2006

© Jérôme Lescure
Stop ! La corrida non è un destino!
Azioni
Ordine del giorno delle manifestazioni
Il COLBAC e la FLAC incontrano André Vézinhet Senatore e Presidente del Consiglio Dipartimentale dell'Hérault
Una prima a Mauguio !
Gli anti c'erano !
La Mercedes da Margé !
"Toro de la Vega": discesa agli inferi!
Lettera al filosofo Michel Onfray
Segolène Royal : "La corrida è uno spettacolo magnifico"
Trovare l'armonia!
Lettera a Marie-José Justamond
Fondatrice del Festival "Les Suds" a ARLES

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Se i tori dell'Andalusia e d'altrove potessero parlare...

Etica e storica
La corrida è indifendibile !
detto da Olivier Baratchart Direttore dell'Arena di Bayonne !!

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Il COLBAC e la FLAC incontrano André Vézinhet
Senatore e Presidente del Consiglio Dipartimentale dell'Hérault
Lunedì 10 aprile 2006
Béziers : Palazzo dei Congressi, sala Yves Nat - ore 18.00
Il Consiglio Generale del Dipartimento dell'Hérault incontra i suoi amministrati
Presidente : André VEZINHET (Senatore)

Presenti gli anticorrida:
FLAC : Josyane Querelle - presidente
COLBAC : Robert CLAVIJO - presidente e Christian FAYOS - vicepresidente

Il Consiglio Generale debutta questi incontri per rispondere insieme alla domanda:
"Quale avvenire per questo dipartimento dell'Hérault?"

Nel corso di questi incontri le questioni riguardanti l'ambiente occupano il primo piano essendo una della maggiori preoccupazioni di questo dipartimento, che bene o male accoglie ogni anno 15.000 nuovi arrivati, l'approvigionamento di acqua potabile.
La seduta debutta dunque con la presentazione di due documenti filmati seguiti da una serie di domande alle quali i differenti consiglieri generali danno una risposta, Presidente in testa.
Il problema delle corride non può essere abbordato che attraverso il loro finanziamento da parte di questa collettività territoriale.
Ed è così che la Presidente della FLAC si rivolge al Presidente André Vézinhet, facendo notare che la sua domanda riveste meno il lato tecnico o pratico (selezione dei rifiuti/scarti tossici/prelevamento e utilizzazione dell'acqua) e di più un punto di vista etico.
Ella fa anche osservare che se "si deve avere una evoluzione della scienza (in riferimento ad una risposta data dal Presidente Vézinhet in merito agli OGM), ci deve senza dubbio essere anche una evoluzione delle coscienze.
Precisa ancora che la sua domanda e veramente indirizzata al Presidente del Consiglio Generale, ed ancora di più al Senatore, poiché essa riguarda non solo il territorio di Béziers e dell'Hérault, ma anche l'insieme dei cittadini francesi, vedi europei, che lottano contro la violenza sotto tutte le sue forme.
E quindi la domanda: "E' possibile sperare ragionevolmente che il Consiglio Generale non finanzi, né cofinanzi, una pratica innegabilmente apportatrice di violenza e di crudeltà chiamata corrida?". Il Presidente del Consiglio Regionale risponde senza agitarsi che si tratta di una questione difficile nella misura in cui ci sono i "pro" ed i "contro"! E che per gli amici degli animali c'è la morte del toro!
Ma egli aggiunge: "quando si vede la contentezza popolare!"
Ed ancora: "Fermo restando quanto detto, il vostro combattimento è rispettabile ed io lo rispetto!"
I presenti nella sala che si erano agitati alla domanda, hanno in ogni caso ascoltato calmamente le risposta di André Vézinhet. Infine, verso le 20 e mezza, la seduta viene chiusa con un invito della consigliera Eliane Bauduin (sola rappresentante femminile) a distrarsi nella hall dove era stato preparato un buffet.
Mentre a poco a poco i partecipanti si avviavano verso casa e la hall si vuotava, il Presidente del Consiglio Regionale si avvicina agli oppositori della corrida per un ultimo scambio di opinioni, piuttosto conviviale, lanciando loro con un sorriso: "Ma se non ci sono più corride, non ci saranno più feria!"
E gli "anti" obiettano che su un milione di partecipanti alla feria (cifra da lui avanzata), solo un totale dal 3 al 5% partecipano alle corride, le quali sono quasi tutte deficitarie.
Il Presidente precisa malgrado ciò che, secondo lui, la corrida resta il centro della feria e ne rappresenta il perno centrale. Confessa ugualmente di aver assistito solo due volte alla corrida e di non aver veramente compreso l'infatuazione per questo tipo di spettacolo.

