Azioni
Affare UNESCO

Mostra di pittura al Mas d'Artigny di St Paul de Vence
Il dirttore sta al gioco

Resoconto della consegna di firme al Parlamento della Catalogna Per la campagna anticorrida organizzata da ADDA e WSPA
Lima: le città di antitaurines

Corrida alla telé : per un segnale di avvertimento attendendo l'interdizione della sua diffusione
Risposta di Dominique BAUDIS, Presidente del CSA (Consiglio Superiore Audiovisivi)

Lettera di sensibilizzazione alle associazioni caritative suscettibili di ricevere dei doni dalla lobby taurina

La "Traviata" messa in scena da Henry-Jean Servat
No alla corrida ! Si a "La Traviata " !

"Corsa umana" di Pamplona organizzata dalla PETA
5 luglio 2005

Villeneuve-lès-Maguelone
La sua prigione.....la sua arena

Felicitazioni a
"CHEVAL MAGAZINE"

Colloquio internazionale: " Etica ed Estetica della corrida " da parte dei protaurini il 16 e 17 dicembre 2005 alla Scuola Normale Superiore
NOI C'ERAVAMO !
E possiamo testimoniare del delirio intellettuale che circonda la corrida.

2005

Affare UNESCO

Allerta!

La F.L.A.C informata della iniziativa discreta dei difensori della corrida allo scopo di farla inscrivere al Patrimonio Culturale dell'Umanità da parte dell'UNESCO, è intervenuta presso questa organizzazione e lancia un piano di azione internazionale per rendere vano questo tentativo di perennizzare una pratica criminale della quale certi aspetti a pretesa culturale non impediranno l'ineluttabile abolizione.

Affare in corso


Mostra di pittura al Mas d'Artigny di St Paul de Vence
Il direttore sta al gioco

All'attenzione del :
Signor Gorand BRKIC
Direttore del Mas d'Artigny
Route de la Colle
06570 Saint-Paul-de-Vence

Agde, 21 febbraio 2005

Signor Direttore,

Mi permetta di dirle con la presente come noi siamo stati felici del fatto che Lei abbia, durante l'esposizione delle opere riferentesi alla tauromachia iberica dal 7 gennaio al 3 febbraio 2005 , esposto il testo del nostro mico filosofo Henri Callat.
Teniamo ugualmente a ridire che noi non desideriamo entrare in un sistema di censura riduttrice, ma ci sembrava molto importante di fare in modo che non ci possa essere alcun sistema di proselitismo attorno ad una pratica condannabile da ogni punto di vista.
Restiamo a Sua disposizione nel caso che si possa studiare insieme una iniziativa che ci sembra sempre più necessaria e le inviamo, Signor Direttore, l'espressione dei nostri rispettosi saluti.

Per la F.L.A.C
La Presidente
Josyane QUERELLE-RIQUIER

Cliccate sulla foto per ingrandirla
Foto CAC 83


Corrida alla telé : per un segnale di avvertimento in attesa dell'interdizione della sua diffusione

All'attenzione del :
SIGNOR DOMINIQUE BAUDIS
PRESIDENTE DEL CSA
TOUR MIRABEAU
39 - 43 QUAI ANDRE CITROËN
75739 PARIS CEDEX 15

Agde, le 21 marzo 2005

Signor Presidente,

Desideriamo portare a Sua conoscenza il fatto che, con molta regolarità, dei telespettatori ci contattano in merito alla programmazione di trasmissioni o di servizi sulla corrida presentati al pubblico come se si trattasse al massimo di uno spettacolo banale e ci esprimono la loro indignazione.
I responsabili di queste programmazioni portano a loro discolpa che questi servizi sono diffusi in zone dette " di tradizione " e che a questo titolo, queste persone non dovrebbero dunque essere " sorprese " di scoprire qui o là, delle immagini di tori insanguinati.
Possiamo peraltro dirLe che queste persone ove non fossero "sorprese", rimangono in ogni caso sotto choc ed ammettono di cambiare canale o di spegnere il televisore. Aggiungiamo anche che queste persone sono molto più numerose di quanto si possa immaginare poiché tutti i sondaggi hanno stabilito che quattro francesi su cinque sono ostili alla corrida.
Desideriamo, inoltre, dire che ai nostri occhi, l'informazione non deve essere sinonimo di propaganda.
Ora, i differenti servizi consacrati alla lobby della tauromachia sono il luogo di un innegabile proselitismo; specialmente in direzione della gioventù, bersaglio privilegiato dei promotori di corride.
Conviene dunque prendere al più presto tutte le misure suscettibili di ridurre la pericolosità di queste immagini attendendo l'interdizione della loro diffusione.
Quando si tratta di emissioni nell'ambito delle "fiction", si appone un segnale di avvertimento che permette così ai genitori vigilanti di meglio valutare il tipo di spettacolo proposto.
Certo, un servizio od un programma non sono della fiction ed, a questo titolo, dovrebbero essere doppiamente sottoposti allo stesso tipo di segnaletica poiché non si tratta più di virtuale, essendo le immagini di corrida malauguratamente il riflesso della realtà di una brutalità senza nome.
Non ignoriamo del resto, che tali programmi hanno per scopo di ancorare più solidamente ancora la corrida nelle zone dove essa infierisce già. E questo tipo di promozione perdurerà fino a che la corrida in questione non venga seriamente criminalizzata e sanzionata dalla legge.
Noi Le abbiamo scritto più volte. Per renderla partecipe delle nostre inquietudinie Lei ci ha sempre risposto amabilmente, cosa di cui La ringraziamo vivamente.
E' dunque contando risolutamente, ancora una volta, sulla Sua benevola attenzione che La preghiamo di gradire, Signor Presidente del CSA, l'espressione dei nostri rispettosi saluti.

