COMITATO F.L.A.C MARSIGLIA
BOUCHES-DU-RHÔNE

CONTATTO:
Comitato FLAC Marseille Bouches du Rhône
BP 43
13908 MARSEILLE Cedex 20
Responsabile: Alain CAMISULI


Sommaire
Dossier Marseille
Lettera aperta al sindaco della città

"Becerrada" del 26 giugno a Grans:
Lettera aperta al sindaco della città

Giochi taurini, prove di camarghese
Pricolo corrida

Lettera aperta al Signor Claude Gaudin Senatore e Sindaco di Marsiglia

"Becerrada" del 26 giugno a Grans: Lettera aperta al sindaco della città

Introduzione alla lettera aperta al sindaco di Grans

Attenzione, precisiamo che questa lettera è stata inviata al sindaco di Grans con copia al sottoprefetto delle Bouches-du-Rhône e trasmessa lla stampa in data 23 giugno cioé 3 giorni prima dello svolgimento dello spettacolo taurino in questione.

Tale precisazione è dovuta nel senso che alcuni passaggi di questa lettera possono sembrare, alle volte, eccessivi particolarmente quando si indica "dei torelli sono maltrattati".
In effetti la "becerrada" annunciata con posa delle bandrillas non ha avuto luogo. E' stata rimpiazzata con una "capea" (dimostrazione di passaggi con la cappa da parte di apprendisti torturatori utilizzando giovani vitelli).
Non c'è stato dunque maltrattamento nel senso legale del termine anche se possiamo deplorare un innegabile stress degli animali sia durante il trasporto e sia durante la sosta del veicolo sotto un sole bruciante sulla piazza del villaggio, anche se gli organizzatori hanno affermato che il camion era parcheggiato all'ombra dei platani.

Confermiamo dunque che la nostra iniziativa è stata assomutamente necessaria e legittima. In effetti siamo ben al corrente della tecnica dei promotori di corride: il modo di incitare il pubblico (già acquisito dai giochi taurini autoctoni) ad avvicinarsi poco a poco alla corrida in modo da creare uno zoccolo al fatto che venga riconosciuta una tradizione della tauromachia iberica.

All'attenzione del
Signor Yves VIDAL
Sindaco di Grans
Vicepresidente dell' Ouest Provence
Consiglere regionale
Municipio:
Bd. Victor Jauffret
13450 GRANS

Marsiglia 23 giugno 2005

Signor Sindaco,

Duplichiamo la nostra lettera con la quale esprimevamo la nostra indignazione (in data 6 giugno 2005, rimasta senza risposta sino ad oggi) al riguardo di una "becerrada" durante lo svolgersi della festa votiva, domenica 26 giugno alle ore 15, in una arena smontabile sulla piazza della chiesa.

La natura di questo spettacolo, la dinamica nociva nella quale si inscrive e la dissimulazione della sua programmazione, giustificano ampiamente l'indignazione di numerosi abitanti di Grans e l'eco che noi intendiamo darle.

La natura di questp spettacolo:
Senza alcun precedente a Grans, si tratta sicuramente di tauromachia "spagnola" con tutte le tappe di una corrida, ma con simulazione della messa a morte.
Dei torelli sono maltrattati ; la tenera età e la temerarità degli apprendisti torero sono traviati da una banalizzazione della violenza (dove l'apprendimento dei gesti tecnici, l'emulazione e l'influenza di tutori appassionati o/e interessati, fanno dimenticare- in parte - la crudeltà e la dominazione dell'Altro relativamente alla corrida) ; la corrid è pubblicizzata ; soprattutto verso un pubblico giovane.

Questo spettacolo si inscrive in una dinamica di promozione e quasi di estensione della corrida :
Noi non Le insegnamo niente, Signor Sindaco, citando Ouest Provence (n° 9 giugno/luglio/agosto 2005) : "Ouest Provence promunga la feria : per ancorare la feria nel suo territorio ed associarla alle tradizioni locali, sono in programma delle " becerradas ", una per comune nella Provenza dell'ovest questa estate ".
Segue una definiziopne esatta di "becerrada" ed un calendario (dal 26 giugno al 20 agosto) di sei "becerradas", una per comune della Provenza dell'Ovest. Questa informazione, sottoscritta dalla comunità dei Comuni, è diffusa da qualche settimana dagli uffici del turismo della regione (cartelli ed informazioni complementari).
La detta informazione era già inserita nel depliant ufficiale della feria d'Istres.
Si tratta per Istres, con la complicità del suddetto periodico, di sviluppare o almeno di perenizzare le proprie corride.
Questo volontariato, questa dinamica artificiale in favore di una pretesa " tradizione " conferma il difficile contesto della corrida.