Il nostro commento:
Ci ha detto la verità o ha cercato di tenerci buoni?
In ogni caso questa volta abbiamo avuto la possibilità di avere un vero incontro con il Presidente del Consiglio Generale dell'Hérault, cosa che non era stata possibile tre anni fa durante la riunione pubblica del 2003 in questo stesso luogo. Sembrerebbe dunque che siamo meglio ascoltati anche se forse non meglio intesi!
Ma tutto questo ci lascia pensare che il chiodo da noi piantato circa 15 anni fa si stia ulteriormente conficcando.

All'attenzione del
Signor André VEZINHET
Presidente del Consiglio Generale
Senatore dell'Hérault
Consiglio Generale dell'Hérault
1000 rue d'Alco
34087 MONTPELLIER Cedex 04

Oggetto: lettera aperta

Agde 20 maggio 2006

Signor Presidente e Senatore

L'edizione n° 147 della rivista del Dipartimento dell'Hérault (maggio 2006) porta il titolo di "Il senso dell'ascolto". E' quello del quale sembra Lei abbia fatto prova andando recentemente all'ascolto degli Héroltesi nel corso di riunioni pubbliche che L'hanno portata specificatamente nella città di Béziers, lunedì 10 aprile.
Riunione alla quale assistevano tra gli altri alcuni oppositori della corrida, rappresentanti della FLAC e del COLBAC (Comitato Locale Biterrois Anti Corrida - affiliato alla FLAC)
Alla domanda ben precisa sul finanziamento della corrida da parte del Consiglio Generale dell'Hérault, Lei ha lasciato capire che esso sarebbe ancora valido.
Già nel n° 80 del Giornale dell'Hérault di novembre 1999, Lei aveva affermato, assieme a Michel Bacala, Consigliere Generale incaricato degli affari taurini, la Sua preoccupazione di valorizzare ancor di più le tradizioni del territorio dell'Hérault indicando la spesa di 800.000 franchi (circa 120.000 euro) a sostegno della tradizione taurina e più precisamente della cultura camarghese.
Peraltro, nel 2002, nasceva a Montpellier "L'Arc Latin" raggruppante 60 collettività del bacino mediterraneo europeo, in particolare la Francia e la Spagna con Barcellona alla presidenza ed il Dipartimento dell'Hérault alla vicepresidenza. Venendo alla domanda che io le posi, essa riguardava essenzialmente la corrida, questa pratica con la quale la città di Barcellona ha deciso di rompere dichiarandosi "città antitaurina" in data 6 aprile 2004.
Da allora, una ventina di altre città della Catalogna spagnola hanno seguito questo bell'esempio. (NDT: ad oggi sono 24 le città spagnole antitaurine ed una francese).
Certo, noi sappiamo che solo il Governo Catalano può emettere un decreto per l'interdizione della corrida sul suo territorio, ma resta comunque il fatto che i nostri amici spagnoli di Catalogna danno prova, nella materia in esame, di un bel vantaggio. E noi spereremmo che i politici eletti da questa parte dei Pirenei (NDT: spagnoli, naturalmente) prendano le loro responsabilità affinché gli scambi, che essi non intendono limitare al solo commercio ma allargare al campo sociale e culturale, non siano la porta aperta ad un maggiore radicamento di quella cosa che non fa in alcun modo parte della cultura occitana e che costituisce la peggiore delle inculture.
Poiché la moda che consite nel massacrare, mutilare, storpiare, torturare, umiliare bestie o persone non deve avere, ai nostri occhi, diritto di cittadinanza in un paese civilizzato.

