiati da dei guardiani a cavallo, all’interno di due ali di curiosi e di cultori. Questi ultimi si sforzano di spostare il cerchio dei guardiani perché scappino alcuni tori. Si indovina facilmente che si tratta di un gioco violento e pericoloso. Il "bandido" è l’operazione inversa: i guardiani riconducono i loro tori dall’arena sino al pascolo, portati dai camion. |
Abrivado |
La “bourgine”, o “toro alla corda” consiste nel rilasciare nelle strade un toro ritenuto da una o due lunghe corde attaccate alle sue corna. Le corde eccitano la combattività dell’animale permettendone il controllo in caso di bisogno.
Il toropiscina è uno spettacolo detto “burlesco” che utilizza delle giovenche, con le corna protette da due sfere, in una arena il cui centro è occupato da un piccolo piano d’acqua.
Le critiche
In tutto quello che noi abbiamo evocato qui sopra, lo scopo degli uomini non è mai di uccidere oppure di ferire i bovini, ma solamente di giocare a loro spese. La differenza con la corrida spagnola e la corrida portoghese è dunque fondamentale. Questi giochi riguardano comunque un cattivo trattamento degli animali e sono occasione alle volte di ferite mortali per gli uomini e per gli animali.
Il quadruplo gancio metallico utilizzato dai “raseteurs” nella corsa camarghese buca alle volte un occhio ai bovini. In queste stesse corse, gli urti violenti degli animali contro la barriera sono fonti di traumatismi.
Quasi tutti i tori utilizzati in queste corse sono sommessi alla “castrazione”, operazione che consiste a renderli sterili spezzando, senza anestesia, i canali spermatici con una torsione mediante una pinza.
Sotto il pretesto dell’identificazione, tutti i bovini camarghesi e tutti i cavalli dei guardiani sono marchiati a caldo. Il giorno di questa marchiatura, si tagliano, senza anestesia, le orecchie dei vitelli e delle giovenche e dare una forma specifica a seconda di ciascun allevamento. Si tratta della “escoussure”. Questa doppia operazione di marchiatura, eretta a forma di spettacolo, dà luogo ad una festa venduta ai turisti sotto il nome di "ferrade". I cultori che pagano per vedere dei giovani animali inseguiti, gettati al suolo, brutalizzati, scottati e mutilati possono avere altri motivi che non siano il sadismo ?
Infine “abrivados” e “bandidos”, giochi violenti e pericolosi, provocano non solamente delle ferite, ma alle volte anche dei decessi. In questi ultimi anni, più sindaci sono stati tratti in giudizio a causa della morte di due persone nel corso di “abrivados”.
Ci dicono alle volte che le nostre forme di tauromachia autoctona sarebbero di diga contro la diffusione della corrida. E’ un errore manifesto. Le due regioni francesi dove esistono delle tradizioni taurine indigene – le Landes ed i paesi della Camargue – sono precisamente le due regioni di Francia dove la corrida si è meglio installata. Tutto avviene come se corse Landesi e corse Camarghesi avessero preparato le condizioni più propizie allo sviluppo della corrida.
| La corrida pedestre ed i suoi corollari |
Composizione della squadra :
Una “cuadrilla” si compone di 6 uomini. Ciascun toro affronta quindi 6 uomini alla volta:
- il “matador de toros” (colui che uccide i tori), in definitiva il torero, chiamato anche “espada” o “diestro” o “maestro”. E’ il capo della squadra e la sola star del gruppo. I suoi colleghi sono degli oscuri subalterni di cui gli spettatori ignorano i nomi.
- Due “picadors” chiamati anche “piqueros”, montati su dei grossi cavalli ed armati di una lunga picca.
- Tre “peones” che manovrano alternativamente la cappa e le banderillas.