Per la F.L.A.C
La Presidente
Josyane QUERELLE-RIQUIER

Risposta di Dominique BAUDIS, Presidente del CSA (Consiglio Superiore Audiovisivi)
Estratto della sua lettera in data 15 settembre 2005

(...) Tengo ad indicarvi ugualmente che il Consiglio è ben conscio del fatto che i programmi di corrida contengono scene suscettibili tali da urtare la sensibilità dei bambini e di angosciarli.
Queste sequenze, quando sono diffuse senza segnaletica, sono suscettibili inoltre di banalizzare degli atti di crudeltà verso gli animali nei confronti dello spirito di giovani telespettatori.
Per questa ragione, ed a seguito di numerose proteste di telespettatori, il Consiglio ha a suo tempo inviato una lettera al Signor Marc Tessier, allora Presidente di France Télèvisions, chiedendogli di accompagnare la trasmissione " Tiercios ", programmata su France 3 Aquitania, con una segnaletica " -di 10 anni ". Il Consiglio preconizza ugualmente di evitare, nella misura del possibile, una diffusione di domenica mattina, che corrisponde ad una fascia oraria in cui i ragazzi potrebbero trovarsi soli dinnanzi il televisore.(...)


Lettera di sensibilizzazione alle associazioni caritative suscettibili di ricevere dei doni dalla lobby taurina

Signora Presidente / Signor Presidente

Voi lanciate regolarmente delle campagne per raccogliere dei doni allo scopo di finanziare le vostre azioni. Un buon numero dei nostri aderenti risponde generosamente.
Da parte sua, la lobby della tauromachia propone sempre più spesso, a delle strutture associative impegnate nel campo umanitario, caritativo, di solidarietà sociale, i benefici eventuali di una corrida detta di "beneficenza". E' possibile che la vostra sede od una delle vostre delegazioni della Francia del Sud, di Spagna o del Portogallo, od anche di paesi dell'America Latina, siano un giorno contattati anche se non fosse presente nel seno della vostra equipe una connivenza "legata all tauromachia".
Sapiate che il vero scopo dei promotori della corrida non è di fare della filantropia, ma di servire subdolamente i propri interessi.


  • Essi cercano in effetti di dare una immagine di rispettabilità ad uno spettacolo barbaro che urta la sensibilità della maggior parte dei nostri concittadini.
  • Essi beneficiano in questo caso dell'esonero dell'IVA.
  • Si tratta di corride fuori programma della stagione che permettono ai torturatori (toreri) un allenamento supplementare a basso prezzo; ciò che non esclude , per questi ultime, delle ferite più o meno gravi, tanto più che sono molto spesso, per l'occasione, giovani ed inesperti e che, peraltro, i tori sono quasi sempre poco affidabili (possono essere alle volte molto deboli, come molto imprevedebili nelle loro cariche in direzione dello "straccio" rosso).

Se, secondo l'imperatore Vespasiano, "il denaro non ha odore!" nel nostro caso ce n'è uno bello e buono, molto pregiudizievole: quello del sangue, dello stress e della sofferenza.
Non si deve banalizzare la violenza, soprattutto presso un pubblico giovane al quale, purtroppo, non è ancora interdetta la corrida. Non si può nello stesso tempo pretendere di alleviare delle miserie e provocarne altre altrove, fossero anche differenti e meno conosciute. Questo ternirebbe l'immagine della vostra associazione e condurebbe un buon numero di donatori a cessare di darvi il loro sostegno. E per questo noi suggeriamo che il vostro Consiglio di Amministrazione anticipi questa questione, tenendo conto dei nostri argomenti e prenda preventivamente la decisione di principio di rifiutare le corride dette "di beneficenza" così come tutte le comunicazioni della lobby taurina.Una tale decisione rassicurerebbe i donatori preoccupati della coerenza etica e, se voi lo vorrete, noi ne faremo la più larga pubblicità.

Siamo a vostra intera disposizione per ogni altra informazione complementare.
E' dunque ringraziandovi in anticipo della vostra cortese attenzione e nella speranza di una rassicurante risposta che vi preghiamo di gradire, Signora, Signore l'espressione della nostra distinta considerazione.

Per la FLAC
Il Vicepresidente
Alain Camisuli


"La Traviata" messa in scena da Henry-Jean Servat
No alla corrida ! Si a "La Traviata " !