La lotta che noi conduciamo contro la corrida è essenzialmente simbolica. Ha per scopo la rottura con delle prtiche sanguinarie arcaiche che sono una goduria per il profitto di qualcuno e per il sadismo di qualche altro.
Precisiamo anche che se la morte è ineluttabile, la tortura, al contrario, non lo è!
Allora " la contentezza popolare" alla quale Lei ha fatto allusione non è affatto condannabile quando è nella strada. Noi, in effetti, facciamo una netta distinzione tra strada ed arena.
Aggiungiamo infine che siamo più dell'80% a fare questa distinzione sul territorio francese poiche anche le contrade contaminate si dichiarano largamente ostili alla corrida.
Non dimentichiamo che ad oggi la petizione anticorrida, della quale è iniziatore il COLBAC di Béziers, ha raccolto 23.000 firme e, malgrado questo, il sindaco della città, Signor Raymond Couderc, non ha mai voluto ricevere i rappresentanti di questa associazione!

La ringraziamo dunque per l'ascolto di cui Lei ha fatto prova nei nostri confronti, lunedì 10 aprile u.s. a Béziers precisando anche che "Lei rispetta il nostro combattimento" e, nella speranza che le nostre analisi Le permettano di prendere ogni distanza con la corrida nell'attesa di una abolizione definitiva, noi le inviamo, Signor Presidente e Senatore, l'espressione dei nostri rispettosi saluti.

Per la F.L.A.C
La Presidente
Josyane QUERELLE-RIQUIER

Copia alla Signora Geneviève PERRIN-GAILLARD, deputata che ci ha concesso l'onore e l'amicizia ricevendoci all'Assemblea Nazionale nel 2001 con lo scopo di evocare la nostra iniziativa mirante ad ottenere l'abrogazione del paragrafo 3 dell'articolo 521-1 del Codice Penale.


La mattina,
sul posto del mercato
premete sopra per aumentare

Una prima a Mauguio !
Gli anti c'erano !
Ogni anno si svolge nel paese di Mauguio una piccola festa denominata "Romería".
Vi si uccidono dei tori e si maltrattano dei cavalli, visto che certe persone ritengono che non ci possa essere festa senza un lotto di sofferenze.
Ma domenica 11 giugno 2006, alcuni granelli di sabbia, che non provenivano dall'arena, grippavano un meccanismo apparentemente ben oliato.
In effetti gli oppositori della corrida erano presenti per denunciare la tortura della tauromachia, precisando però che non erano contrari alla festa.

L'azione fu divisa in due parti. Il mattino fu consacrato alla raccolta delle firme sulla piazza del mercato. Ed in appena due ore furono raccolte 280 firme:
  • Per un segretariato di stato alla protezione animale:44
  • Interdizione di ingresso nelle arene ai minori di 16 anni: 55
  • Interdizione delle scuole di tauromachia spagnola: 56
  • Abolizione definitiva della corrida : 62
  • nterdizione di utilizzo del cavallo nelle corride: 63

L'accoglienza che ci venne riservata fu, senza dubbio, un successo provante ancora una volta che, nella loro immensa maggioranza, le persone sensate sono opposte alla corrida, compreso nei settori detti "di tradizione".
Anche qualche amatore della "corsa alla coccarda" (NDT: la camarghese) venne spontaneamente a firmare le nostre petizioni ! Il pomeriggio fu consacrato ad una presenza silenziosa dinnanzi l'arena per una "siepe del disonore".
La trentina di oppositori aveva in precedenza attraversato la " Romeria ", con cartelli e striscioni spiegati, sotto le ingiurie ed i fischi di alcuni festaioli sorpresi della loro presenza.
Al nostro arrivo all'ingresso dell'arena, c'era già molta gente.
I manifestanti si installarono da una parte e dall'altra della stradina, protetti da qualche poliziotto municipale, per circa un'ora e mezza.
Non vi fu alcuna vera altercazione salvo il fatto che un gruppo di giovani, evidentemente alticci, ci presero un po' in giro. E' da notare che nessuno tra loro doveva entrare a vedere la corrida.
Alle 18, 15, mentre si sentivano i primi applausi, si decise di chiudere la manifestazione.
E' da notare che si trattava della prima volta in cui si faceva una "siepe del disonore" all'inizio e non alla fine della corrida, come abitualmente si fa.
L'impatto non è comparabile perché gli spettatori non hanno ancora questo sentimento di colpa che possono avere all'uscita. C'era del resto una tale effervescenza che il nostro silenzio non si notava, ma fortunatamente era il contrario per la nostra presenza. Gli striscioni ben tesi ed i cartelli tenuti ben in alto colpirono visivamente i passanti.
Teniamo a ringraziare vivamente i partecipanti a questa prima azione su Mauguio, i quali hanno fatto prova di una disciplina rimarcabile. Non si poteva esserne certi visto che si sa come l'emozione sommerga alle volte alcune persone.
Da ringraziare ancora il COLBAC ed il Comitato FLAC Nîmes che ci hanno raggiunto e da felicitare come si deve Dominique Siccardi, animatrice del CLAM e Delphine Simon che hanno saputo dirigere perfettamente questa azione pacifica e non violenta.
Appuntamento fissato per il 2007 con, senza dubbio, altre modalità di intervento.
E per finire, se si legge la stampa taurina, si viene a sapere che la " faena ", tanto attesa, non ha poi avuto luogo: - Tori invalidi, deboli, senza grande classe, da non valere un chiodo, "bichos" insipidi -. Ah, questi cattivi tori che non sanno neanche soddisfare un pubblico che li ama tanto!