Il volontariato a Istres, sotto l'influenza della lobby legata alla tauromachia :

  • Nel 2002, inaugurazione delle nuova arena (finanziamento SAN, Consiglio provinciale, Regione) ed instaurazione di una feria di 3 giorni in giugno, oltre ad una corrida in un giorno di agosto. Per gonfiare l'avvenimento, viene integrata nello stesso periodo la festa della musica, spostata, senza vergogna, anche quando le date, come nel caso di quest 'anno, non coincidono.
  • La municipalità è fortemente implicata con i propri servizi di comunicazione e don le ampie sovvenzioni nel 2005 :
    - 13.900 euro al Toro Club Istréen
    - 4.269 euro al Club Taurin Paul Ricard d'Entressen (già finanziato dalla Ricard S.A.)
    - 1.000 euro a "Aréneros Istréens"
    (Queste associazioni che si occupano anche della corsa camarghese, partecipano tutte alla feria ed alla "Journée de l'Aficion".)
  • Ma è soprattutto l'ufficio del turismo di Istres che non lesina sui mezzi in vista di allargare il pubblico delle corride :su 299.000 euro di sovvenzioni municipali nel 2005, quanti sono destinati alla promozione della corrida ?
  • Assunzione specifica permane,te di Bernard Carbuccia detto "Marsella" (il suo soprannome quando toreava).
  • Apprendistato (2003 e 2004 ; niente nel 2005 per mancanza di partecipanti) ai fini della corrida, e non alla corsa camarghese, il mercoledì pomeriggio nelle arene con il contributo di matador professionisti.
  • Organizzazione della giornata (annuale e gratuita) della "aficion".
  • Pubblicità per la feria sulla stampa, su cartelloni (metri 4 X 3) sino a Marsiglia e sui bus urbani della Provenza Ouest.
  • Trasferimenti dei dipendenti dell'Ufficio Turismo sino a Parigi per " vendere " le corride di Istres ai club taurini.
  • Ouest Provence ma anche la Provincia e la Regione portano il loro contributo. (tutto ciò spiegherebbe i prezzi relativamente modici dei posti nell'arena).
  • Quanto denaro pubblico viene speso per questa infamia/ La popolazione, ostile nella sua grande maggioranza, attende una maggiore trasparenza in merito alle sovvenzioni ed i budget.
  • Oltre al nocumento che porta questa promozione, c'è anche il rischio, Lei dovrebbe esserne cosciente Signor Sindaco, di una proliferazione della corrida, partendo da Istres, agli altri comuni della Provenza dell'ovest.
    Le ricordiamo che l'articolo 521-1 del Codice Penale condanna le sevizie gravi e gli atti di crudeltà nei confronti degli animali, ma precisa, al capoverso 3 che " Le disposizioni del presente articolo non sono applicabili alle corse di tori qualora una tradizione locale ininterrotta possa essere evocata ".

    Ora la giurisprudenza è stata molto lassista, sino ad oggi, in merito all'interpretazione degli elementi costitutivi dell'eccezione (eccezione alla regola, allo spirito della legge e quindi ala protezione degli animali e questo sin dalla legge Grammont adottata circa 150 anni fa all'incirca all'epoca in cui la corrida veniva introdotta illegalmente in Francia).
    E' così che la definizione "locale" è stato interpretato come regionale o legato ad una zona demografica e che la "tradizione" è stata riconosciuta come esistente esistente soltanto per la presenza duratura in una città del club di aficionados, anche se la pratica della corrida era scompasa da molto tempo (Come, per esempio, l'introduzione impensabile delle corride a La Brède attorno a Bordeaux ed il ritorno straordinario a Carcassonne, 50 anni dopo la loro scomparsa in tutto il dipartimento dell'Aude !)
    Certo, la Corte di Cassazione ha dato recentemente una inflessione più rigorosa a questa giurisprudenza, ma non è impossibile che la ripetizione di "becerradas" anche artificiosamente inseritez nelle feste votive, costituisca un giorno il precedente pepenalizzante una vera corrida.
    Bisogna che questo sia risaputo dalla popolazione della Provenza dell'Ovest !
    E' per questo che speramo, Signor Sindaco, in assenza di informazioni alla popolazione di Grans, che Lei abbia la saggezza di rivedere il tutto in merito all'autorizzazione di questo spettacolo.