Sei uomini armati, lungamente allenati e che agiscono di concerto contro un solo animale, novizio e che ignora tutto, è quello che alcuni chiamano un combattimento leale ad armi pari.
torturati a morte l’uno dopo l’altro
Primo atto: il “tercio” di picca
Quando l’animale esce dal “toril”, se non è stato precedentemente indebolito con delle manovre fraudolenti (corna tagliate, droghe, malattie, ecc.....), gli uomini non osano avvicinarglisi. Si accontentano di agitare le loro cappe per provocare il toro di lontano e si rifugiano quando carica dietro la protettrice barriera in legno che contorna l’arena. Per rendere l’animale toreabile, bisogna cominciare con l’indebolirlo. E’ il ruolo dei due “picadors” che entrano allora in pista. Le loro cavalcature sono dei pesanti cavalli da tiro protetti da una copertura imbottita a prova di corna ma che li protegge solo parzialmente. In caso di caduta gli sarà praticamente impossibile di rialzarsi divenendo una “facile preda” per il toro.I “picadors” provocano l’attacco del toro e, mentre questo si sforza di sollevare e ribaltare il pesante gruppo equestre, il picador di turno, con la sua lunga picca, infligge al toro una larga e profonda ferita sul garrese (tra le spalle). Se l’animale è invalido (ciò che è frequente nei nostri giorni), dopo il primo colpo di picca, i “picadors” ricevono l’ordine di ritirarsi. Se al contrario la “fiera” è giudicata pericolosa, può ricevere sino ed oltre 7 colpi di picca. La base del suo collo è allora tutta distrutta. E’ a colpi di testa che un toro si batte. Ferirlo alla base del collo significa disarmarlo. Dopo questo “castigo” (è il termine ufficiale) l’animale, spossato per la lotta, per le ferite e per il sangue perduto, rischia di “spegnersi” cioé di non battersi più, ciò che metterebbe fine allo spettacolo (!!), con grande delusione del pubblico che vuole averne per i suoi soldi. Per questo i picadors cedono il posto ai “peones” armati di “banderillas”. |
| Secondo atto: il “tercio” de banderillas : Le “banderillas” sono degli arpioni con un manico di legno. L’uomo, tenendo un arpione in ciascuna mano, provoca con i gesti e con la voce, la carica del toro poi, schivando l’animale, pianta le 2 banderillas sul garrese già martoriato dalle picche. L’operazione si ripete. Ciascun toro riceve così 3 paia di banderillas. Perché degli arpioni ?
Perché l’arma, una volta piantata nella carne, non possa distaccarsene. A ciascun movimento dell’animale, le banderillas dondolano, rimestando il ferro in ciascuna delle piaghe. Da ciò un forte dolore, rinnovato senza cesso. Vediamo bene il grado di sadismo che ci vuole per inventare, fabbricare ed impiegare tali strumenti di tortura? Reso furioso da questa continua sofferenza, il toro, benché indebolito per le sue ferite, si getta sul drappo teso dai suoi torturatori, moltiplica le cariche, bruciando nel combattimento tutte le sue riserve di energia.Quando lo si giudica poco combattivo, gli si applicano delle banderillas nere, più lunghe e quindi più dolorose. Una volta, ai tori “mansos” (troppo pacifici) non si esitava a piantare delle banderillas infiammate e le relative bruciature erano destinate a rendere l’animale pazzo furioso. Questa epoca, fortunatamente sorpassata, non è così lontana e suggerisce delle oscure riflessioni sull’intimo del “cuore umano”. Stimolando così l’animale per meglio stancarlo, lo si prepara per l’ultimo atto: la messa a morte. |
| Terzo atto: il “tercio” della morte (detto anche della muleta) : I “peones” cedono il posto al capo della squadra: il “matador” (colui che uccide). E’ armato di una spada e di una muleta (pezzo di stoffa rossa) con la quale attira e dirige le cariche del toro.