Per la FLAC
Dominique Joron


dinanzi alle sabbie
in fine secondo mezzogiorno
premete sopra per aumentare

La Mercedes da Margé !

Signor Direttore,

Siamo oggi informati che che il nuovo "Sprinter" della Mercedes-Benz verrà presentato giovedì 15 giugno 2006 alle porte di Béziers (Hérault/34) nella proprietà di Robert Margé, allevatore di tori detti "di combattimento", direttore dell'arena di Béziers e coorganizzatore delle corride di Fenouillet, vicino a Tolosa. Le persone invitate per la circostanza potranno così non solo scoprire il nuovo modello in questione, ma anche tutto un ventaglio di divertimenti ruotanti attorno al concetto della tauromachia che vanno dalla visita dell'allevamento sino ad una cena con spettacolo, passando per le "ferrades" e le "tientas".
Noi sappiamo naturalmente che oggi una specie di moda, per lo meno curiosa, impone che la più piccola iniziativa promozionale debba essere associata alla tauromachia iberica.
Ma, ci permetta di esprimere il nostro vivo stupore in merito alla scelta di un tale quadro per la presentazione del veicolo, quando si sa come l'immensa maggioranza dei francesi rigetti la corrida la quale fa indubbiamente parte delle pratiche più ignominiose.
E non siamo persuasi che sia il mezzo più sicuro per dare al vostro veicolo una immagine propizia ad una larga diffusione. Questo perché le esibizioni consistenti a perseguitare degli animali attraverso il marchio a fuoco (ferrades) o quelle per testare la bravura delle giovani mucche, future riproduttrici, a colpi di picca nelle arene private (tientas), non sono per niente esibizioni anodine. Esse fanno al contrario parte della coorte di atti di crudeltà che portano dritto alla barbarie delle arene.
Teniamo dunque a testimoniare qui l'emozione di tutti quelli che denunciano, molto giustamente, una pratica arcaica particolarmente sanguinaria.

Ed i vostri clienti potenziali, nella loro più grande maggioranza, non sperano sicuramente di associare la marca Mercedes-Benz alla persecuzione dei tori e dei cavalli.
In conseguenza, osiamo credere che Lei comprenderà meglio tutta l'ampiezza del decalage che esiste tra i promotori della corrida e l'immensa maggioranza delle persone sensate sul territorio francese.
Non crediamo di osare troppo nell'incoraggiarla ad optare, in altra occasione, per una scelta più giudiziosa in materia nel caso di presentazione di nuovi veicoli, anche perché, contrariamente a quanto indicato sull'invito, l'allevamento Margé non sarà mai, anzi ben il contrario, "un'oasi di pace"!

Voglia gradire, Signor Direttore, unitamente ai nostri profondi dubbi, l'espressione dei nostri più attristati saluti.

Josyane Querelle-Riquier
Presidente
NB : copia alla sede dell'importatore francese, Monsieur Reinhard LYHS, presidente del gruppo Daimler Chrysler France Parc de Rocquencourt. BP 100
78153 LE CHESNAY Cedex
Tél. 0033 - 01.39.23.56.00

Vidéo PACMA
della manifestazione del 10 settembre 2006
Inoltre: Grazie di voler firmare la petizione in linea
Per finirla con queste atrocità
"Toro de la Vega":
discesa agli inferi!