All'attenzione del Signor : Henry-Jean SERVAT

Oggetto : Ringraziamenti

Agde, 29 luglio 2005
Caro Signor Henry-Jean SERVAT,

La ringraziamo vivamente, senza indugio, per l'iniziativa che Lei ha messo in atto e che consiste non solamente a scrivere senza panegirici ciò che Lei pensa della corrida ma, cosa ancora più importante, a pubblicare la Sua "dichiarazione di fede" nel libretto stampato per La Traviata che Lei sta per mettere in scena !
Sappia ugualmente che noi siamo particolarmente sensibili a questa formidabile prova di coraggio poiche, in effetti, bisogna averne molto oggi per osare pubblicamente ciò che Lei ha fatto sapendo come da ogni parte vengano esercitate pressioni di ogni sorta, specialmente nei confronti di personalità che, come Lei, occupano il davanti della scena nello spazio artistico. Purtroppo è alla moda da più di due decenni torturare dei tori e dei cavalli nelle arene ed osare distaccare la propria voce dal concerto di lodi che tentano di incensare la corrida è assai iconoclasta, anzi quasi suicidario! Almeno nel contesto attuale.
Perché se Lei va nel senso della Storia, quella che si scrive non solamente con un grande S, ma che soprattutto ed innanzitutto, va nel senso di una evoluzione delle coscienze, Lei non va sicuramente nel senso della della piccola storia, quella che si scrive nel fango della nostra società in manca di divertimenti per lo meno condannabili.
Possa Lei avere tutto il successo all'altezza della Sua qualità morale e che questa realizzazione de "La Traviata", anche se essa glorifica un istante corride e toreri, possa essere alla fine la vostra migliore ambasciatrice e, per ricaduta, quella della lotta che Lei sostiene attivamente apponendo alla base del Suo testo i logo delle diverse strutture operanti insieme all'abolizione della corrida qui ed altrove.
Può darsi che Lei sia inoltre riuscito in una specie di sincretismo stabilendo e ristabilendo un legame talmente necessario tra tutte le buone volontà.
Ed anche se questa lotta è ancora per il momento lontana dall'essere terminata, Lei ha, senza alcun dubbio, contribuito a scrivere uno dei capitoli di prima importanza.
Sappia infine che noi Le siamo da parte nostra particolarmente riconoscenti e che conserveremo ancora e sempre un eccellente ricordo del nostro incontro a Cannes nel maggio 2002 in occasione della proiezione del " Fim de la Honte " di Thierry HELY.
Rinnovandole tutte le nostre felicitazioni, voglia credere, Caro Signor Henry-Jean SERVAT, nell'assicurazione dei nostri sentiti sentimenti.

Per la FLAC
Le Bureau


La Presidente
Josyane QUERELLE
il Vicepresidente
Alain CAMISULI
la Segretaria Federale
Colette COSTE
il tesoriere
Alain JORON

Vi invitiamo a ringraziare calorosamente Henry-Jean Servat per il suo coraggio e la sua determinazione:
henry-jean@servat.net


5 luglio 2005
CORSA UMANA DI PAMPLONA
organizzata dalla PETA
Testimonianza del rappresentante della F.L.A.C Roberto Rinaldo

Se devo essere sincero, quando ho accettato di partecipare all'azione di Pamplona, mi chiedevo se questa manifestazione non fosse destinata soltanto ai curiosi. Ecco quindi come ho vissuto questo avvenimento.

Montpellier : le sei del mattino. Appena salito sul pullman che ci doveva portare in Spagna, ho cominciato a comprendere che i partecipanti (molti i giovani, forse io ero il più anziano) erano tutti molto motivati. Il viaggio è stato un po' stancoso e siamo arrivati a destinazione, verso le 19, al campeggio previsto per il nostro soggiorno.
Alcuni di noi hanno piantato la propria tenda, mentre altri si installavano nei dormitori comuni o nelle tende di proprietà del campeggio. E poi tutti al barbecue vegetariano! Lì abbiamo ricevuto alcune istruzioni in inglese sulla manifestazione del giorno dopo (se necessario, c'è sempre qualcuno disponibile per fare la traduzione).
Qualche ora dopo, alcuni hanno ancora passato un momento insieme al bar del campeggio e poi a letto! L'indomani mattina alle 9, partenza per Pamplona dove ho potuto constatare che tutto era stato organizzato alla perfezione. Infatti, i vestiti di ciascuno, con il nome del loro proprietario, venivano messi in dei sacchi, questi ultimi sistemati per nazionalità in carretti tirati da dei volontari. Così alla fine, ciascuno avrebbe potuto ritrovare facilmente i propri vestiti.
Agli inizi, i partecipanti correvano completamente nudi, ma un decreto del sindaco ha messo fine a questa situazione. Così, ormai, certi portano uno string, altri un costume da bagno bianco, altri ancora, come me per esempio, sono interamente vestiti di bianco. Peraltro tra le donne, c'era chi portava degli adesivi sui seni oppure tenevano un cartello che li dissimulava: niente di provocante o di volgare. Sul posto si trovavano Inglesi, Americani, Olandesi, Svedesi, Tedeschi, Francesi, e, che io sappia, un solo italiano, io stesso.
La sfilata si è svolta tra due ali di spettatori e posso testimoniare che, tra essi, i simpatizzanti erano più numerosi dei detrattori che ci invitavano a rientrare a casa nostra. Del resto i poliziotti presenti marciavano guardando verso il pubblico, pronti ad intervenire in caso di debordamenti di quest'ultimo e non dei 600 partecipanti alla manifestazione. Di tanto in tanto ciascuno di noi distribuiva qua e là delle collane di differenti colori con un pendente della P.E.T.A. (edizione della corsa 2005).
Alla fine della "corsa" (in realtà una semplice marcia), abbiamo visitato la città di Pamplona che è molto bella e, paradossalmente, in questo luogo di corrida si trova una statua di S. Francesco d'Assisi, protettore degli animali.
Verso sera, di ritorno al campeggio, ed attraverso telefonate arrivate da differenti paesi, abbiamo saputo che la televisione nazionale aveva diffuso l'informazione accompagnata da qualche immagine. Al campeggio, noi stessi abbiamo potuto vedere che la televisione spagnola consacrava cinque buoni minuti all'avvenimento.
L'indomani mattina nell'autobus, tutti erano soddisfatti e, malgrado la fatica, ho cantato di tanto in tanto delle canzoni del mio paese per rompere un po' la monotonia del tragitto. Perché, a parte il successo non indifferente di questa azione, tutto questo mi ha permesso (ma non solo a me) di legare nuove amicizie con delle persone che hanno i nostri stessi ideali.
Del resto l'anno prossimo, conto bene di ripetere l'esperienza. E soprattutto spero che numerosi aderenti F.L.A.C ci penseranno seriamente e decideranno anch'essi di partecipare arborando i nostri striscioni con riserva di un accordo preventivo tra la F.L.A.C. e la P.E.T.A.