Il consiglio municipale del 21 marzo 2005 ha approvato le nuove definizioni delle competenze comunitarie della Provenza Ovest in materia di sport e di cultura, ma questo non La esonera dalla Sua responsabilità, trattandosi di una attività condannata dal Codice Penale e condannabile legalmente sul territorio del Suo comune.
C'è forse bisogno di precisare che se la Provenza Ovest è da mettere all'indice per questa proposta insidiosa e parassitaria, l'azione intercomunale in genere non è a priori in causa? E quindi la popolazione dovrebbe accettare senza problemi il sostegno, per esempio, al Festival dei colori di Fos-sur-Mer (les Chromatiques) ; e, trattandosi di un campo più grave, dovrebbe partecipare alla concertazione relativa alla Carta per l'Ambiente in corso di elaborazione. A questo riguardo si tratta di "problema eco-cittadino/governo" e non è inutile fare qui una parentesi - a rischio di sembrare troppo lungo, Signor Sindaco - per ritornare più avanti sula corrida, in merito all'intrecciarsi della crisi ecologica, della crisi sociale e della crisi nella democrazia (in ogni caso di quella relativa alla rappresentanza politica nell'attuale Repubblica), genere di situazioni, vedi circoli viziosi, che le persone elette hanno sempre più del male a gestire.
Essi devono avere la lucidità necessaria per il migliore arbitraggio tra etica di convinzione ed etica di responsabilità, ma anche il coraggio di agire contro i corporativismi ed i gruppi di pressione prendendo in conto la preoccupazione del bene comune e l'esigenza della responsabilità proveniente da una parte dei cittadini. Per esempio, si sarebbe oggi meno in ritardo ed in una situazione molto più favorevole nel risolvere il problema della spazzatura (sul piano dipatimentale ed in particolare sul territorio della Provenza Ovest) se i militanti ecologisti - i quali si ritrovano in parte nei ranghi degli anticorrida - fossero stati più ascoltati e spalleggiati sin dall'inizio. Essi si sono mobilizzati da 10, 20 anni o più per la riduzione alla fonte degli scarti casalinghi (imballaggi ecc.), per il riciclaggio, contro la discarica d'Entressen naturalmente, sino a ricevere delle multe per avere deposto a titolo di protesta della spazzatura davanti il Municipio di Marsiglia. Solo da qualche anno alcuni politici si mettono con loro perché confrontati a delle scadenze ineluttabili.
Come ineluttabile è l'abolizione della corrida.
Anacronistica sin dalla sua introduzione in Francia, nello stesso momento delle teorie di Darwin e mentre Victor Hugo (come altri repubblicani) s'indignava :
" Torturare un toro per il piacere, per il divertimento, è molto più che torturare un animale, è torturare una coscienza ".

La corrida è oggi sempre più indifendibile.

  • La neuropsicologia e l'etologia permettono di precisare degli argomenti già compreis attraverso la sensibilità ed il buon senso.
  • La menzogna che essa veicola è svelata e largamente denunciata : non si tratta del "combattimento di un uomo contro una fiera" ma di una trappola sapientemente tesa da tutta una squadra con esperienza (picador, banderilleros, torero) ad un animale selezionato per la sua reattività all'aggressione; gli animali (6 per corrida e normalmente ci sono più corride durante la feria) sono torturati uno dopo l'altro a morte senza che possano capire il dispositivo umano.
  • L'argomento procorrida di una bella vita (4 anni nei campi) del toro adulto che precede un "cattivo" quarto d'ora (il "cattivo" è accettato da alcuni tauromaniaci spinti dal loro trincea ma sono piuttosto le qualifiche di "bravura" e di "gloria" che sono utilizzate, per antropocentrismo, al povero animale) non tirnr più sul piano etico, soprattutto quqndo si prende in conto il trasporto massacrante e la multiplicità delle armi bianche utilizzate prima e dopo la spada della stoccata ( anche ripetuta più volte).
    Questo argomento è naturalmente falso a causa della faccia nascosta della corrida: gli indispensabili allenamenti e l'apprendimento dove le sofferenze inflitte ai torelli (ed ai cavalli nellaa corrida equestre) sono probabilmente le peggiori e più numerose.
  • Il coraggio, molto relativo, legato al rischio variabile per il torero di essere ferito (quasi mai ucciso - 1 torero morto su 34.800 tori secondo uno studio scientifico - vedere "Que sais-je" "La corrida" Baratay / Fugier) non giustifica questa barbarie. Le arti marziali, gli sport estremi sono dei sostituti possibili e positivi se sono ben inquadrati.
  • Il preteso ruolo di catarsi, di sfogo alla violenza è un imbroglio : si tratta, in effetti, di negazione, se non banalizzazione della violenza reale su un essere vivente sensibile ; ciò è ancora più grave nei confronti dei bambini che sono spettatori ed anche autori.
    Lo si sa sin dalla tragedia greca: le arti, la fiction, la letteratura, il cinema, la danza, il teatro, le performance contamporanee, ecc. sono i veri vettori catarsici.
  • Rispondiamo anche ad una affermazione fallace : la corrida non è una alternativa ai tremendi allevamenti industriali. La maggior parte degli aficionados non si curano di guardare l'origine - dal punto di vista della qualità animale - della carne che consumano e non sono sicuramente vegetariani.