Tordesillas, (Provincia di Valladolid in Spagna) comune di 8400 abitanti è tristemente celebre per lo svolgimento annuale di una pratica barbara degna di un'altra era.
Un'altra era precisamente, perché questo " Toro de la Vega" si pratica sin da un'epoca che viene qualificata di "medioevale".
Si tratta di un rito, semifestivo e semireligioso, consistente a liberare un toro in mezzo ad una folla avida di ferocità che lo colpisce con delle lance e lo finisce in condizioni così atroci quanto ignobili. E, naturalmente, i genitali vengono alla fine tagliati in segno di trofeo!

André Viard, cronista taurino, ci informa che per lo meno il toro ha la possibilità di restare in vita, se arriva ad oltrepassare una certa linea. Aggiungendo però che questo non si è più verificato da molto tempo e rassicurando così gli amanti della tortura.

Per quanto riguarda l'aspetto religioso questo massacro si perpetua in occasione della festa della Vergine. Quanti crimini e massacri si saranno commessi nel suo nome!

Per fortuna si fa giorno una opposizione sempre più importante che si sviluppa in grande maggioranza tra la gioventù spagnola.
Da qualche anno, senza sosta, questa opposizione sensibilizza l'opinione straniera ed organizza delle campagne epistolari in direzione delle autorità competenti. Senza grande successo per il momento, avendo qui la barbarie più diritto di presenza della ragione.

Tuttavia, nel 2005, fu messa in opera un'altra strategia che ha senza dubbio permesso agli abitanti del villaggio di prendere realmente coscienza che il mondo civilizzato rifiuta questo orrore. Si tratta di una manifestazione degli oppositori nelle vie di Tordesillas. (Vedere il resoconto di Isabel Marcoux)
Sotto l'impulso di PACMA (Partito spagnolo per la protezione animale e contro le tauromachie) e di numerose associazioni spagnole e francesi (tra le quali la FLAC che quale Federazione è interamente solidale con i militanti spagnoli) è stata organizzata, il 10 settembre 2006, una seconda manifestazione su una delle piazze del villaggio.
Obiettivo generale: poter impedire fisicamente questa esibizione.

Per il momento, ciò rimane abbastanza improbabile ; da una parte, le autorizzazioni a manifestare sono accordate solamente per qualche giorno prima e non il giorno stesso della "festa" e, d'altra parte, bisognerebbe essere delle migliaia per non dire centinaia di migliaia per affrontare questi abitanti visto che lo scontro sarebbe inevitabile.

Tra 500 ed 800 persone (difficile avere delle cifre affidabili) hanno partecipato alla manifestazione e tra queste 3 francesi : Betty Loiseaux, Isabel Marcoux et Dominique Joron. Ciò che resta ben insufficiente per la partecipazione francese. Gli spagnoli hanno bisogno di noi per finirla con le loro tradizioni barbare, come noi abbiamo bisogno di loro per abolire la corrida. E' proprio nello scambio e nella comunione che potremo ottenere un mondo un po' migliore.