All'attenzione del
Signor Gérard Buisson
Sindaco di Villeneuve-lès-Maguelone
Municipio
Place Porte Saint Laurent BP 15
34 751 Villeneuve-lès-Maguelone Cedex

Oggetto : inaugurazione dell'arena sabato 10 settembre 2005

Agde, 6 settembre 2005

Signor Sindaco,

La città di Villeneuve-lès-Maguelone inaugurerà la sua arena sabato 10 settembre 2005.
Essa è, a quanto sembra, destinata alla tauromachia camarghese.
Noi però teniamo ad esprimerLe i nostri timori di vedere molto presto la tauromachia alla spagnola sostituirsi alle pratiche autoctone. In effetti, noi non ignoriamo le mire della lobby taurina iberica la cui installazione è stata favorita dall'ovest all'est del sud della Francia, dalla presenza di pratiche reputate non crudeli come la landese e la camarghese. Noi saremo quindi particolarmente vigilanti e non mancheremo, nel caso, di intervenire attraverso una inizitiva civica di lotta contro la violenza.
RingraziandoLa in anticipo dell'attenzione che vorrà acordarci, voglia gradire, signor Sindaco, l'espressione dei nostri rispettosi saluti.

Per la F.L.A.C
La Presidente
Josyane QUERELLE-RIQUIER


Felicitazioni a "CHEVAL MAGAZINE"
Settembre 2005 - N° 406.

Oggetto: Felicitazioni

All'attenzione di Catherine DURAN-BANCELIN
Direttrice Generale
BP 60
78490- MONTFORT-LAMAURY

Agde, 8 settembre 2005.

Signora Direttrice Generale,

Teniamo particolarmente a felicitarLa calorosamente per CHEVAL MAGAZINE di settembre 2005, che, nell'editoriale del n° 406, ha posto la questione sull'interdizione delle corride a firma di Laurence Marchand-Buon, caporedattrice.

Certo se "non si finisce di giocare a braccio di ferro" tra pro ed anti è semplicemente perché la corrida in Francia beneficia ancora, purtroppo, dell'appoggio di numerosi notabili oltre che di una innegabile propaganda mediatica malgrado che l'80% dei Francesi si dica contro.
Questo effetto di moda avrà forzatamente un declino e noi intendiamo proseguire attivamente la lotta, che abbiamo iniziato circa 15 anni fa, al fine di ottenere l'abolizione definitiva di una pratica vergognosa sul nostro territorio.

Per arrivare a questo, abbiamo avviato numerose iniziative tra le quali una petizione richiedente la fine dell'utilizzo dei cavalli durante le corride. Questa strategia, se arrivasse a buon fine, avrebbe l'immenso vantaggio di far sparire la corrida in quanto tale visto che esisterebbero allora soltanto delle rappresentazioni minori del tipo "becerradas" o"novilladas" senza picca. Queste esibizioni non attirano la folla ed il nostro lavoro ne sarebbe largamente facilitato. Contiamo dunque sull'appoggio di riviste specializzate come CHEVAL MAGAZINE per aiutarci a dare un colpo definitivo!

Su questa prospettiva, piuttosto riconfortante, teniamo a reiterarLe tutti i nostri ringraziamenti per la vostra iniziativa coraggiosa e Le inviamo, Signora Direttrice Generale, l'espressione dei nostri migliori sentimenti anticorrida.

Perr la FLAC
La Presidente
Josyane Querelle

Allegato:
La nostra petizione "CHEVAL"
Il documento esplicativo

Per felicitarla a vostra volta: lecteurs@chevalmag.com


Colloquio internazionale: " Etica ed Estetica della corrida " da parte dei protaurini il 16 e 17 dicembre 2005 alla Scuola Normale Superiore

Programma
Recto
parte posteriore

All'attenzione della
Signora Monique Canto-Sperber
Direttrice della Scuola Normale Superiore
45, rue d'Ulm
75005 PARIS

Agde, 19 dicembre 2005

Signora Direttrice,

Una vasta propaganda è attualmente organizzata in Francia in merito ad una pratica particolarmente controversa che si chiama corrida.

I colloqui si moltiplicano e tentano qua e là di darle un titolo di nobiltà. Da parte nostra abbiamo cominciato, già da 13 anni, un lavoro di informazione su detta corrida che, anche se dovesse essere l'espressione di una cultura, rimane comunque il segno di un mondo umano ancora lontano dal considerarsi civile.

Non dimentichiamo anche che, salvo eccezzioni, la corrida è interdetta in Francia in quanto producente sevizie gravi ed atti di crudeltà verso certi animali (tori e cavalli all'occorrenza). E che volerle far passare le porte della scuola, dalla materna fino all'università, si sta semplicemente banalizzando la violenza.

Ci sembra dunque rigorosamente necessario di esaminare la tauromachia iberica al fine di andare al di là della sola apparenza e di analizzare tutti i particolari di questo fenomeno di società.

RingraziandoLa in anticipo di voler dare la possibilità di risposta agli oppositori della corrida, permettendo loro di esporre la propia tesi, voglia gradire, Signora Direttrice, l'espressione della mia distinta considerazione.

Per la F.L.A.C
La Presidente
Josyane QUERELLE-RIQUIER

Risposta della Direttrice
Cara Signora,
comprendo la Sua emozione dinanzi l'annuncio del colloquio che si è tenuto all' ENS.
Si trattava di una iniziativa di due direttori di dipartimento. Posso assicurare che non è stata fatta alcuna apologia della corrida. La discussione sugli aspetti etici ed estetici è stata fortemente viva e contraddittoria.
Si è trattato di un colloquio che non pendeva né pro ne contro questa pratica. Questa è la regola alla quale si devono attenere le manifestazioni dell' ENS, che non possono che emanare dai progetti degli insegnanti della scuola.
Inviandole i miei migliori auguri. MCS

NOI C'ERAVAMO !