La gratitudine verso gli animali domestici, bovini e cavalli in questo caso, per tutto quello che ci hanno permesso di produrre nel corso dei millenni (ed ancora oggi, soprattutto nei paesi sottosviluppati) obbliga a migliorare la loro sorte in ogni luogo.
In breve, per la protezione animale, per la nostra dignità e la nostra responsabilità, particolarmente in merito alla formazione dei giovani verso il rispetto degli "altri", la corrida deve essere abolita.

Essa resterà in seguito un oggetto interessante gli studi storici, artistici ed antropologici, per la sua forma e per il suo significato: cioé (per fare presto) uno spettacolo eterogeneo fatto di codificazioni e di alea, di presidenza e di "bronca", di diversi elementi temporali ed estetici, visuali, sonori, di dominio di perdita del controllo; un abbattimento rituale, mescolanza ambigua di virilità e di femminilità, di dominazione e di paura, di verità ecc...

Gli interessi economici specifici della tauromachia, dissociati da quelli della festa (feria) apparirebbero allora derisori per la collettività.
L'evidenza è proprio questa: è la corrida che ha bisogno della feria e non l'inverso.

Inoltre, non ci saranno più - o così pochi - pseudointellettuali per travestire la verità storica delle origini della corrida: essa non è legata al culto antico del toro ma deriva da una appropriazione ( nel 16° secolo in Spagna, da parte di gente del popolo, a piedi, all'interno di mattatoi) di una pratica riservata sino allora ai nobili a cavallo; un processo di codificazione e d'estetizzazione che ha poi prodotto l'attuale formulazione.

Gli argomenti suddetti non hanno bisogno di essere maggioritari presso i nostri concittadini per giustificare l'abolizione della corrida, ma in ogni caso lo sono e lo saranno sempre più.
In quanto eletto dal popolo, deve sapere, Signor Sindaco, che la corrida è respinta da più dell'80 della popolazione francese e che una parte sempre più larga si esprime ormai in modo militante, compreso nelle zone dette di "tradizione".
I nostri parlamentari cominciarono ad appoggiare, nella primavera 2004, una proposta di legge mirante a sopprimere, nel codice penale, l'eccezzione della corrida e dei combattimenti di galli. Questa proposta è stata depositata dal deputato di Nizza, Mme Muriel Marland-Militello, appoggiata da altri deputati (una cinquantina attualmente). Il Consiglio comunale di Mouans-Sartoux (06) ha votato all'inizio di Dicembre 2004 una mozione di principio anticorrida. La pretesa da parte della municipalità di Fréjus di creare una "Feria della Costa Azzurra" con ancora più corride è dovuta probabilmente a questo. Questo tipo di decisione politica é iniziato nella Catalogna spagnola: i consiglieri municipali di Barcellona e di altre città spagnole hanno votato delle mozioni anticorrida.
Ed inoltre, dei progetti di redifinizione dello statuto degli animali domestici vengono forzatamente all'ordine del giorno in Francia ed in Europa.