Partiti in pullman la sera della vigilia da Barcellona, abbiamo attraversato di notte il nord della Spagna, per scoprire Valladolid all'inizio del mattino ed incontrarvi gli altri militanti che arrivavano con lo stesso mezzo da tutta la Spagna. E' quindi un corteo di più di una dozzina di pullman che si dirige verso Tordesillas. Non credo di mentire dicendo che ciascuno di noi cominciava ad avere la gola chiusa. La strada per entrare nel villaggio è in discesa. Ciò che vedemmo ci spaventò. Una folla compatta, senza dubbio centinaia di abitanti del paese, ci attendeva con dei bastoni in mano, gridando a più non posso. I pullman si fermarono un momento prima di riprendere la strada, passare davanti a questa folla astiosa che gettava uova e pomodori sui mezzi ed andare a parcheggiarsi un po' più lontano dove ci attendava un gruppo di abitanti molto meno numeroso.
Dopo un breve momento di esitazione, si formò un corteo, guidato da PACMA, che si diresse verso una piazza del villaggio sotto la protezione della polizia. Questa del resto era dotata della tenuta pesante (simile a quella della mobile) in caso di problemi. Senza di essa, saremmo stati sicuramente linciati tanto l'odio verso di noi era forte, come pure sembrava che tutto il villaggio al completo si fosse rivoltato contro di noi.
Manifestazione statica : da una parte gli abitanti del villaggio e dall'altra i manifestanti separati da una "no mans land" protetta da una parte e dall'altra da un cordone di poliziotti.
Da una parte ingiurie, insulti, gesti sconci, getto di oggetti e dall'altra slogan scanditi con convinzione, ; cartelli branditi ben in alto con forza..
Alcuni responsabili presero la parola e, finale in bellezza e momento di intensa emozione, un aereo con uno striscione denunciante questa pratica ignobile sorvolò a bassa quota questo ignobile villaggio a più riprese.
Ritornammo ai nostri pullman, affaticati da tanta tensione, sollevati dal fatto che nessun incidente si era prodotto, ma inorriditi sapendo a cosa andava ora incontro il toro nel successivo martedì 12 settembre!
DJ





Pour écouter l'intervention du philosophe Michel Onfray sur France Inter le 19 octobre 2006
Lettera al filosofo Michel Onfray
Suo intervento su France Inter del 19 ottobre 2006

Da Josyane Querelle - Presidente

a Michel Onfray - Filosofo

Agde, 19 ottobre 2006

Caro Signore, non candidato alla Presidenza della Repubblica, è stato un vero piacere ascoltarla oggi sulle onde del servizio pubblico nell'emissione " dalle 7 alle 9 e mezza ".
Da parte nostra vorremmo ascoltare o riascoltare ancora ed ancora dei discorsi come il Suo che hanno il merito di illuminare i cittadini che noi siamo.
Rivolgerci allo spirito ed alla ragione dei nostri concittadini per informarli su tutti i minimi particolari di una pratica vergognosa che imperversa sul territorio francese è quello che noi tentiamo di fare da molti anni.
Inutile dire che gli "oscuri precursori" che noi siamo in questo tipo di "microresistenza" anticorrida non hanno sufficiente impatto sul piano che io qualificherei di politico-mediatico, anche se qui o là si scorgono dei fremiti piuttosto favorevoli alle nostre tesi. Aggiungo che, per fortuna, i cittadini francesi sono nella loro più grande maggioranza contro questa pratica abbietta, dunque contro la violenza. I differenti successivi sondaggi confermano la stabilità dei risultati, anche se si accorda a tutti i sondaggi un relativo credito.
Abbiamo un grande bisogno di persone suscettibili di appoggiare la nostra lotta, non diventando militanti accaniti della "causa", ma accettando molto semplicemente di mettere la firma sul nostro "Manifesto 2003" e, nel caso, accompagnarla con qualche commento.

Sperando che questa richiesta non sia per Lei una "scelta dolorosa" e ringraziandola ancora per la risposta che Lei ha dato all'ascoltatrice di Vic-Fezensac, voglia credere, caro Signore, nei miei più rispettosi saluti.

Perla FLAC
Josyane Querelle
Presidente

Risposta di Michel Onfray

Nessun problema. Potete contare sul mio sostegno. Cordiali saluti
mo

Leggere anche l'azione del Comitato di Montpellier
Segolène Royal : "La corrida è uno spettacolo magnifico"

All'attenzione della
Signora Ségolène Royal
Presidente della Regione
Poitou-Charente
Agde, 8 novembre 2006