Mano a mano che l’animale si sfinisce, le sue cariche si fanno sempre più corte. Quando l’uomo giudica che la sua vittima è al limite delle forze e che essa è ben piazzata, gli fa abbassare la testa presentandogli la muleta a raso suolo e gli pianta la spada nel garrese già martirizzato dalle picche e dalle banderillas. L’uomo non essendo molto più alto dell’animale, non può piantare la sua arma verticalmente, ma secondo un angolo di 45 gradi circa in rapporto alla verticale. La lama quindi non può mai raggiungere il cuore. Al massimo essa taglia dei grossi vasi sanguigni vicino al cuore, cosa che, per emorragia interna, provoca la morte in qualche minuto.L’abile “uccisore” viene allora applaudito dalla folla. Ma molto spesso, l’arma penetra solo per la metà o, mal diretta, esce dal fianco. Spesso essa perfora un polmone. La vittima sembra allora vomitare il suo sangue e muore per asfissia. Quando il primo colpo di spada non uccide abbastanza presto, un “peon” scivola dietro al toro e, con un gesto veloce, ritira la spada. La restituisce al matador che ricomincia la messa a morte. Non è raro che dei tori ricevano così 5 o 6 colpi di spada e spesso anche di più! Ciò è frequente nel caso di “novilladas”, corride dove si affrontano tori giovanissimi e “matadors” debuttanti, più o meno maldestri. In tutti i casi un colpo di grazia viene dato alla nuca, per sezionare il midollo spinale, con una spada speciale (descabello) o un pugnale (puntilla).Non resta altro che far venire un traino di cavalli o di muli (arrastre) per trascinare il cadavere fuori dalla vista del pubblico. I valletti di pista (areneros) con dei rastrelli, cancellano le tracce di sangue sulla sabbia e si possono aprire le porte del “toril” alla vittima seguente. Tra l’entrata in pista di ciascun toro e l’uscita del suo cadavere, scorrono circa 20 minuti. Una corrida dura due ore. Sembra che questa successione di supplizi costituisca il più bello spettacolo del mondo. Voi e noi non comprendiamo niente di questa bellezza. |
Le “novilladas “ con la picca :
Le “novilladas “ senza picca :
Le “becerradas” :
Le “tientas” :
Le “capeas”:
I festival taurini :
| La corrida a cavallo o corrida dei “rejones” |
Le origini
Come la corrida pedestre, la corsa di “rejones” si svolge in 3 “tercios”, cioé in tre atti.
| Primo atto : il “tercio de salida” ![]()
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Entrando nell’arena il toro si trova confrontato ad un cavallo molto agile, montato da un uomo vestito alla moda andalusa. Il cavaliere tiene in mano un’arma chiamata “rejon di castigo” . E’ un lungo manico di legno prolungato con una lama di pugnale. L’insieme ha l’aspetto di un giavellotto. Il cavaliere detto “rejoneador” o “caballero en plaza” provoca la carica del toro galoppando verso di lui. Il cavallo, allenato a questo scopo, schiva di giustezza il colpo di corna e, mentre i due animali si sfiorano, l’uomo ne approfitta per piantare la sua arma tra le spalle del bovino. Un “rejon” è concepito per rompersi in due pezzi: la lama resta piantata nella carne mentre il “caballero” resta con il manico tra le mani. Dopo un inseguimento, il toro, distanziato dal cavallo, si immobilizza. Il torero si fa dare un altro “rejon”, si slancia e pianta questa seconda arma come la prima. Alla fine del primo “tercio”, il toro porta, inserite tra le spalle, 2 o 3 lame di acciaio lunghe 15 centimetri. Sanguina molto ed, a ciascun passo, è un supplizio. |
| Secondo atto : il “tercio” di banderillas
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Una banderilla, come già detto, è un arpione in acciaio con un manico di legno. Perché un arpione? Perché la punta, una volta piantata nella carne, ne resti fissata. A ciascun movimento dell’animale il manico della banderilla dondola, rimescolando il ferro nella piaga. Questa tortura continua ha per scopo di provocare la collera dell’animale, di aumentare la sua combattività, senza la quale non ci sarebbe né combattimento, né spettacolo. Il regolamento taurino autorizza il “rejoneador” a piantare sullo stesso toro 4 banderillas lunghe e 3 corte. Alla fine del secondo “tercio”, il suppliziato è pieno di banderillas e spossato sia per gli inseguimenti che per le ferite ed il sangue perduto. |
| Terzo atto : il “tercio” della morte
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Se i “rejones” di castigo, utilizzati nel primo “tercio”, terminano con una lama di pugnale, i “rejones di morte” hanno una lama di spada. Per l’esecuzione dell’animale ferito, il “caballero” ha diritto a 3 “rejones”, quindi a 3 prove. Dopo di che, se il condannato vive ancora, il cavaliere deve mettere piede a terra per finirlo o lasciare questo compito ad un altro torero. |
Osservazioni
In questi ultimi anni, i “rejoneadores” hanno preso l’abitudine di mettersi a due contro un solo toro, quello che aggrava ancora l’ineguaglianza del “combattimento”. Infine, mentre il toro si sfinisce, i cavalieri cambiano di cavallo quando le loro cavalcature sono stanche ed utilizzano in genere un cavallo differente per ciascun “tercio”.