Nell'ambito di questa contestazione, è molto tentante di non informare sulla specificità di un avvenimento come la "becerrada" in rapporto alla tradizione camarghese quando c'è un atto di promozione della corrida e, più grave, di dissimularne sino al limite estremo al programmazione.
Sarebbe oggi il caso di Grans ?
Gli abitanti di Grans constateranno che il Colitato delle festività non li ha informati su questa "becerrada" : non è indicata sul depliant "Programma completo delle festività votive 2005" ! (Forse edito, certamente, prima della comunicazione di Ouest Provence, ma si può pensare che nella Sua qualità di vicepresidente della Provenza Ovest, il sindaco ne sia stato informato abbastanza presto). Essa non figura neanche sui cartelloni pubblicitari esposti recentemente nelle strade a cura del Comitato suddetto; inoltre si potrebbe incollare una fascia informativa supplementare.
Al contrario, l'associazione Grans Taurin che organizza le animazioni taurine nel quadro del programma delle festività, fa circolare discretamente l'informazione tra gli aficionados, particolarmente in certi bar del villaggio.
Qyesta insidiosa promozione della corrida, parassitando le nostre feste votive, e la confusione tra tradizione camarghese e tauromachia spagnola che può generare, soprattutto nei confronti dei turisti, ci ha indotto ad organizzare una manifestazione sulla piazza della Chiesa, domenica 26 giugno 2005 alle ore 14.00.

Noi ne diamo comunicazione a Lei a mezzo della presente, con copia al Signor sottoprefetto Bernard Fraudin.
Ringraziandola in anticipo della Sua attenzione e nell'attesa da parte Sua di una risposta che soddisfi la nostra indignazione, voglia gradire, Signor Sindaco, l'espressione dei nostri rispettosi sentimenti, anche se attristati.

Per il comitato F.L.A.C Marsiglia / BdR
Alain Camisuli


GIOCHI TAURINI
DIMOSTRAZIONI CAMARGHESI

Pericolo corrida!
Da Alain Camisuli delegatto del Comitato F.L.A.C Marsiglia

  • Attenzione ! I giochi taurini (con giovani mucche o torelli) possono servire ai tauromaniaci per stabilire una pretesa "tradizione taurina" : lo scopo è quello di preparare l'introduzione della corrida, avendo quest'ultima, secondo una interpretazione giuridica lassista, più probabilità di non incorrere nel codice ênale ch la condanna (articolo 521-1)

    A Marsiglia, queste velleità hanno sempre incontrato una opposizione da parte della maggioranza dei cittadini, ma dobbiamo restare vigilanti :
    non dimentichiamo il contesto attuale che ha permesso il ritorno di questa pratica barbara nell'Aude, a Carcassonne dopo 50 anni di assenza! Così come il suo ritorno nei pressi di Tolosa, Bordeaux, ecc...
    Dei villaggi dove esiste la corsa camarghese sono minacciati : Fos-sur-mer, Pernes-les-Fontaines (84), etc…

  • Attenzione ! Un effetto meno ipotetico, anzi realistico :
    Iniziare un pubblico giovane a confrontarsi con un "toro". "Toro-piscine"; "Toro-ball", corsa camarghese: è sempre il confrontarsi, essere temerario di fronte la pericolosità di un animale che si costringere ad essere un partner del gioco... o del combattimento con messa a morte! Il termine di "toro" è rivelatore: dietro la piccola mucca e questi giochi che sembrano innocenti, si profila il "toro bravo" della tauromachia spagnola ed i suoi torturatori nell'abito di luce.
    Non si tratta di formare dei futuri toreri ma di preparare presso i giovani l'indulgenza o la passione verso la corrida. E' sufficiente negare o relativizzare la sofferenza dell'animale ("mangiate comunque della carne, ecc.) di coltivare tutte le menzogne e rappresentazioni antropocentriche che fanno dei buoni "aficionados".
  • Attenzione ! Il mondo della " bouvine " non ha mai espresso una condanna della corrida. Al contrario, nei fatti ne è complice :
    • Durante le feria, "abrivados" (dove gli " attrapaïres " -ndt : le persone che cercano di afferrare i tori- sono spesso degli adolescenti), "bandidos" e "encierros" costeggiano la corrida.
    • Più grave : la FFCC (Federazione Francese della Corsa Camargghese) si associa pienamente, ormai, alle manifestazioni dove tutte le forme di tauromachia (camarghese, landese e corrida) sono riunite e valorizzate.
    Ad Arles, per esempio :
    • Da aprile 2000 : salone del toro ; spazio toro
    • 10 settembre 2004 : apertura ufficiale della Feria delle Primizie del Riso con una camarguaise.
    Più evidente è la complicità al di fuori dello stesso contesto festivo.
    Qualche esempio tra gli altri :
    • Noves, da luglio 2002 : la FFCC è corresponsabile dell'introduzione della corrida (nel formato "becerrada" senza messa a morte) in questo villaggio dove solo la camarghese era presente (logo della FFCC sui manifesti coprodotti con il Club Taurino Paul Ricard locale.)
    • Istres, ottobre 2003 e 2004 : il Toro-club (presidente Eric Coquel) che ha per obiettivo le corse camarghesi è presente ufficialmente alla "Giornata dell'Aficion" per la promozione della corrida.