E possiamo testimoniare del delirio intellettuale che circonda la corrida.

Preambolo
I protaurini cercano con ogni mezzo di allargare il circolo degli incondizionati di una abbietta pratica.
Poiché le zone dedite alla tauromachia non creano più sufficientemente nuovi "aficionados", si cerca di recrutarne nella capitale a colpi di esposizioni, di danze e di colloqui.
Come con questo "colloquio internazionale" che ha avuto il sostegno del Comune di Nîmes (il cui sindaco non è altro che l'aficionado Jean-Paul Fournier) e di Simon Casas Production (società del direttore dell'arena di Nîmes, lo stesso che mirava a quella di Madrid nel 2004!).
Ebbene! Essi tentano ancora e sempre di fare in modo che la violenza e la brutalità siano riconosciute come valori profondamente umanisti!
Rassicuriamoci! Non riusciranno mai a convincere le persone sensate e le loro manovre, non solamente sono detestabili, ma destinate all'insuccesso.
La corrida è, oggi in Francia, una moda. Come tutte le mode passerà. Noi la spingeremo allora insieme in qualche dimenticatoio e la scorderemo per l'eternità!


Gli osservatori Jean Poignet (delegato del Comité FLAC Paris /IdF) e Christian B ci hanno trasmesso le loro impressioni. Precisiamo che gli organizzatori avevano preso delle precauzioni puntualizzando che "questo colloquio non pretendeva fare del proselitismo per la corrida" !! Viene da chiedersi: cosa sarà quando organizzeranno un colloquio per proselitismo? Qui di seguito alcuni elementi che sottomettiamo alla vostra riflessione: Resoconto di J. Poignet / Delegato FLAC / Paris/IdF (al quale si è unito verso le ore 11 Christian B).
Preambolo
Arrivato verso le 9 nella sala della conferenza, al fine di installarmi tranquillamente, il Sig. Francis Wolff, (Direttore del Dipartimento di Filosofia) mi ha pregato di uscire, per ragioni, sembra, di allestimento tecnico della sala.
Attendere ¾ d'ora sul marciapiede (all'angolo tra la Rue d'Ulm e la Rue Erasme) nel freddo ed un po' di pioggia, si può considerare, già all'inizio, come una mancanza flagrante di riguardo verso un pubblico di età variabile, anche se poco numeroso.
Ho contato 186 posti a sedere nella sala Dussane, occupati circa al 40% e quindi circa 70 persone!
Volete un resoconto dettagliato? Allacciate le cinture e agganciatevi alla sedia, perché quello che segue "va décoiffer" (ndt: modo di dire francese per significare che una cosa può stupire od addirittura impressionare).
Scrivo qui nello stesso ordine delle mie note, senza modifiche, e se non capirete, rassicuratevi, è stato lo stesso per me!