Conclusion
| La corrida portoghese detta anche “forcados” |
| REPARTO | CITTÀ | Anno di costruzione delle arene | Capienza |
| 11 / AUDE | CARCASSONNE | MOBILE 2002 | 3000 |
| LEUCATE | MOBILE | ||
| AZILLE | MOBILE | ||
| 13 / BOUCHES DU RHÔNE | ARLES | FISSO 1er SECOLO | 14000 |
| CHATEAURENARD | FISSO 1880 | 4200 | |
| GIMEAUX | FISSO 1991 | 280 | |
| ISTRES | FISSO2001 | 3300 | |
| MEJANES | FISSO1955 | 4200 | |
| PORT ST LOUIS | FISSO 1977 | 2000 | |
| ST MARTIN DE CRAU | FISSO 1960 | 1800 | |
| ST REMY DE PROVENCE | FISSO 1860 | 2100 | |
| STES MARIES DE LA MER | FISSO 1932 | 4300 | |
| SALINS DE GIRAUD | FISSO 1908 | 500 | |
| TARASCON | FISSO 1953 | 1100 | |
| 30 / GARD | ALES | FISSO 1891 | 2700 |
| BEAUCAIRE | FISSO 1855 | 5000 | |
| BELLEGARDE | FISSO1920 | 1500 | |
| CAISSARGUES | FISSO 1994 | 1000 | |
| FOURQUES | FISSO 1920 | 900 | |
| LE GRAU DU ROI | FISSO 1961 | 3200 | |
| NIMES | FISSO 1er SECOLO | 16000 | |
| SAINT-GILLES | FISSO 1938 | 2500 | |
| ST LAURENT D'AIGOUZE | FISSO 1966 | 1100 | |
| VAUVERT | FISSO 2004 | ||
| VERGEZE | FISSO1967 | 2500 | |
| 31/ HTE GARONNE | FENOUILLET | MOBILE 2003 | 9500 |
| RIEUMES | MOBILE | 3000 | |
| 32 / GERS | AIGNAN | FISSO | 2500 |
| CAZAUBON | FISSO | 1750 | |
| EAUZE | FISSO 1978 | 3600 | |
| GIMONT | MOBILE | 3500 | |
| LE HOUGA | FISSO 2003 | 1150 | |
| PLAISANCE DU GERS | FISSO | 2200 | |
| RISCLE | FISSO 1900/1950 | 200 | |
| 32 / GERS | VIC-FEZENSAC | FISSO 1931 | 6860 |
| 33 / GIRONDE | CAPTIEUX | MOBILE 1986 | 1500 |
| FLOIRAC | FISSO 1987 | 7200 | |
| LA BREDE | MOBILE 1999 | 4000 | |
| 34 / HERAULT | BESSAN | MOBILE | |
| BEZIERS | FISSO1897 | 13100 | |
| BOUJAN SUR LIBRON | MOBILE | ||
| LUNEL | FISSO 1861/1981 | 3800 | |
| MAUGUIO | FISSO 1934/1988 | 2000 | |
| PALAVAS LES FLOTS | FISSO 1966 | 4600 | |
| 40 / LANDES | AIRE SUR ADOUR | FISSO 1971 | 4000 |
| BOUGUE | FISSO | 1200 | |
| BROCAS | FISSO | 1000 | |
| DAX | FISSO 1911/1932 | 9000 | |
| HAGETMAU | FISSO 1963 | 3700 | |
| MAGESCQ | FISSO1988 | 1600 | |
| MONT DE MARSAN | FISSO1889/1935 | 7400 | |
| MUGRON | FISSO 1906 | 2500 | |
| PARENTIS EN BORN | FISSO 1927 | 3800 | |
| POMAREZ | FISSO 1932/1958 | 3100 | |
| PONTONX SUR L'ADOUR | FISSO1936 | 2800 | |
| RION DES LANDES | FISSO 1930 | 1500 | |
| ROQUEFORT | FISSO 1951 | 3700 | |
| SAINT PERDON | FISSO 1953 | 2000 | |
| SAINT SEVER | FISSO 1931 | 3800 | |