      Altri complici in questa giornata annuale gratuita e largamente sovvenzionata (comune, provincia, regione) : i gruppi di danze sevigliane e provenzali, il coro provenzale. " Ma per essere forte e perpetuarsi la passione per l'arte della tauromachia deve poter trasmettere e toccare un nuovo pubblico " (Michel Caillat, sindaco Istres, Consigliere regionale.)

    • Tarascon, 26 aprile 2003 : una conferenza sulla tauromachia riunisce sulla stessa tribuna i rappresentanti dei macelli di Alazar et Roux, degli allevatori di tori da corrida e della …. FFCC.
    • La "Feria di Francia" allo "Stade de France" vicino a Parigi, era programmata per giugno 2002 : "lo scopo sarebbe stato di proporre differenti spettacoli "spagnoleggianti" con dimostrazioni di corrida da parte dei migliori toreri che avrebbero fatto solo alcuni passaggi (…) dimostrazioni di corrida a cavallo, corse landesi, corse camarghesi, spettacoli di Flamenco e spettacoli equestri (...)" (Jean-Christophe Giletta, direttore dei grandi avvenimenti allo "Stade de France", maggio 2001)
      Dinanzi alla reazione energica di numerose associazioni, il progetto fu abbandonato.
    • Marsiglia, primavera 1999 : la "Grande Feria del Cavallo e del Toro" viene interdetta dal Sindaco su pressione degli anticorrida (coordinati dal comitato F.L.A.C.). Nella loro protesta, gli organizzatori (cioé le associazioni Arte y Toros e Latinissimo-Fiesta des Suds) occultarono le dimostrazioni di corrida iberica o a cavallo ed evocarono solo la tradizione camarghese visto che una di queste corse era nel programma di questa azione perniciosa !

camarguaise della corsa
  • Attenzione ! Gli anticorrida fanno bene la differenza intinseca tra corsa camarghese e corrida
    Ora la FFCC è riconosciuta dal Ministero della Gioventù e degli Sport ebeneficia di sovvenzioni.
    Noi rifiutialo che una parte di questo denaro pubblico serva alla banalizzazione ed alla promozione della corrida.
  • Attenzione ! Trattandosi di giochi taurini, non è raro che includano dei simulacri di "faenas" : gli animatori felicitano allora i giovani partecimanti (soprattutto ragazzi) come "Germe di torero" e la stampa regionale ha già ripreso questi complimenti in maniera positiva, senza chiarire ai lettori che si tratta di un lavoro d'influenza perniciosa.
    Bisogna notare che qui o là, come a Fréjus, i "toro-piscine" sono inseriti nel programma stampato delle corride che seguono dappertutto: come nelle altre zone, ma più ancora in questa città del sud-est estremo, la corrida ha un bisogno vitale di allargare e di ringiovanire il pubblico molto limitato.
    Bisogna sapere soprattutto
    • Che gli organizzatori sono spesso, come a Septèmes-les-Vallons o Cabriès, i Club taurini Paul Ricard il cui scopo è quello di promuovere tutte le tauromachie ; ed il denaro non manca per questo, scorre … come del Ricard (ndt : l'aperitivo classico detto "pastis").
    • Che degli adolescenti possono essere feriti gravemente come a Septèmes, per la festa di Sant'Anna nel luglio 2002
  • Attenzione ! giochi taurini della festa per San Michele sono gestiti dal club taurino di Arles lou

    capea
    Fourmigo : molti dei suoi membri erano anche organizzatori nel 2003. Questi tauromaniaci organizzano regolarmente, a seconda del bersaglio mirato, da una parte delle animazioni burlesche tipo clowns-toreros, e, dall'altra, in accordo con le scuole di tauromachia della regione, vere e proprie "becerradas" e "novilladas" senza messa a morte, alla Monumental de Gimeaux (piccola arena privata nella Camargue)
Siamo sensibili peraltro aiproblemi della Camargue, ma denunciamo i trucchi culturali ed economici della "bouvine" e della corrida, trucchi che a termine porteranno ad un danno per gli stessi Camarghesi.