Contatto!
Francis Wolff apre il dibattito con una riflessione sulle norme che regolano l'etica dei valori umani. Gli amanti della corrida si vedono come dei teorici in cultura della tauromachia, che ha preso una dimensione universale.
Settore norme e valori =
1) valore dell'esistenza stessa della corrida che non avvilisce l'uomo, ma degrada l'animale
2) etica in un altro senso, ma quale senso donare a questo combattimento di morte e quale spirito alla corrida?
3) Relazione uomo/animale e sentimenti morali per tutte le speci animali (gamma di tutti questi sentimenti e varietà, secondo una lista di questioni etiche).
Interviene Jean-Loup Bourget (Direttore di " La Passerelle des Arts ") ed annuncia l'indisponibilità per il pomeriggio:
- di Francisco Jarauta, partito all'estero
- di Francis Marmande, influenzato, che ha inviato un messaggio di simpatia, ma in spagnolo!
Poi ritorna sulle questioni relative all'estetica della corrida, in due direzioni =
1) fonte di ispirazione per scrittori, musicisti, coreografi ecc. (più Goya, Picasso ecc.)
2) la corrida appartiene al settore arti dello spettacolo codificato (mitico, antropologico ecc.) sin dal 18° secolo.
Ringrazia le persone che hanno reso possibile questo "colloquio" (tra le quali Daniel-Jean Vallade - assessore al Comune di Nîmes -, Simon Casas, i segretariati, la logistica dell'ENS ecc.) e lo dichiara aperto.
Successivamente secondo il Sig.
Mr. Bennassar =
Il titolo " Etica ed estetica della corrida " è una allusione a Siviglia trattandosi di termini scelti dai toreri per poter parlare della loro arte e ricorda che questo colloquio non autorizza alcuna polemica, ma pretende di non fare alcun proselitismo della corrida che egli considera come una cultura dell'eccezzione (!!).
Vincent Delecroix (Ecole Pratique des Hautes Etudes, Paris) entra allora in scena.
Rituale = aspirazioni codificate - aspetto sociale della corrida - efficacità simbolica di questo rituale - la sua etica troverebbe la fonte in un rituale che ne donerebbe un valore?
Fondamento etico nella corrida ed etica di socializzazione.
Uno dei riti barbari che avrebbero fatto emergere l'umanità (!)
Sospensione rituale della morale dovuta all'estetica
Estensione abusiva del termine "rituale"
La corrida sarebbe una forma simbolica dell'azione sociale, almeno localmente. Poi egli vuole mettersi allo stesso livello di ciò che avviene nell'arena, cioé una azione codificata (morfologia, costumi ecc.)
Perché non assimilarla ad un gioco, come nello sport?
Libertà di agire, ma che trova la sua conclusione nella morte dell'animale. Il matador interviene secondo delle figure che non inventa e dalle quali non può distaccarsi.
Fare della corrida un rituale sacrificale e non più un gioco.
Precarietà dello stile e natura del gesto.
Si conforma più o meno a quanto richiesto.
Si vuole che il rituale sia fatto correttamente e si anestetizza la pratica rituale.
Non si è obbligati di associare la corrida alla religione, ma?
Competizione con ricompense, dunque assimilata ad un gioco (obiettivo dello sport) ma la risposta è NO poiché esiste un'altra etica della corrida, qualificata di estetica.
Non ci sono "religiosi" nella corrida.
Si può considerare che il lato violento della corrida non può farla assimilare né ad un gioco, né alla religione (non ci sono spazi sacri).
Il rituale della tauromachia non ha un senso derivato (non rinvia ad un'altra storia precedente) ed il gesto ha un senso per se stesso, poiché il combattimento è reale.
Nessuna trascendenza esteriore, ed essa non ha una funzione sociale (rapporto tra umano e non umano).
Fondazione dell'umano al singolare e riti di passaggio.
Non è sufficiente effettuare la corrida secondo una estetica precisa, ma "in modo bello".
Un paradosso = l'estetica del rituale sospende l'etica!
Esisterebbe un percorso più diretto con l'eroismo (differenziale di bravura).
Criteriologia dell'estetica/la qualità etica cambia in questo caso secondo il classicismo.
Nello stile si annoda la sospensione , producendo un uomo di valore, poiché il combattimento è reale, stilizzato, ciò che fonde l'estetica, e la corrida diviene allora l'ambiente dell'estetica.
Questo valore non è provato, ma produce sempre una rimessa in gioco.
La corrida non è un campo di battaglia poichè essa è chiusa.
Consegna di questo valore (ricompensa) attraverso una operazione di giudizio, che corrisponde ad un valore estetico.
Quelli che giudicano sarebbero degli arbitri del gusto.
Ed infine, la portata di questa etica avrebbe un carattere effimero.
Fine dell'intervento ed applausi.
Alain Renaut (Université Paris IV / Sorbonne) prende allora la parola
Rito speculativo
Quando si esce dal mondo della corrida, ci si scontra subito a delle nozioni di etica massiva.
Rifiuto della sofferenza inutile.
La pietà diverrebbe una sorta di diritto da fare od a veder soffrire, ma non mi sento inumano, poiché bisogna affrontare queste convinzioni.
Inscrivere la corrida nell'umanismo.
Risposte deboli dei "pro" sul diritto alla differenza culturale (risposta esistenzialista) poiché essa sarebbe della stessa natura dell'eccisione, per esempio.
Non vogliamo ricorrere a questo particolare argomentare.
Se ci fosse barbarie nella corrida, sarebbe da mettere in conto alle diversità culturali delle tradizioni umane. Testimonianza dell'universalità della cultura del genere umano e l'insegnamento ci è fornito dalla stessa storia della tauromachia (la pratica della tauromachia risale tra il 16e ed il 18e secolo).
La presa di potenza dell'umanesimo non esclude la corrida, dovuto al fatto dell'universalità potenziale dei suoi valori.
Ci vuole uno sradicamento alla natura dell'umanesimo, con una esperienza di pensiero laddove la corrida era già una evidenza. Paradossale, con la parte di senso della corrida che sarebbe transparente (lo si vede nell'arena) la forza selvaggia si trova sottomessa all'uomo, il quale va a canalizzarla suscitando delle emozioni negli spettatori per la sua natura estetica (il saper toreare, imporre le fasi del combattimento all'animale, costituiscono le dimensioni estetiche della tauromachia ) con la sottomissione di una materia cieca ed il tipo di valore che esprime.
Designazione della cultura come legame proprio all'uomo.
Educare le bestie come si fa con i bambini (!!)
Il toro rappresenta, al meglio, la forza bruta ed incarna tutto ciò che non è umano.
La vittoria della sua morte è imposta dall'uomo ed il toro recita con colui che lo disprezza, ciò che è una illusione nella tragedia del suo destino.
La corrida mette in scena tutti i problemi ai quali l'uomo è sovente confrontato ed è un'arte interplanetaria. Se il toro da combattimento si prefigge la Natura, egli non è la Natura i cui capricci sono stati ammaestrati dai diversi allevamenti.