| ST VINCENT DE TYROSSE | FISSO 1927 | 5000 | |
| SAMADET | FISSO 1950/1972 | 2000 | |
| SOUSTONS | FISSO 1914 | 3000 | |
| VILLENEUVE DE MARSAN | FISSO 1911 | 2200 | |
| 64 / PYRENEES ATLANTIQUE | BAYONNE | FISSO 1893 | 10400 |
| GARLIN | FISSO | 1800 | |
| ORTHEZ | FISSO 1927 | 3300 | |
| 65 / HAUTES PYRENEES | CASTELNAU RIVIERE BASSE | FISSO | 1200 |
| 66 / PYRENEES ORIENTALES | BOURG MADAME | MOBILE 1998 | 1200 |
| CERET | FISSO 1922 | 3750 | |
| COLLIOURE | MOBILE | 2000 | |
| MILLAS | FISSO 1990 | 1500 | |
| 84 / VAR | FREJUS | FISSO 1ER SECOLO | 3000 |
Abbiamo visto che l’animale arrivando dai suoi pascoli, totalmente inesperto, viene combattuto da una squadra di sei uomini perfettamente allenati ed aguerriti. Ma questa è la regola. La loro regola. Quella degli “aficionados”. Eppure la regola non basta e differenti pratiche fraudolenti sono inflitte all’animale per diminuire o addirittura eliminare i rischi.
Le droghe
La stampa specializzata in corride diviene sempre più l’eco di frodi consistenti a neutralizzare la combattività dei tori attraverso la somministrazione di neuroplegici, di miorilassanti e di sedativi qualche minuto prima di entrare nell’arena.
La selezione genetica
Consiste nel “fabbricare” degli animali molto pesanti ed impressionanti, ma poco combattivi ed incapaci di tenersi sulle loro zampe anteriori (mancanza di muscolatura e obesità). La selezione si fa anche a livello del “carattere” del toro che si vuole “collaboratore” e che carichi solamente il drappo e mai l’uomo (o la donna da qualche tempo!).
L’alimentazione dei tori
Fa sempre più appello agli alimenti misti (“pienso”) e favorisce la presa di peso e di volume impressionanti di cui abbiamo parlato più sopra.
Degli autori degni di fede, come i cronisti taurini e i veterinari, hanno denunciato delle pratiche quali lo schiacciamento della colonna vertebrale con dei pesanti sacchi di sabbia lanciati sul dorso dell’animale prima della corrida. E’ quasi certo che i tori subiscono questa ed altre sevizie gravi dovute all’ingegnosità sadica di quelli che ne hanno “cura” !
Citiamo ugualmente le condizioni di trasporto dal pascolo sino al luogo del sacrificio che sono di una crudeltà intollerabile (tempi di viaggio perfino di 24 ore per venire particolarmente dall’Andalusia), mancanza di spazio (gli animali non possono riposare), niente acqua e cibo, ecc...ecc...