Lettera aperta al Signor Claude Gaudin
Senatore e Sindaco di Marsiglia

Marsiglia, 12 ottobre 2005

Signor Senatore e Sindaco,

Durante la "Fiesta des Suds 2005" che si svolgerà nei Dock del Sud il 20 e 21 ottobre prossimo, deve essere organizzato uno spettacolo di "capea" da giovedì 20 a sabato 22 ottobre, in presenza di toreri professionisti e "di giovani virgulti delle scuole taurine", in una arena smontabile installata nel boulevard de Paris, là dove più di 40 anni fa terminava, per mancanza di pubblico, la lamentabile storia della corrida, a seguito di peripezie ed intrerdizioni comunali. Le chiediamo di interdire questo spettacolo di tauromachia spagnola che è la "capea".

Le ricordiamo che la corrida è illegale in Francia con eccezzione delle città che possono evocare una "tradizione locale ininterrotta" (articolo 521-1 del Codice Penale.)
Una tale tradizione non esiste a Marsiglia.

Autorizzando degli spettacoli di tauromachia che hanno come scopo principale quello di creare una falsa tradizione, come si è verificato nella regione di Tolosa (Fenouillet / Rieumes) e nell'Aude a Carcassonne, Lei si renderebbe complice di un tentativo di reintroduzione della corrida a Marsiglia, oltre ad essere, secondo la natura precisa di questi spettacoli evolutivi, complice di sevizie gravi e di atti di crudeltà sugli animali, reato sanzionato dall'articolo suddetto.
Oltre alla Sua responsabilità di responsabile politico, Lei ingaggerebbe anche la reputazione della nostra città.
L'immagine di Marsiglia sarebbe indubbiamente intaccata; la corrida, pratica barbara già anacronistica di per se stessa, moralmente e legalmente condannata sin dalla sua introduzione in Francia 150 anni or sono, è oggi riprovata dalla maggioranza dei Francesi, anche quelli delle città taurine.

Lei sarà senz'altro al corrente della proposizione di legge depositata nel giugno 2003 dalla deputata delle Alpes-Maritimes, Signora Muriel Marland-Militello (UMP) che chiede la modifica dell'articolo 521-1 del Codice Penale e cioé la soppressione dell'eccezzione inserita dalla legge del 24 aprile 1951, con lo scopo di ritornare all'interdizione totale della corrida. Lasciare campo libero alla tauromachia constituirebbe anche un handicap sicuro per la candidatura di Marsiglia al titolo di Capitale Europea della Cultura nel 2013. La maggior parte dei paesi europei condannano la corrida. Scommettiamo - e noi vi contribueremo, se necessario - che essi faranno la distinzione tra la necessità di difendere la diversità culturale da una parte (a livello europeo e mondiale: l'UNESCO piuttosto che l'OMC!), e dall'altra, la cauzione di cui beneficierebbe la corrida prima di scegliere Marsiglia.

Nel giugno 1999, Lei ha avuto la saggezza di interdire un'altro tentativo dei toromaniaci, ed evidentemente noi abbiamo divulgato la notizia. Manifestammo quindi nel settembre dello stesso anno per dimostrare sia la nostra soddisfazione e sia la nostra vigilanza. Non è anedottico ricordare che fu l'ultima azione pubblica del Professor Théodore Monod. Un anno prima della sua dipartita, a 98 anni, egli era venuto, assieme ad altre personalità, a sostenere l'opposizione dei Marsigliesi alla corrida e ad illustrarne la sfida etica con la sua presenza, testimonianza di una vita di impegno coerente per tante nobili cause, umane ed animaliste.
Oggi, più di ieri, non mancheremo di dare divulgazione della vostra risposta; tanto più che questa novità intitolata "Fiesta des Suds" si ritrova nel contesto di un progetto sornione.
In effetti, Toros Méditerranée, presentandosi come una "associazione" diffonde discretamente da sei mesi un appello per costruire un'arena a Marsiglia e pretende che questo "progetto culturale" permetterebbe, oltre agli "spettacoli taurini", la programmazione di molteplici "avvenimenti culturali e sportivi". Si tratta in effetti di un club taurino Paul Ricard raggruppante qualche aficionado (tra i quali alcuni legati a Latinissimo che organizza la "Fiesta des Suds") e che milita da qualche anno per l'organizzazione di corride e di una "feria" a Marsiglia, con l'aiuto particolarmente degli aficionados di Arles.

Infine, al di là della sfida marsigliese, è al senatore che ci rivolgiamo. Il fosso tra i cittadini ed i politici eletti è profondo e continua a scavarsi: sfiducia, corporativismo, marcia indietro comunitaria od egoistica da una parte, politici dalla vista corta, elettoralismo o populismo e corruzione dall'altra. I valori repubblicani sono degradati ed un circolo vizioso si sta installando.