Espressione metaforica della natura imitata e che la corrida uccide.
Ma c'è un dilemma: la natura apre lo spazio della cultura attraverso questa necessità di fare soffrire ed uccidere.
Ipotesi formulata = questo simbolo di processo della cultura denota qualche cosa di equivoco della modernità e delle sue scelte, attraverso la sofferenza e la morte, e non c'è umanesimo in tutto ciò che l'essere umano percepisce come una minaccia personale.
La corrida sarebbe dunque necessaria alla logica della modernità ed essa è un'arte tragica perché l'uomo se ne dona una immagine simbolo della tragedia della sua propria esistenza.
Fine dell'intervento.
Domande del pubblico:
Relazioni intime tra la corrida e la Messa! Estetica popolare (una signora).
Vincent Delecroix risponde che bisogna bandire ogni relazione tra corrida e religione, e propone una relazione alla Nietzsche.
Un ascoltatore insiste sull'aspetto religioso: abiti dei matador, immagini pie, passaggio alla cappella, segno di croce entrando nell'arena ecc.
Il Sig. Delacroix risponde che si deve considerare la corrida in uno spazio sociale legato ad altri riti (folcloristici ecc.) e che essa appartiene, attraverso il suo gestuale, a tutta la comunità. Se ci si mette al centro dell'arena, l'idea che esistano degli elementi religiosi nel comportamento degli attori non vuole dire che il rituale della corrida sia religioso. Non bisogna fare delle transcendenze legate a questo rituale, che introduce un significato di pura superficie, la quale rinvia unicamente al prodotto.
Alain Renaut non vuole delle "spagnoleggiate" (sic) e desidera che ci si concentri sui fattori culturali ed/o storici. L'apparizione e lo sviluppo della "faena" (ndt: l'ingresso in pista di tutti i partecipanti alla corrida - compresa la manovalanza che con un traino di cavalli porta fuori i tori morti, o quasi) contribuiscono ai valori della corrida, soggetto sul quale egli desidera insistere. Strappo alla natura, precaria e sempre minacciata, che comporta questa messa in scena attraverso il lavoro dei picador e le sofferenze che ne risultano.
La corrida simbolizza la cultura che fa soffrire, a cui si aggiunge la morte.
Un sudamericano chiede la parola e vorrebbe sapere se la messa a morte non sarebbe uno scacco della natura in ragione della sottomissione del toro, donde deriva questo omaggio all'animale selvaggio.
Il Sig. Renaut risponde ancora sulla rirualità della corrida, afferma che, su qualche decennio, si constata che la messa a morte evrebbe una importanza relativa, meno grande oggi, e conclude che questa messa a morte potrebbe non essere indispensabile.
Un altro spettatore insiste, pretendendo che la messa a morte sarebbe la finalizzazione del torero che dominerebbe la violenza attraverso la morte del toro!
Il Sig. Delecroix asserisce che non vuole ritualizzare la corrida =
- in una funzione classica, il gestuale non sarebbe un'etica rituale, non c'è dunque coppia con il torero.
- Non vuole confondere estetica ed elaganza, donde il rinvio permanente tra estetica ed etica sboccanti sulla purezza dell'estetica.
Alain Renaut aggiunge l'eccezzionalità reintroducendo la finalità. La messa a morte è acquisita prima per la resa del toro e non per la sua morte.
E ridice = bisogna uccidere la Natura perché essa risorge sempre e noi (esseri di cultura) e la messa a morte ne facciamo dunque parte.
Ciò origina una nuova domanda da parte di uno spettatore = Pur d'accordo con la tesi del Sig. Renaut, la corrida non riannoderebbe piuttosto con la Natura, glorificandola nel toro e nel torero, e ricorda che Kant affermò "l'animale non è che un oggetto".
Il Sig. Renaut risponde di nuovo = Kant non avrebbe, senza dubbio, amato la corrida visto la sua idea che non bisogna far soffrire gli animali, ma non si può separare la corrida dal simbolismo e conviene dunque cercare il senso al di là, per esempio nel pubblico che "eleva" il toro ! (sic)
Fine dell'intermezzo.
Victor Gomez-Pin (Università di Barcellona) prende la parola : egli avoca tra l'altro il Tribunale di Ginevra ed i Diritti degli animali (vedere Franz Weber : Tribunale Internazionale dei diritti degli animali), cosa che sarebbe pericolosa per la corrida. Poi anche qualche presa in giro sull'azione di Brigitte Bardot (in modo particolare per l'operazione bebé foca ecc.) e la cosa muove al sogghigno qualcuno del pubblico.
In una logorrea non troppo facile da seguire, Victor Gomez-Pin si innervosisce un po' sulla metafisica riguardante la determinazione delle speci, sull'attitudine animalista radicale evocando Aristotele e precisando che in nessuna maniera, e contrariamente agli umani, gli animali avrebbero una specie in essi, cosa che sarebbe importante per i militanti che rivendicano la tauromachia.
In questo mistico "animalista" il rispetto per un animale non ha senso perché si può avere dell'affezione per lui, ma non del rispetto.
L'animale soffre a causa del suo sitema nervoso centrale, ma se si fa astrazione dell'umano, questo sistema non sarebbe decisivo e la natura sarebbe cieca.
Inversione delle gerarchie e pulsione su ciò che trascende la nostra umanità con sovversione dell'ordine naturale. Poi affronta il nihilismo, stigmatizando la mancanza di fiducia nelle nostre capacità.
Evoca l'angoscia paralizzante che le donne conoscerebbero dinanzi l'esistenza biologica, marcata dalla morte (la completezza). Razionalizzazione della morte ed il surmontare la paura della morte, anche quando essa è degna, ciò che non è il caso per gli animali in rapporto agli uomini.
Quella dell'uomo sarebbe una fertilità spirituale con moralità della pienezza.
Non bisogna dunque rifiutare la crudeltà della tauromachia poiché tutto ciò che è umano, è tragico.
La tauromachia non è dunque una colpa , ma " legittimizza " l'arte, nella modo in cui essa la serve e nell'origine etica delle sue aspirazioni.
Fine di questa prima sessione.

Lasciamo la conclusione ai nostri osservatori:
Jean Poignet :

Ci trovavamo in mezzo ad un aeropago di intelluttali (di alto livello, se non vi dispiace!) utilizzanti una allucinante retorica al fine di creare uno schermo di fumo destinato a nascondere la loro nullità.
Questa pretenziosa altezza di visuale, questo caos vanitoso che facevano vedere, me li rende del tutto indigesti.
Troppo è troppo! Al punto di diventare ripugnanti.
Li classifico, una volta per tutte, nella categoria dei perversi che vogliono ad ogni prezzo e con tutti i mezzi, sino al più vile, sino al più snob, legittimare l'insopportabile.
Son essi ancora degli uomini o sono diventati delle macchine culturali senza coscienza? Non saprei precisarlo, sperando di tutto cuore che un tale furore nevrotico non rifletta la realtà francese odierna.
Dopo aver assistito ad un vero triller psicologico, vi segnalo che il loro pianeta non è il mio.
E come disse l'intrattenitore Bedos: "A vederli ed a sentirli, c'è da rimanere disgustati di mandare i ragazzi a scuola!"