Si può ugualmente qualificare di frode grave, commessa questa volta nell’arena, la pratica consistente per i “picadors” di dare dei colpi di picca non nel “morillo” (legamento della nuca) ma dietro a questo, specificatamente nella colonna vertebrale. Quando si sa che la picca può penetrare sino a 20 cm e più nel dorso dell’animale, si immagina con orrore il risultato di una tale crudeltà. Il sindacato spagnolo degli allevatori si è del resto pronunciato con forza contro queste frodi.
Il toro detto di corrida non è un bovino a parte con un “gene dell’aggressività”. Egli dispone dello stesso numero cromosomico ( 2n = 60) degli altri bovidi domestici.
L’ uro è certamente loro parente comune.
| IL COMPORTAMENTO DEL TORO |
Un toro su misura
Esistono due tipi di “aficionados” (vedere “Pavé dans l’Arène” n° 7). |
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| Per i “toristi” , i “ganadieros” dovranno fornire un toro molto combattivo, come celebri Miuras che discendono dalle mandrie di razza Cabrera, Vistahermosa e di Navarra. | Per i “toreristi” gli allevatori hanno piuttosto ricercato un toro più docile, per non dire idiota, che accompagnerà il torero nei suoi gesti coreografici, senza che questo sia preoccupato dai colpi di corna. |
La legge 10 Luglio 1976 ha inspirato gli articoli del Codice Penale relativi alle violenze sugli animali: il primo capoverso dell’articolo 521-1 condanna le sevizie gravi o gli atti di crudeltà verso gli animali ma indica al capoverso 3: Le disposizioni del presente articolo non sono applicabili alle corse dei tori quando una tradizione locale ininterrotta può essere evocata. Esse non sono inoltre applicabili ai combattimenti dei galli nelle località dove una tradizione ininterrotta può essere dimostrata.
La F.L.A.C., stimando che la legge è una ed indivisibile, lotta per l’abrogazione del 3° capoverso dell’articolo 521-1 del Codice Penale.
Il costo dei tori e la remunerazione dei toreri non sono indicati su alcun documento scritto. Sono tenuto segreti. Gli organizzatori di corride (quasi sempre dei comuni) possono così ingannare il fisco, falsificare le fatture e rubare ai contribuenti.
Queste malversazioni, molte volte denunciate dalla Camera dei Conti, restano sempre impunite.
Perché questa impunità? La corrida ha dato nascita ad una mafia, la toromafia, con la sua rete di complici altolocati, particolarmente nei partiti politici e nei media.
Risultato: mentre l’83% dei Francesi disapprovano la corrida, quasi tutti i partiti politici e quasi tutti i media la sostengono. (“Charlie Hebdo”, le riviste “Science e Nature” e “Biocontact” si sono chiaramente espressi contro la corrida. Le nostre felicitazioni!).
| A ALLIOT-MARIE Michèle Midi Libre 11 6 2000
B
C
D
E
G
H
J |
L LACUEY Conchita LANDOUZI Bernard LAVILLE B La Provence 14 9 98 LONCLE François La Provence 14 9 98
M
O
P
R
S
T
V |
Ovvero l’iniziazione al sadismo
Scuole private, esse sono pertanto sovvenzionate dalle collettività territoriali. A titolo di esempio, la municipalità di Arles ha accordato alla sua scuola taurina una sovvenzione di 50.000 franchi (7.622,45 Euro) nel 1997 ed altrettanti nel 1998.
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LISTA GENNAIO DEL 2005 DELLE SCUOLE DI BULLFIGHTING IBERIQUE
Arles (Bouches-du-Rhône / 13)
Béziers (Hérault / 34)
Campet et Lamolere (Lande / 40)
Cardet (Gard / 30)
Hagetmau (Lande / 40)
Istres (Bouches-du-Rhône / 13)
Nîmes (Gard / 30)
Saint Remy de Provence (Bouches-du-Rhône / 13)
Tarascon (Bouches-du-Rhône / 13) |