Per romperlo non è sufficiente un lifting della "Marianne" (ndt: personaggio femminile che rappresenta la Repubblica e che viene cambiato di tanto in tanto prendendo l'effigie di donne particolarmente famose).
Bisogna avere del coraggio politico e richiamarsi, sia verso la società civile e sia verso la classe politica, alla lucidità, alla responsabilità ed alla preoccupazione del bene comune.
Tanto più che questa crisi politica e sociale si aggiunge ad una crisi ecologica che si aggrava sempre più ed ha bisogno di cambiamenti rapidi ed importanti del modo di vivere.

Per quanto concerne l'argomentazione etica e filosofica che premia l'argomento dell'opinione maggioritaria (argomento che è secondario in una democrazia evoluta dove la riconoscenza e l'espressione delle minorità deve essere effettiva), noi mettiamo il punto su quanto segue:

  • La corrida è una grave banalizzazione ed anzi una valorizzazione implicita della violenza attuata dal gruppo nei confronti di bambini ed adolescenti, come spettatori ed ancor più quali attori nelle scuole "taurine". Là, sotto la colpevole influenza di adulti passionati ed/o interessati, la crudeltà è più o meno negata nei confronti dell'allievo, allontanata con l'apprendimento del gesto tecnico, l'emulazione, il desiderio di essere riconosciuti, la preoccupazione di essere coraggiosi (per dimostrarsi virili) e, spesso, il ricordo cocente di colpi e ferite ricevuti dagli "erales" (torelli) considerati prima esclusivamente sotto l'angolo della loro pericolosità e dopo della loro contribuzione involontaria all'estetica delle "faenas".
    Quanti torelli agonizzano sotto le banderillas e le stoccate malamente ripetute e forzatamente maldestre? Questa tappa necessaria alla formazione del giovane torero viene ben nascosta al pubblico, mentre la tappa precedente, quella del lavoro con il "careton" (sostituto artificiale: una testa di toro su ruote, spostata da un compagno) viene al contrario esibita volentieri. Si può ragionevolmente escludere che delle persone in corso di strutturazione psichica siano traumatizzate, in quanto attrici o testimoni, da una tale violenza. Per la società c'è inoltre innegabilmente il rischio a ritardamento che il libero arbitrio di queste persone sia distrutto a profitto della violenza di gruppo soprattutto durante avvenimenti collettivi movimentati e confusi.
    Notiamo al passaggio che la sorte orribile di questi giovani animali dietro le mura delle scuole taurine viene passato sotto silenzio quando si brandisce l'argomento procorrida, già fallace per quanto riguarda il toro adulto della corrida formale, consistente ad evocare la sua "bella vita" durante quattro anni al campo prima di "morire gloriosamente in combattimento".
  • I bovini - ed i "toros bravos" lo sono, qualunque sia la specificità del loro allevamento e della loro selezione genetica e comportamentale - non parlano, non votano, ma da migliaia di anni e dopo diverse mietiture, tirano la carretta dell'umanità ( ed ancora oggi in senso proprio lo fanno in qualche paese in via di sviluppo).
    L'etimologia ce lo ricorda: domestici, fanno parte della casa e meritano gratitudine e conforto piuttosto di essere resi folli, sia a causa dell'ESB (mucca pazza) o, più volontariamente, a causa degli "olé".
  • Inoltre l'orrore dei macelli e di oscuri allevamenti tipo campo di concentramento non deve servire da alibi per giustificare la violenza, soprattutto da parte dei non vegetariani. La corrida deve essere abolita per quello che è nella raltà, dietro le menzogne della tauromachia, e per quello che simbolizza e cioè l'assogettamento di un "Altro" al proprio desiderio di potenza, la vanità e l'irresponsabilità deleterie in un mondo ormai fragile; un mondo dove l'umanità - in ogni caso il suo modello occidentale moderno divenuto quasi universale - deve cessare di affermare il suo dominio sulla natura e sugli esseri viventi e porsi la questione essenziale dei limiti di questo dominio. Per il momento, bisogna operare per impedire la reintroduzione della corrida a Marsiglia.

Nella speranza di una Sua decisione in questo senso, voglia gradire, Signor Senatore e Sindaco, l'espressione delle nostre distinte considerazioni.

Per il Comitato F.L.A.C Marseille
Alain Camisuli