Christian B :
Ho assistito venerdì 16 e sabato 17 dicembre 2005 al colloquio organizzato alla Scuola Normale Superiore su "Etica ed estetica della corrida". E' stato difficile restare calmo, silenzioso, all'ascolto delle diarree verbali degli intervenenti, professori di università per la maggior parte, o meglio ancora membri dell'Accademia francese.
Ore ed ore di discorsi per cercare delle referenze storiche o contemporanee presso filosofi, pittori, scrittori, musici e nella danza, al fine di cauzionare la tauromachia.
Tutto era buono per non affrontare la realtà, per rendere intellettuali gli interventi, per fare un dibattito dell'immaginario, la parola d'ordine data era senza dubbio di valorizzarsi, di rassicurare i membri della stessa tribù e d'impressionare gli altri per l'altezza artificiale degli interventi.
Scritti di Kant, Seneca, Epitteto, Nietzsche, Proust, Jean Paul Sartre ed altri ancora, sono stati oggetto delle più nebulose interpretazioni.
Colloquio di deliri in comunità per donarsi l'illusione di essere degli iniziati dell'umanesimo, dell'etica, dell'arte, della semantica, della cultura e dei rituali.
Questo alto consesso dell'intellighenzia taurina, che malgrado il luogo dove si svolgeva e la sua corrispondente reputazione, era ridotto a 60-90 persone; gli intervenenti erano numerosi a seguire l'andamento del "colloquio", gli amici più cari erano stati invitati ed il resto era formato da "aficionados" convinti. Tutti si conoscevano! Era una riunione di famiglia! Credo quindi che il proselitismo sperato da questa manifestazione sia stato molto ridotto, i taurini hanno parlato a dei taurini. Sabato mattina, il Sig. Frédéric Pouillade, prima della sua conferenza, ha deplorato che non ci fosse un vigile all'entrata allo scopo di sorvegliare i presenti per ragioni di sicurezza, sarebbero state ricevute delle minacce!
Un altro oratore, il Sig. Victor Gomez-Pin, professore all'Università Autonoma di Barcellona ha detto che ormai, nella sua città, un colloquio di questo genere non sarebbe realizzabile (non ha detto viva la Francia dove i taurini sono ancora considerati, ma credo fosse sottinteso).
Il Signor Daniel-Jean Vallade (assessore del Comune di Nîmes) ha dichiarato che niente sarà ancora uguale dopo questo " colloquio "… ( !!)
Io spero che le associazioni anticorrida gli precisino che effettivamente questo colloquio ha permesso di capire ancora meglio lo stato di sfascio mentale dell'ambiente taurino e che le nostre reazioni, per andare verso un reale umanesimo ed una estetica che non bagni nel sangue, saranno ancora più numerose e vive.
Questa manifestazione ha permesso loro di dissertare sulla loro passione morbosa, senza contradditori, solamente degli interventi per indicare delle leggere sfumature o per apportare un delirio in più, era la beatitudine, il nirvana taurino.
Il 18/12/2005

Inoltre vedere un testo di Gérard Charollois, Pdt de la CVN


Comitati
Nîmes / Gard
Paris / IdF
Perpignan / Pyrénées-Orientales
Tolosa / Hte-Garonne
Carcassonne / Aude
Marsiglia / BdR

Commissioni
Veterinaria
Comunicato stampa 5 febbraio 2005
Epidemia della febbre catarrale detta " lingua blu " in Spagna.
Quando i tori cadono, cosa c'è dietro ?
Protezione della Gioventù
UNICEF Operazione :
"Città amica dei bambini"
Disegni di bambini rappresentanti esclusivamente scene di corrida a Labarthe-sur-Lèze
Lettera al Presidente del Gruppo di studi sulla protezione dell'infanzia e della gioventù
Denuncia d'incitamento alla violenza giovanile
Lettera di sostegno della Signora Claire Brisset, addetta alla Difesa dei bambini
Lettera al Preside del Collegio di Calvisson (Gard / 30)
Mediatica e Culturale
"Si vive in una società invasa dalla morale e dai dispensatori di lezioni. Non si ha più il diritto di fumare, di cacciare né di amare la corrida. Io, adoro la corrida!"
Charlotte DE TURCKHEIM
Guy Carlier
Mentre erano presenti nello studio ONPP (ndt : trasmissione TV) lo scrittore Christophe Bourseiller che parlava di sette ed un invitato tutto truccato di bianco, bocca vermiglia ed occhi con paillettes, Lei ha gentilmente preso in giro Stephanie di Monaco, ricordando che era contro le corse dei tori perché (citiamo):
"I tori sono degli esseri umani come gli altri " !
Evidentemente, detto così, ed anche in modo differente, è una affermazione puerile che fa confusione tra i due generi
Collusioni / Ramificazioni
Giro di Francia 2005
Economica
Primo piano sulle CIFRE e sull'ECONOMIA


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Promemoria :
Quando si sa che l'operazione Barcellona eha permesso agli anti di raccogliere 453.000 firme rimesse al Parlamento Catalano il 6 aprile 2005 e che, nello stesso tempo, i protaurini ottenevano con gran pena 5.000 firme per la loro controoperazione, si vede bene da quale parte penda già la bilancia.
Aggiungiamo che le firme sono state raccolte su un piano internazionale sia per i "pro" che per gli "anti".