Signora Presidente,

Già dieci anni !
In effetti, già dieci anni orsono, la pubblicazione di uno dei Suoi articoli nel giornale Le Monde del 31 maggio 1996 dava adito ad un sollevamento tra gli oppositori alla corrida.
Lei, allora, si riferiva alla torera Christina Sanchez, che, Lei scriveva, "provocava l'entusiasmo del pubblico" aggiungendo poi: "Ci si chiede se le donne non saranno ben presto più numerose ad affrontare i tori che a scendere nell'arena politica, voglio dire l'emiciclo dell'Assemblea Nazionale."
Ed un po' dopo: "là dove Christina Sanchez ha diritto al femminile "torera", le donne parlamentari non hanno ancora, al Parlamento francese, il diritto di essere "deputate."
Certo, abbiamo ben compreso che Lei aveva a disposizione un esempio che Le sembrava molto opportuno visto che la corrida faceva evidentemente l'oggetto di una vasta propaganda mediatico-politica.
Ma se da allora, Christina Sanchez ha messo nell'armadio i suoi strumenti di tortura, Lei, invece, sembra avere un po' dimenticato la risposta che ci aveva dato, scrivendo che: "non ho voluto fare l'apologia della corrida di cui non sono né una spettatrice, né una incondizionata." Ciò che fu assolutamente riconfortante.
Ora, secondo il giornale La Provence di lunedì 6 novembre 2006 che informa sulla Sua visita di un allevamento attorno a Grau du Roi, sabato 4 novembre, Lei avrebbe dichiarato: "la corrida è uno spettacolo magnifico. Comprendo la passione di quelli che si entusiasmano per questo".
Ci permetta di dirLe che la corrida non ha niente di uno "spettacolo magnifico"!
Essa non è altro che una esibizione sanguinante dove tutti i valori si rovesciano e dove il torturatore diventa un eroe! E se c'è una cosa che non si può comprendere, è l'entusiasmo suscitato da questo tipo di pratica che esaspera le pulsioni più vili e che esalta la bassezza umana.
Noi Le domandiamo pertanto, senza indugio, di rivedere il Suo giudizioe di dire coraggiosamente assieme ai cittadini che lottano contro questo tipo di abbietta ed illegittima violenza che la corrida è assolutamente condannabile.
Lei aiuterebbe così l'umanità a fare un passo considerevole nella via della saggezza e della civilizzazione.
Aggiungiamo infine che "la gente del sud della Francia" non è tutta una fanatica della tortura.
Se Lei prendesse la pena di consultare i diversi sondaggi che abbiamo fatto realizzare, vedrà che tutti dicono che oltre l'80% dei cittadini francesi si dichiarano, per la nostra felicità, ostili a questa ignominia.
ReiterandoLe la nostra domanda di una revisione del Suo giudizio, e ringraziandoLa in anticipodell'attenzione che vorrà portare alla nostra rivendicazione di una definitiva abolizione della corrida sul territorio francese ed europeo, voglia gradire, Signora Presidente, l'espressione dei nostri rispettosi saluti, anche se rattristati.

Per la FLAC
La Presidente
Josyane Querelle

Trovare l'armonia!
Lettera a Marie-José Justamond
Fondatrice del Festival "Les Suds" a ARLES

All'attenzione della
Signora Marie-José Justamond
Fondatrice del Festival "Les Suds" a ARLES
4 rue Jouvène
13200 ARLES

Oggetto: Trovare l'armonia!

Agde, 11 dicembre 2006

Signora la fondatrice,

Nell'articolo molto importante che Le è stato consacrato alle pagine 22 e 23 de La Gazette n° 370 del 13 luglio 2006, scopriamo tutto il lavoro che Lei ha realizzato per condurre a buon porto il bellissimo progetto di un festival di musica del mondo, particolarmente delle musiche dei vari paesi del sud "per mettere in valore delle culture diverse da quelle anglosassoni che ci stanno invadendo".
Lei confida inoltre al settimanale che il Suo sogno é "che noi si viva tutti in armonia".

Bel sogno che non può che essere condiviso dalla stragrande maggioranza dei Suoi contemporanei, contribuendo il vostro festival per una larga parte a questa armonia da Lei desiderata.

Lei indica però un reale attaccamento lle tauromachie iberiche. Che elementi contrastanti.

Possa Lei rivedere in questo senso la Sua opinione riguardante una pratica della quale le nostre società civilizzate dovrebbero disfarsene al più presto.

Sperando vivamente che il Suo sogno diventi realtà, noi cambieremo sensibilmente l'affermazione di Mark Twain, che da Lei citata, spostandola nel futuro: "noi non sappiamo che è impossibile, allora otterremmo qui od altrove, l'abolizione definitiva della corrida"!

Voglia gradire, cara Signora, l'espressione dei nostri rispettosi saluti.

Per la F.L.A.C
La Presidente
Josyane QUERELLE

Copia al Signor Joël Lunel, delegato del Comité FLAC Pays d'Arles